Post

Visualizzazione dei post da Settembre, 2014

Chiesa di San Giorgio a Bari: Memoria Liturgica

Immagine
Riproponiamo un post del giovedì 27 marzo 2014 pubblicato in occasione della scoperta da parte di un gruppo di ricercatori baresi dei danni provocati dal devastante incendio della Chiesa di San Giorgio Martire o San Giorgio degli Armeni a Bari.
Ora una petizione rivolta alla Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per la provincia di Bari, cerca di rilanciarne il caso parte dell'opinione pubblica.

Salviamo la chiesa di San Giorgio degli Armeni a Bari: un gioiello dimenticato e vilipeso./Save the church of San Giorgio degli Armeni in Bari: a jewel forgotten and despised.
ecco di cosa si tratta: 
Con Grande dolore a nome degli Amici della Comunità di Bari comunico che un grave incendio ha semi-distrutto la Chiesa di San Giorgio Martire a Bari. L'origine di questa, chiesa attribuita secondo alcune fonti alla presenza armena nella nostra città, resta incerta. Studi recenti, a partire dagli anni Sessanta, hanno dimostrato la scarsa possibilità di ricondurre ad origini …

Padre Komitas a 144 anni dalla Nascita

Immagine
Cento quarantaquattro anni fa nasceva Padre Komitas, al secolo Sogomon Sogomonian.  Nasceva a Kütahya, nell'attuale Turchia Occidentale, 26 settembre 1869, secondo altre fonti invece il giorno della nascita sarebbe l'8 ottobre 1869. Fu un compositore, musicista e etnomusicologo armeno, e soprattuto un vardapet, ovvero un archimandrita, delle Chiesa Apostolica Armena, una volta indicata semplicemente come Chiesa Gregoriana. Quando cerchiamo di rappresentarlo a chi non ha idea di chi fosse  diciamo che egli fu per la musica armena ciò che Bela Bartok fu per la musica rumena. Ma egli è in realtà molto di più, poiché la sua è una vera e propria ricerca di linguaggi, modalità espressive e modi di essere della civiltà armena e del suo patrimonio tanto da essere considerato il padre della moderna musica armena. La storia ufficiale ci racconta di lui che perse la ragione nel 1915 dopo aver assistito al genocidio armeno ed è considerato uno dei martiri e testimoni del genocidio.
Riportiamo …

Mer Hayrenik : L'Inno Nazionale della Repubblica di Armenia

Immagine
Titolo dell'Inno Nazionale della Repubblica di Armenia è Մեր Հայրենիք (trasl. Mer Hayrenik) ovvero La nostra patria

Fu adottato il 1º luglio 1991, ed è basato sull'inno della Prima Repubblica di Armenia (1918-1920), ma con un testo differente. 

Il testo attuale era stato scritto dal poeta Mikael Nalbandian (1829-1866) e più tardi messo in musica dal compositore Barsegh Kanachyan (1885-1967).


Մեր Հայրենիք Մեր Հայրենիք, ազատ, անկախ
Որ ապրէլ է դարէ դար
Իւր որդիքը արդ կանչում է
Ազատ, անկախ Հայաստան: Ահա՝ եղբայր, քեզ մի դրօշ,
Որ իմ ձեռքով գործեցի
Գիշերները ես քուն չեղայ,
Արտասուքով լուացի: Նայիր նրան երեք գոյնով,
Նուիրական մէր նշան,
Թող փողփողի թշնամու դէմ,
Թող միշտ պանծայ Հայաստան: Ամենայն տեղ մահը մի է
Մարդ մի անգամ պիտ՚ մեռնի,
Բայց երանի՚ որ իւր ազգի
Ազատութեան կը զոհուի: Traslitterazione
Mer Hayrenik, azat ankakh,
Vor aprel eh dareh dar
Yur vortikeh ard kanchoom eh
Azat, ankakh hayastan.
(ripete gli ultimi due versi) Aha yeghbair kez mi drosh,
Vor im dzerkov gortzetsi
Gishernereh yes koon chegha,
Artasoo…

ԾԻՐԱՆԻ ԾԱՌ Կոմիտաս / Tzirani Tzar o Dzirani Dzar by Komitas/ L'Albero di Albicocche di Komitas

Immagine
Ծիրանի' ծառ, բար մի' տա, վա՜յ,
Ճըգղերդ իրար մի' տա, վա՜յ.
Ամեն մեջըդ ման գալիս
Ցավերըս իրար մի' տա:
Հա', տըվե'ք, ե'տ տըվեք, սա'րեր, - հովն ընկավ,
Սըրտիս խընդում ծովն ընկավ.
Գընա, էլ ետ չըգա էս տարվա տարին, -
Սև դարդն իմ վըզովն ընկավ:

Հո՜վ, հո՜վ, հովն ընկավ, -
Սըրտիս խընդում ծովն ընկավ:

Մեռա բաղում բանելեն,
Մի կողմեն ջուր անելեն.
Ծառերին թուփ չըմընաց
Դարդիս դարման տանելեն:

Սև ամպը գըցել ա հով,
Մութը տըվել ա իմ քով.

Տեսնում եք ինձ պատել ա
Էս անիրավ արյուն ծով:
Նըստած տեղիս քար չունիմ,
Էրված սըրտիս ճար չունիմ.

Ա՜յ անօրեն, փուչ աշխարհ, -
Բաղ ունիմ ու բար չունիմ:

Silvia Kaputikian: La principale poetessa dell'Armenia contemporanea

Immagine
Silvia Kaputikian, in armeno Սիլվա Կապուտիկյան (Yerevan, 20 Gennaio1919Yerevan, 25 agosto2006), è stata una scrittrice,poetessa e accademicaarmeno.

Bibliografia
Sirvard "Silva" Kaputikian fu una poetessa, scrittrice armena, ma anche accademico e attivista politico. E' universalmente riconosciuta come "La poetessa principale dell'Armenia contemporanea".

Nata da genitori originari di Van, nella cosiddetta Asia Minore, nell'attuale Turchia orientale, crebbe cresciuta a Yerevan, la capitale armena, dove trascorse tutta la sua vita. A 13 anni scrisse la sua prima poesia che fu pubblicata sul quotidiano «Պիոներ կանչ». Suo padre, Parunag Kapoutikian, fu un lavoratore nel settore dell'editoria nazionale e fu assassinato nel 1920. Dopo essersi laureata presso la Facoltà di Filologia della Università Statale di Yerevan, si specializzò frequentando i corsi superiori dell'Istituto di Letteratura Mondiale Gorky. Fece il suo debutto letterario nel 1930 e ha p…

Ringraziamento allo Spirito Santo per l'Ordinazione Episcopale di Mons. Levon Bhogos Zekiyan

Immagine
Prima Omelia di Mons. Levon Bhogos Zekyan dopo la Sua Ordinazione Episcopale
foto di Padre Karnik Youssef

Una petizione per salvare il Museo Armeno di Parigi

Immagine
Inauguré à Paris en 1953 en présence du Président de la République Française, le Musée Arménien de France abrite des œuvres inestimables, dont certaines furent exposées au Musée du Louvre.  Ses collections, réunies par les descendants des victimes du Génocide de 1915, ont été léguées à l’Etat Français en 1978 et reconnues d’utilité publique. Aujourd’hui, le Musée Arménien va disparaître.  Nous demandons que l’Etat respecte l’héritage qu’il a reçu et permette la réouverture du Musée Arménien de France.  Des salles d’exposition très convoitées…  En août 2011, projetant des travaux dans l’immeuble parisien qu’il occupe, le Ministère de la Culture demande au Musée Arménien de France de déplacer temporairement ses collections, tout en lui assurant un retour à l’identique dans ses salles à l’issue des travaux, en mai 2012.  Mais une fois les travaux terminés, le Musée Arménien se voit interdire son retour, le Ministère de la Culture refusant de libérer les salles qui servent désormais de débarra…