mercoledì 29 maggio 2013

A Bari. Vandalizzato il KatchKar Armeno


Nella giornata di oggi 29 maggio 2013 è scesa su Bari una grande tristezza. La stele di pietra armena, posta di fronte all'autorità portuale di Bari è stata oggetto di un vile, quanto deplorevole atto vandalico! Secondo alcuni testimoni passati per caso nelle vicinanze, fino alla tarda mattinata del 28 maggio il Katchkar non presentava alcun segno di scritte, che pertanto sarebbero state apposte nelle 24 ore tra comprese tra la mattina del 28 e quella 29 maggio, quando è stato scoperto il brutale gesto! 

Come si può vedere dalle due immagini qui riportate, sulla parte bassa della pietra, il sedicente "gruppo kamikaze" non meglio identificato ha posto la propria firma. Lo sfregio al monumento è doppio poiché non solo di monumento si tratta, ma di manufatto sacro secondo la tradizione orientale, poiché rappresenta l'idea stessa di Dio, che è in esso raffigurata. Il nome usato dagli autori del gesto lascia dolorosamente e gravemente inquieti e scossi. 
Il primo pensiero è che autori di questo scempio siano dei "normali" vandali, che non avendo di meglio da fare devastano ciò che trovano senza saperne, capirne, e volerne capire, il significato. Timore più grande, è però, che si tratti di un più circostanziato e premeditato atto compiuto da qualcuno in dispregio della identità che il Katchkar rappresenta, ossia quella Armena. Appare, inoltre, singolare l'altezza della scritte poco comoda per un atto vandalico, a meno di 50 cm dalla base della stele.
Ci Auguriamo che le forze dell'ordine sensibili ai rapporti inter-religiosi e di amicizia tra i popoli, possano e vogliano fare luce su quanto accaduto, al fine di assicurare la pace e la serenità a quanti si riconoscono intorno a questo simbolo: Cristiani e Non Cristiani, Armeni e non Armeni, ma solo Uomini e Donne di Buona Volontà.
Appare purtroppo singolare la coincidenza tra l'anniversario della Battaglia di Sardarabad (28 maggio 1918) che segnò l'inizio della Prima Repubblica Armena e l'episodio accaduto. 

giovedì 23 maggio 2013

La Leggenda del lago Anahit di Rouben Zartarian



Libero adattamento da una novella di Rouben Zartarian apparsa sulla Rivista "Pro Armenia".

Alla sommità del monte Ararat si trova un lago di rara bellezza, associato a molte storie e leggende. Una di queste è stato nota ancora oggi ai residenti della valle dell'Ararat. 
Si dice che un giorno, la dea della fertilità e del raccolto, Anahit dai capelli d'oro, stava passeggiando oltre le nuvole fluttuanti al tramonto e si innamorò con il grande monte Ararat, che brillava nella nebbia. Il suo amore era così forte che ogni notte di luna,  lasciava le acque del Araks e, soffrendo di insonnia, vagava per la valle in cerchi, mormorando parole di amore e di affetto che salivano alla cima del monte Ararat come un dolce zefiro. Come le notti di luna piena si susseguivano, le sue giornate erano piene di un amore non corrisposto. Eppure il grande Ararat era ancora in silenzio, e il silenzio lacerò il cuore e l'anima di Anahit.
Poi, dimenticando ogni pudore e prudenza, la dea che non sapeva più che fare, salì sul monte. Il suo corpo seducente coprì la nebbia del mattino e si rivolse con parole d'amore al suo amato. Quelle parole salirono dalla sua bocca come splendidi uccelli, ma Ararat rimase impassibile, indifferente e freddo. Poi, reietta, la dea confusa cadde in ginocchio. Lì, in cima alla montagna, singhiozzava apertamente, non più trattenendo in lacrime che scorrevano dai suoi occhi liberamente come fiumi. Solo le lacrime potevano consolarla un po' nel suo dolore senza confini, perché il gigante possente non aveva detto una parola. Anahit pianse per molto tempo ... Fino a quando le sue lacrime formarono un lago alla sommità del monte Ararat. 
È per questo che si chiama Lago Anahit.

sabato 4 maggio 2013

" Il Richiamo del Sangue " di Kegham J. Boloyan sbarca in RAI


Domani 5 maggio a partire dalle 10,45 andrà in onda il programma "Est Ovest" su RAI 3. Chiude la puntata un servizio di Enzo Del Vecchio realizzato a Bari, dove a margine del convegno dedicato al popolo armeno nel 98° anniversario del genocidio, è stato presentato il volume “Il Richiamo del Sangue” di Agavnì Boghossian a cura del prof. Kegham Boloyan, docente di Lingua Araba presso l’Università del Salento. Il volume è stato pubblicato per la prima volta in Italia nell'Agosto-Settembre 2012 dalla casa editrice "FAL Vision" di Bari. 
Nella Stessa puntata si parla della Comunità Armena di Bari raccoltasi il 24 aprile attorno al Katchkar per ricordare i Martiri Armeni.
Tra gli intervistati: Rupen Timurian, Kegham Boloyan, Paolo Lopane, Carlo Coppola

qui sotto il video in streaming dal minuto 15:56