martedì 17 settembre 2013

Famosa Lettera del Vescovo Der Abrahamian a Papa Benedetto XIV

Alla Santità di Nostro Signore 
Papa Benedetto XIV,
felicemente regnante
Roma, Vaticano 

Beatissimo Padre,

Mons. Sergio Der Abrahamian
Arcivescovo di Calcedonia degli Armeni
Mi faccio un dovere di umiliare alla Santità Vostra una relazione intorno agli armeni cattolici durante la guerra terribile e mondiale.
I valorosi soldati del nostro Impero Russo col prezzo del loro sangue hanno preso Erzerum, e tutta la provincia con essa, dalle mani del governo ottomano. Dopo ciò sono stati purtroppo ben verificati i lugubri racconti degli uomini massacrati, delle donne violate, delle signorine rapite, strascinate, condotte per forza, delle case saccheggiate e bruciate, di villaggi interi distrutti, ecc. Gli orrori commessi su quella terra infelice da musulmani fanatici ed assetati di sangue cristiano, da soldatesche indisciplinate e feroci, fanno drizzare sulla testa i capelli. Gli armeni cattolici pure sono stati in balia del barbarismo turco, che ha fatto ciò che ha voluto. Lagrimevol desolazione avvenne in Ardanuce, Satlel e Artvin, sotto la mia giurisdizione. Orribile massacro nei giorni 17-18-19 e 20 dicembre dell’anno 1914. Quando i nostri valorosi Cosacchi hanno ripreso Ardanuce, Satlel e Artvin nel principio di gennaio dell’anno 1915, allora si è verificato che i barbari musulmani hanno martirizzato con ogni specie di torture il parroco armeno cattolico di Ardanuce Don Emmanuel Giukhunian coi suoi 136 parrocchiani uomini, poiché non hanno voluto negare la fede cattolica. Egualmente è stato martirizzato coi suoi più di 200 parrocchiani cattolici armeni il parroco di Satlel Don Simeone Rostomian, con indicibili tormenti di petrolio; però non hanno potuto far negare la religione cattolica. Così anche a Artvin hanno ammazzato e strangolato 25 uomini; e se non fossero arrivati i nostri soldati russi e non avessero preso Artvin peggio sarebbe il loro stato.
Ora dopo la presa di Erzerum, di Musce, ecc., si sentono, si verificano cose terribili, e le vittime sono in numero spaventevole. Non vi è nessuno armeno cattolico, né vescovo, né prete, né popolo... Troppo in lungo andrei se volessi riferire quanto mi è venuto sott’occhio nei giornali e nelle lettere dei privati, e ciò che raccontano quei pochissimi testi oculari fugitivi. Dappertutto la stessa desolazione in Turchia, quei pochi che hanno potuto miracolosamente liberarsi dalle barbare saette ottomane e si sono ricoverati sotto la bandiera Russa nel Caucaso ed altrove, sono stati benevolmente accettati dal nostro governo russo e vivono felici e fortunati e soccorsi. Quei però che si trovano ancora sotto la tirannia musulmana e sono esiliati qua e là Dio sa dove, non si sa in quale misera condizione si trovino!
Accludo qui una lettera in lingua russa in cui poveri cattolici armeni di Khotorgiur dalla provincia di Erzerum, i quali uomini da molti anni vivono in Russia ed hanno i loro impieghi qui in Russia, però le loro famiglie si trovavano in Turchia a Khotorgiur, questi poveri col cuore in bocca mi domandano di procurare per quale modo che sia possibile una notizia certa. Io ieri ho scritto all’ambasciatore di Spagna di Pietrograd presso l’Imperiale Governo nostro, per [il] di cui mezzo forse si potrà avere qualche notizia. Si dice che gli armeni cattolici di Khotorgiur, col vicario generale Turscian e coi 24 preti armeni cattolici ed anche il vescovo Melkesedekian, si trovino ossia siano esiliati alla città di Akn (ovvero Akin); secondo altre notizie o a Sivaz (Sebaste) o a Mossul in Messopotamia; e non sappiamo se siano vivi o massacrati.
A Khotorgiur si trovano nove magnifiche chiese cattoliche armene, oltre le cappelle ed altri luoghi sacri. A Erzerum ci sono la chiesa cattedrale, la chiesa dei Cappuccini, l’Episcopio, le scuole, case, magazzini, ecc., ecc. appartenenti alla chiesa nostra armena cattolica.
Descrivendo tutto ciò, Beatissimo Padre, con cuore sanguineo, dopo aver protestato contro il governo turco barbaro e disumano, secondando il desiderio della popolazione armeno-cattolica di Khotorgiur, di Erzerum, ecc., ecc. Prostrati al bacio dei Santissimi Piedi, preghiamo soccorrerli colla protezione paterna, che i resti di codesta povera gente armeno-cattolica di Khotorgiur e di Erzerum, ecc. possino rimanere intatti, e dopo la pace ritornino alle braccia dei loro cari; e se hanno bisogno di mezzi materiali, comandarmi di soccorrerli di qua insegnando il mondo.
Inoltre, per maggior tranquillità di coscienza, mi prendo la libertà di domandare qualmente segue: siccome sono venuti e vengono dalla Turchia emigranti armeni cattolici, alcuni poi coi loro preti appartenenti alle diocesi armeno-cattoliche di Turchia e gli altri che si trovano nei propri paesi, i quali ora mai stanno sotto il nostro governo Russo, ed i nostri valorosi soldati giorno per giorno andando avanti vittoriosamente, vengono altri emigranti, ovvero si trovano nei loro paesi, però sotto il governo Russo, questi qui hanno domandato e domandano e potranno domandare in caso di necessità della dispense, ecc. Però la Santa Sede non mi ha data la giurisdizione che sopra i cattolici armeni di Russia; ora domando se posso «pro- tempore» accordare le necessarie dispense, finché ritornino i loro propri vescovi, ossia fino al ristabilimento della pace, finché il Vaticano voglia fare il necessario concordato secondo la legge col nostro Governo Imperiale Russo?
Se trovo grazia innanzi alla Santità Vostra di una risposta sarò molto riconoscente se volesse Vostra Santità comandarmi per mezzo della Segreteria di Stato o telegraficamente ovvero con una lettera per mezzo del nostro Signor Ministro Russo secondo la legge Imperiale, volume XI, art. 17.
Intanto prostrato al bacio dei Santissimi Piedi, con profondo ossequio e filiale venerazione ho l’onore di confermarmi di Vostra Santità.

Tiflis,
il 8/21 Marzo, 
1916
numero annuale N 289.

umilissimo devotissimo 
ed obbligatissimo figlio 
S. Der Abraamian
Amministratore Apostolico.

lunedì 16 settembre 2013

ԲԱՐԻ ԱՐԱԳԻԼ (Bari Aragil) di Alexey Hekimyan




Ես ոչ անտուն եմ, ոչ էլ տարագիր,
Ունեմ հանգրվան, ունեմ օթևան
Ազատ Հայրենիք, երջանիկ երկիր,
Երջանիկ, երջանիկ երկիր։
Բարով, արագիլ, բարի արագիլ,
Արագիլ գարնան, արագիլ ամռան,
Իմ տան մոտ ապրիր, բախտի արագիլ,
Բույն հյուսիր ծառին,
Բարդու կատարին։
Իմ բալիկների աստդերն են շողում
Հույսով անթառամ,
Վարդերով վառման,
Վշտերս դառան ժպիտներ շողուն, ժպիտներ, ժպիտներ շողուն։
Բարով, արագիլ, բարի արագիլ...
Արագիլ, ինձ հետ ուրախ՜ գովերգիր
Յայլա ու վրան,
Հանդեր հոտեվան,
Արտեր, այգիներ, մանուշակ երկինք,մանուշակ, մանուշակ երկինք։
Բարով, արագիլ, բարի արագիլ...
Transliteration
Yes voch antum em, voch el taragir
Unem hangrvan, unem otevan
Azat Hayreniq, yerjanik yerkir
Yerjanik, yerjanik yerkir
Bari aragil, bakhti aragil
Aragil garnan, aragil amran
Im tan mot aprir, bari aragil
Byun hyusir dzarrin
Bardu katarin

Aragil, indz het urakh tokh yerki
Yayla u vran
Hander hotevan
Arter, Ayginer, Manushak yerkir
Manushak, manushak yerkir

Bari aragil, bakhti aragil
Aragil garnan, aragil amran
Im tan mot aprir, bari aragil
Byun hyusir dzarrin
Bardu katarin
Im tan mot aprir, bari aragil
Byun hyusir dzarrin
Bardu katarin

Aragil indz het urakh yar, yar
Aragil indz het urakh yar, yar
Aragil indz het urakh yar, yar
Yegur indz het ov kez ya dayr urax, bari aragil
Im tan mot aprir, bari aragil
Byun hyusir dzarrin
Bardu katarin
Im tan mot aprir, bari aragil
Byun hyusir dzarrin
Bardu katarin
Bardu katarin
Bardu katarin

ENGLISH TRASLATION

I'm not a homeless and not exiled,
I have a station, i have an inn (lodge),
Free Homeland, blissful land,
blissful, blissful land.
well Strok, kind Strok,
Strok of spring, Strok of summer,
live close to my house, Strok of destiny
Weave a nest on the tree's
hard (harsh) tops (pinacle).
Let the Strok to sing with me
relaxing and on tops
lands, vineyards, Purprle country
violet, violet country
well Strok, kind Strok,
Strok of spring, Strok of summer,
live close to my house, Strok of destiny
Weave a nest on the tree's
hard (harsh) tops (pinacle).
Traduzione in Italiano
Non sono un senzatetto, nemmeno uno straniero, 
ho un rifugio, ho un asilo, una madrepatria libera, 
un paese felice un felice, felice paese gentile cicogna, fortunata cicogna. 
La cicogna in primavera, la cicogna in estate.
Lei vive intorno casa mia, gentile cicogna. 
Sull'albero, lei si costruisce il nido. 
Sulla cima del pioppo. 
Cicogna, canta felicemente con me. 
Al pascolo sulla montagna, e alla tenda. 
Con il gregge nel pascolo. 
Terre, giardini, una terra piena di fiori. 
Fiori, fiori, una terra piena di fiori. 
Cicogna con me sei felice, amore, amore. 
Vieni qui con me cicogna felice e gentile.

domenica 8 settembre 2013

La Tomba del poeta Hrand Nazariantz

ՀՐԱՆՏ ՆԱԶԱՐԵԱՆՑ
ՀՈՂԻՆ ՏԱԿ ՀԷԳ, ՏԱՐԱԳԻՐ
<<ՄԵՌԵԼՆԵՐԸ ԿԸ ՄԸՍԻՆ...>>
ԱՆՈՆՔ ԿՈՒ ԼԱՆ ՄԻԱՍԻՆ,
ՈՒ ԻՐԵՆՑ ՍԵՎ ԽԸՑԻԿԷՆ
-ԻԲՐԵՎ ԲՈՂՈՔ ԴԷՊ ԵՐԿԻՆՔ-
ՍԵՎ ՆՈՃԻՆԵՐ Կ'ԱՐՁԱԿԵՆ...

Tomba di Hrand Nazariantz nel Cimitero di Bari

 Questa è la Tomba del nostro 
amato Poeta Hrand Nazariantz 
 che da molto tempo è fonte di ispirazione 
per le nostre idee e intenzioni.
Iddio Misericordioso 
abbia Pietà della sua Anima immortale 
e doni a lui l'Eterno Riposo!

sabato 7 settembre 2013

Perchè in Siria scoppii la PACE

TUTTI UNITI PER LA PACE IN SIRIA e OVUNQUE



Il Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari aderisce all’appello di Papa Francesco alla giornata di riflessione laica, preghiera e digiuno per la Pace in Siria e nel Medio Oriente proclamata per oggi sabato 7 settembre 2013. 

Il Centro Studi Hrand Nazariantz, che per statuto promuove "la conoscenza della cultura del vicino Oriente Europeo e Asiatico" torna ad esprimere solidarietà e vicinanza alla popolazione siriana martoriata dalla tirannide di qualunque parte senza distinzione di etnia, di cultura e di fede o confessione religiosa. 

In ottemperanza alla carta costituzionale italiana il Centro Studi Hrand Nazariantz ripudia e invita a ripudiare ogni guerra "come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" e incoraggia tutti gli sforzi atti alla soluzione pacifica di tali controversie.

Il Centro Studi Hrand Nazariantz esprime il proprio sostegno a quanti, profughi, abbandonano la nazione siriana in seguito alle attuali violenze e si propone come mediatore tra uomini di buona volontà.