domenica 30 novembre 2014

Shahan Natalie intellettuale ed eroe Armeno da ricordare

immagine del poeta e rivoluzionario armeno Shahan Natalie
Shahan Natalie (il cui vero nome era Hagop Der Hagopian) nacque nel 1884, nel villaggio di Husenik, provincia Kharberd, l'unico figlio della famiglia di sette membri, insieme a quattro sorelle.

Ricevette la sua educazione primaria nella scuola armena locale. In quel tempo più di 300.000 armeni caddero vittime dei massacri durante il biennio 1895-1897 in Armenia occidentale. All'inizio delle stragi, il padre, il fratello della madre, e numerosi altri parenti furono uccisi. In quegli anni fu separato dalla famiglia. La vita di Hagop fu risparmiata grazie a una famiglia di vicini greci, che lo nascose per alcuni giorni, sapendo che anche lui sarebbe stato massacrato. Così orfano ad 11 anni vagò per tre giorni prima di essere riunito con i membri sopravvissuti della sua famiglia. 

I Turchi e Noi di Shahan Natalie
Ritrovò la madre che piangeva sul cadavere senza vita di suo padre, insieme e sepolto sotto un albero di noce. Avrebbe scritto su questo evento in seguito. Immagine della madre, prostrata sul corpo del marito, lasciò un segno profondo e indelebile sul subconscio del giovane ragazzo.

Dopo aver studiato per un anno presso il famoso "Eufrate College" di Kharberd, insieme ad altri orfani, fu inviato al St. James orfanotrofio a Costantinopoli, ma lì non volle restare, così si ritrovò un mercante di tappeti armeno che vive a New York di adottare lui così freddo partecipare alla famosa Accademia Berberian, che ha fatto l'anno successivo, e ha studiato fino al 1900. 
Il suo insegnante all'Accademia fu il celebre pedagogista e filosofo, Retheos Berberian, per rispetto per il quale scelse il nome del figlio di quest'ultimo nome, Shahan, mentre la scelta di Natalie come cognome è ancora sconosciuta. L'amore del giovane Hagop per la cultura, l'arte, la bellezza, la giustizia e la verità rimasero impresse nel suo stesso essere grazie a quegli insegnamenti.

Nel 1901, tornò alla sua città natale, dove per tre anni fece parte del personale docente della scuola locale, e allo stesso tempo studiò il dialetto della provincia di Kharberd. Questo studio filologico  meritò uno speciale encomio al concorso letterario del Patriarca Izmirlian.

Nel 1904, in Kharberd, entrò a far parte della Federazione Rivoluzionaria Armena, nelle cui fila avrebbe servito con vero spirito patriottico per un quarto di secolo. Lo stesso anno, emigrò negli Stati Uniti, dove per tre anni lavorò come operaio in una fabbrica di scarpe. Nel 1908, dopo la proclamazione della Costituzione Ottomana, tornò a casa a Husenik, dove rimase appena un anno ma già nel 1909 i primi massacri di Armeni in Cilicia lo respinsero definitivamente in esilio in America. Dal 1910 al 1912 frequentò la Boston University, dove studiò letteratura, filosofia (in particolare Platone), e il teatro (in particolare Shakespeare).

Nel 1912, ha deciso di tornare a casa e salì una nave diretta per la Turchia. Tuttavia, durante tale periodo era scoppiata la guerra nei Balcani e a causa del passaporto turco Shahan Natalie fu espulso dalla nave da parte delle autorità greche come cittadino di una nazione nemica. I suoi tentativi di spiegare la sua identità armena si rivelarono infruttuosi. Fu quindi messo su una nave in partenza per gli Stati Uniti ed è stato espulso dal paese.

In questo periodo intraprese il lavoro responsabile all'interno del distretto degli Stati Uniti della Federazione Rivoluzionaria Armena. Diventò un membro della redazione del mensile del partito "Hairenik" e fu eletto Membro del Comitato Centrale degli Stati Uniti del Partito, partecipando anche all'organo esecutivo di quest'ultimo.

Durante questo periodo era iniziata la Prima Guerra mondiale, fornendo l'opportunità alla mano criminale del Turco di sterminare definitivamente e completamente il popolo armeno. Ricevendo la notizia della Metz Yeghern, come tutti gli esuli, Shahan Natalie visse momenti da incubo, di angoscia e di rabbia. Così lui, già  ragazzo orfano, face "il suo voto" di non lasciare impuniti i colpevoli del genocidio, qualora il mondo avesse scelto di ignorare il loro crimine.

Le preoccupazioni di Shahan Natalie divennero realtà dopo la guerra. Il tribunale militare ottomano convocato a Costantinopoli condannato a morte i principali autori che erano stati estradati a Malta dalle autorità britanniche. Gli Inglesi segretamente rilasciarono i nemici degli Armeni e dell'umanità.

Dal 27 settembre alla fine di ottobre 1919, a Yerevan fu convocato il 9° Congresso Generale della Federazione Rivoluzionaria Armena. Shahan Natalie vi partecipò come delegato Distrettuale degli Stati Uniti. All'ordine del giorno del Congresso fu anche posta la questione della vendetta contro i principali responsabili del Grande Male. Shahan Natalie visse qui il primo momento  di  delusione grave della sua vita politica, quando alcuni dei delegati cercarono di dimostrare che per la costituzione della Repubblica Armena era necessaria l'amicizia della Turchia. Contrariamente a molte delle obiezioni rumorose dei delegati armeni orientali, fu deciso con la forza di poter riconciliare la nazione armena con i mostri turchi. 
Si presume che in questo incontro l'organismo responsabile era stato anche organizzato per realizzare l'opera, il cui principale motivatore, progettista era Shahan Natalie, con Grigor Merjanov come principale collaboratore. I membri dell'Ufficio di presidenza, in particolare Simon Vratsian, Ruben Ter Minasian, e Ruben Darbinian, hanno deciso di evitare il realizzarsi degli sforzi determinati di Shahan Natalie, ma Natalie avevano dato il verdetto, che era la richiesta di più di un milione e mezzo di vittime.

Nelle circostanze più nascoste e misteriose iniziò quindi il lavoro di eliminare i carnefici turchi le cui fasi preliminari (sorveglianza, raccolta di armi e di trasporto, etc.) erano già state effettuate. A "lista nera" dei carnefici marcati, conteneva i nomi di circa 200 animali in forma umana.

I carnefici del popolo armeno si muovevano liberamente fra a Berlino, Roma, Baku, Tbilisi e altre città, e progettavano ancora una minaccia prossima mossa per finire il lavoro che ha iniziato e una volta per tutte porre fine alla questione armena realizzando il loro successivo obiettivo: lo sterminio della popolazione armena del Nargorno-Karabagh e successivamente Armenia, realizzando così il loro sogno del Panturchismo. Alcuni di loro erano godevano inoltre della protezione delle polizia segrete.

Per Shahan Natalie, l'obiettivo primario era l'armenofobo Talaat Pashà, che Shahan chiamava "Number One". La missione di abbattere questo animale fu affidato a Soghomon Tehlirian.

Nel settimanale con sede a Beirut "Nayiri", nei numeri 1-6 sono state pubblicati le memorie di Shahan sull'assassinio di Talaat. Shahan ha rivelato i suoi ordini a Tehlirian: "Tu dovrai far esplodere il cranio dell'assassino numero uno della nazione assassino e se tenterà di fuggire tu dovrai startene lì col piede sul cadavere, poi ti arrenderai alla polizia che verrà ad ammanettarti". 
Lo scopo di Shahan Natalie era, come avvenne, quello di trasformare il processo a Soghomon Tehlirian nel processo politico dei responsabili per la grande tragedia. 

E' morto l'Arcivescovo Armeno Apostolico Datev Gharibian

di Carlo Coppola


Ringraziamo per la fotografia l'amico Tiago Blumenfeld Sarafian‎

Il Signore ha detto - «Io sono la luce del mondo; chi segue me, 
non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».

anche il 
Centro Studi Hrand Nazariantz

dal profondo del cuore
esprime il proprio dolore
 per la scomparsa del Compatriota

Arcivescovo Datev Gharibian
(Arcivescovo Armeno di San Paolo del Brasile)


L'Arcivescovo è venuto a mancare giovedì 26 novembre 2014
 a San Paolo (Brasile)


Anche noi ci uniamo al ricordo di Sua Eccellenza Datev Gharibian ricordandolo con una brevissima Biografia. 

Era stato battezzato col nome di Hovhannes ed era nato il 15 aprile 1937. Ricevette la sua educazione primaria al St. Vartanantz Collegio dei Gesuiti di Aleppo, in Siria. 
Dopo la laurea entrò nel Seminario Teologico San Giacomo del Patriarcato di Gerusalemme e si laurò nel 1963.
Il 21 luglio 1963 fu ordinato sacerdote-celibe dal Patriarca di Gerusalemme Mons. Yeghish Derderian, di beata memoria, e gli fu dato il nome sacerdotale di Datev.
Dal 1963 al 1966 servì come Vice-Decano del Collegio Jarangavorats a Gerusalemme.
Nel 1966 ricevette il grado di Archimandrita (Vardapet).
Dal 1966-1980 Padre Datev Gharibian servì la Chiesa armena in Argentina come pastore spirituale dei fedeli armeni di Cordoba.
Nel 1975 ricevette il grado di Archimandrita Maggiore (Dzayraguyn Vardapet).
Nel 1980 è stato scelto per servire come il Primate della Diocesi armena del Brasile.
Il 14 ottobre 1984 fu consacrato Vescovo dal Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni, Sua Santità Vasken I, di venerata memoria.
Nel gennaio 1993 fu innalzato al rango di Arcivescovo.
Sua Eminenza ricevette anche l'ordine del "St. Lazarus della Gran Croce" e un diploma d'onore della Universidade de Sao Paulo del Brasile.

sabato 29 novembre 2014

S.E. Boghos Levon Zekiyan concelebra con Papa Francesco

di Carlo Coppola



Il Centro Studi Hrand Nazariantz è lieto di salutare

S.E. Mons. Boghos Levon Zekiyan


che quest'oggi ha concelebrato questo pomeriggio 

la Santa Messa Vespertina con il Santo Padre Francesco 

presso la Cattedrale Latina di Istanbul


Così scrive sul sito internet www.zenit.org Luca Marcolivio:

" Un momento ecumenico ad altissimo livello, celebrato in nome dello Spirito Santo, colui che “dà la vita, suscita i differenti carismi che arricchiscono il popolo di Dio e, soprattutto, crea l’unità tra i credenti”.

Lo Spirito Santo, ha spiegato il Pontefice durante l’omelia, è “l’anima della Chiesa” e “suscita la preghiera nel nostro cuore”, spingendoci a spezzare il “cerchio del nostro egoismo”, facendoci uscire da noi stessi ed accostandoci agli altri per “incontrarli, ascoltarli, aiutarli”.

Quando lo Spirito suscita i vari carismi ecclesiali “apparentemente, questo sembra creare disordine, ma in realtà, sotto la sua guida, costituisce un’immensa ricchezza, perché lo Spirito Santo è lo Spirito di unità, che non significa uniformità”, ha sottolineato il Santo Padre.

Se però gli uomini pretendono di voler fare l’unità secondo i propri “disegni umani”, il risultato è solamente quello della chiusura nei “particolarismi ed esclusivismi”, nell’“uniformità” e nella “omologazione” "

venerdì 28 novembre 2014

AMARARMENIA di Diego Cimara per ARARAT edizioni

Amararmenia romanzo di Diego Cimara
Vede finalmente la luce per i tipi di ARARAT edizioni (di S. Denti) il volume AMARARMENIA un romanzo-diario sofferto di Diego Cimara giornalista del tg1 e autore di di 10 libri e di alcuniservizi per il programma TV7 di Zavoli tra la metà degli anni ’60 e gli anni '80 nell’Anatolia pulita etnicamente dal genocidio Turco. 
Reporter del Giornale Radio e Tg1 per 40 anni, autore di numerosi tv7 nel 1969, 72, 75 e 89 sul ritrovamento di centinaia di barranchi in Armenia occidentale (Anatolya-foibe aperte di montagna contenenti 20-22 mila cadaveri ognuna, poi, nell’90 cementate dai turchi), dove registra e riporta in Italia i filmati di campi di concentramento e di sperimentazione eugenetica; le centinaia di miglaia di morti per fame per la costruzione dell’utopica ferrovia Berlino-Bagdad, su regia tedesca, consenso russo e manovalanza curda; le centinaia di migliaia di morti nelle miniere chiuse dall’alto come immensi buchi neri dove per morire si impiegano giorni; è testimone delle colline di ossa di cadaveri, pazientemente numerati dai preti gregoriani di Mardin, Kars, Erzurum, di Van e dei paesi della valle di Lori dove si svolge la prima e più feroce pulizia etnica contro i cristiani, milioni le fedi di ferro ritrovate, oltre ad aver raccolto le testimonianze del vero numero di epurati, delle carceri e delle torture. 
Questi documenti in Rai sono scomparsi. Altre volte ha subito attacchi da parte del Mit, ed oggi, basta che riferisca alla radio nella trasmissione EUROPARMENIA (www.radiofreestation.com) o scriva una riga sugli Azeri, su Erdogan o la pulizia etnica e come è stata cinicamente attuata(dai documenti e testimonianze del nonno Kostja) gli bruciano immediatamente, oscurando, tutti i siti, gli hard disc e i cellulari per settimane. 
Locandina della trasmissione radiofonica Europarmenia ideata e 
condotta da Diego Cimara la domenica alle ore 14:00 su 

www.radiofreestation.com
Cimara ha impiegato '40 anni per trascrivere e tradurre in linguaggio corrente 11 mila pagine di indagini, testimonianze, articoli, conferenze, relazioni per l’Onu del nonno Kostan Zarian filosofo, poeta, e informatore, monumento Nazionale della facoltà di lettere a Erevan in un’Armenia post Sovietica che cerca di recuperare i grandi saggi che fanno parte del giardino dei giusti. AMARARMENIA è inchiesta, romanzo, libro di storia, saggio sul bene e sul male, riflessione filosofica, religiosa, diario intimo del nonno Kostja, filosofo-movimentista degli anni '20 nella Parigi di altri grandi informatori: Hemingway, Picasso, Chaplin, Toynbee, Cendras, Modigliani e tutta la rive gauche degli esuli polacchi-italiani-armeni-russi in Francia. 
Storia di un uomo e sua moglie Takuì,grande concertista a Costantinopoli, armena-ebrea,che dopo la fuga del marito dal carcere, (Kostan è leader dei giovani armeni che compiono attentati contro i giovani turchi e gli ottomani autori di feroci pulizie etniche)una fuga come il film “Fuga di mezzanotte” moltiplicata per tre, perché per tre volte riesce a scappare, con l’aiuto di partigiani armeni dalle carceri turche prima e tedesche, e dopo, assieme ad altri fuggiaschi nel 1915 dal lascia il Corno d’Oro con una nave di disperati, arriva in Italia dove Takuì partorisce la mamma di Diego Cimara: Nwarth, che nel 1943 sarebbe diventata nota col soprannome di “Ombra” durante la resistenza romana dopo aver salvato con uno stratagemma 112 tra ebrei ed antifascisti. Storia di combattenti e vittime. Di sangue ed onore. Di religione e crudeltà. L'orrore e la speranza di un popolo, visto attraverso gli occhi di un poeta: Zarian, collaboratore di Lemkin all’Onual quale porta 154.000 pagine di resoconti, analisi, criptografie, documenti registrati, foto rubati ai russi, ai tedeschi, ai siriani, agli ucraini, ai greci, agli ungheresi per inserire la codificazione di “genocidio”. 
Un documento unico, dal valore inestimabile se si considerano i pochi dati del Genocidio scampati all’intelligence Russo-tedesco-turka che nei decenni ha polverizzato tutto, come se nulla fosse accaduto, cementando i barranchi dove sono buttati migliaia di cadaveri e persone ancora vive, uccidendo coloro che hanno documenti originali di migliaia di testimoni, foto, registrazioni, articoli. Ancora più prezioso se si pensa al doloroso fardello portato nel cuore per un secolo dall’esigua rappresentanza di Armeni della terza generazione. La diaspora non potrà mai perdonare l’avidità di sangue dei turky, nel cuore di un deportato non c’è più posto nemmeno per l’odio. Ad accomunare questi anziani la voce di un poeta che lascia il diario di una vita al nipotino: un ricordo indelebile. Dice Kostja a Diego: “L’ artista di talento é destinato ad essere infelice: ogni volta che ha appetito e apre la sua cassaforte, vi trova dentro solo ricordi, sogni, ispirazioni.” 
11.000 fogli indelebili, lanciati in una bottiglia nel mare o nel vento dei capitoli di storia. Libro-documento inedito sulla pulizia etnica orchestrata dai tedeschi dietro le quinte degli interessi Turchi e russi nell’area dell’Armenia Occidentale dal 1895 al 1923: scritto come memoria privata come diario per i suoi figli. Zarian porta inedite prove e testimonianze sul genocidio degli Armeni e delle altre minoranze cristiane – in particolare greci e siriaci – a opera dei Turchi dal 1913 in poi. 
 E’ opera di uno dei più autorevoli specialisti del settore da 50 anni sul campo, tra carta stampata, radio e 40 anni di Tg1, che dimostra, attraverso un vasto numero di documenti ufficiali sia turky-ottomani, sia della Germania e dell'Austria imperiali, alleate politiche e militari della Turchia durante la Prima Guerra Mondiale, l'irrefutabile volontà genocidaria del governo della mezzaluna bianca. 40 anni di lavoro per ricavare da migliaia di documenti una storia che sappia più di romanzo che di documento, consente alla diaspora e al nostro Paese di avere una fonte informativa tra le più dettagliate ed esaustive sull'intera questione, collocando il Metz Yeghérn (Grande Male) in una analisi storica che parte dai conflitti d'interesse tra le Grandi Potenze, preludio della Prima Guerra Mondiale, fino a concludersi con un capitolo dedicato alla comparazione tra l’Olocausto Armeno e la Shoah. 
Takuì armeno-ebrea, musicista a Costantinopoli negli anni 1910 e moglie di Kostja, porta una prova ulteriore - nella testimonianza degli occidentali - di ciò che la Turchi ancora nega ufficialmente: che l’olocausto degli Armeni è una pagina di storia, tratta da documenti ufficiali che registra l'ulteriore agonia degli Armeni. Zarian include il destino degli Armeni del Caucaso, come i turchi cercano di diffondere il loro dominio pan-turco a est nel 1918 - dopo il massacro di 2 milioni di Armeni tre anni prima. 
Fuggendo in modo rocambolesco da Costantinopoli e girando mezzo mondo come informatore-giornalista e professore di filosofia, racconta al suo diario di una vita, la Parigi di Utrillo, Apollinaire, la strage dei Kulaki, le canzoni della Piaf e le epurazioni dei curdi e degli azeri.
Tra le altre cose il libro parla del figlio Hovan, della seconda moglie di Kostja l’americana Francis Brook, spia anche lei: Hovan è un fisico nucleare, ucciso sulla sua imbarcazione d’altura al largo delle Azzorre mentre porta cinque valige di documenti determinanti per l’individuazione dei lager turchi in Armenia occidentale a Nwarth, la madre di Cimara. 
C’è una grande preparazione, un’accurata documentazione a monte di questo lavoro: lo si evince dalla precisione dei riferimenti storici, ambientali e culturali, dalla efficace rielaborazione di alcune foto d’archivio, da come in così breve spazio i fatti sono stati concatenati, in un armonico equilibrio tra le vicende dei singoli e quelle dei popoli.
La feroce pulizia etnica è vista con gli occhi dei sopravvissuti: gente comune, travolta da eventi imprevisti e non concepibili. Due in particolare i protagonisti: un giovane filosofo Armeno, scampato ai massacri e poi diventato informatore in tutto i mondo, e sua moglie Armena-Ebrea e madre di tre figli, che lo porta in salvo con una fuga rocambolesca in Italia. Sono testi sconosciuti e inediti di Zarian ucciso dal’Mit (servizi segreti turchi) nel 1969 in via Abovian n.5 a Yerevan e dell’Nkvd, servizi segreti russi che da sempre hanno fatto di tutto per far scomparire la grande documentazione sull’olocausto di 2 milioni di cristiani, uno dei più brutali massacri del secolo breve che pure ne ha conosciuti parecchi. 
Un riconoscimento pubblico turko favorirebbe la purificazione della memoria. Diario stringato di un uomo che per 50 anni è al soldo di varie intelligence. “Un libro si stampa - dice Cimara - per non stare tutta la vita a correggerlo” Il romanzo è in prevendita. 

Per prenotare il libro rivolgersi a s.denti1@tin.it oppure ARARATEDIZIONI@GMAIL.COM sito WWW.POESIABLU.ALTERVISTA.ORG. 
Il libro-documento è stato realizzato grazie al contributo del Gomidas Institute, la Gariwo.net, la National Association for Armenian Studies, Near East Foundation, l’archivio della Sottocommissione per i diritti umani delle Nazioni Unite, la Armenian Assembly of America per la collaborazione e i documenti secretati dall’archivio del Congresso Usa e il patrocinio dell’ITV–Unione Internazionale Telecomunicazioni e Informazione Radio-Tv-Internet dell'ONU.

domenica 16 novembre 2014

KristoBad: The New ShoesTrend in Armenia
 by Carlo Coppola




KristoBad store
in Sayat Nova 23, Yerevan
(http://www.kristobad.com/)
After the crisis of the 90’s  preceding the collapse of the Soviet Union, and after the years of the state reorganization before the Republic of Armenia was born, most of the Armenian manufacturing product, which is of thousands of years, is trying, in recent years, to develop and to lead the economics that has always characterized its success at the world level.

Shoes made with original design 
and recorded by the company KristoBad
(http://www.kristobad.com/)
The foreign capital often drives the private initiative in Armenia, sometimes of those wealthy Armenians of the Diaspora, scattered all over the world mainly after the persecution of the nineteenth century and after the Armenian Genocide of the early decades of the twentieth century. 

In some cases, however, with great sacrifices, young Armenians with extensive capacities  in the field of trade and small manufacturing production, on their own and with considerable economic efforts by themselves and their families set up companies that enrich the territory and the natural inclination present in it.

Տարվա Լավագույն ապրանքանիշ 2014 
(Best Brand of the Year) 
It is well known, for example, that the oldest shoe has been found in Armenia, sewn 5500 years ago, padded with grass, a kind of primitive fabric Hi Tech, to make them more resistant to the cold and water. The shoe was found in September 2008 during the exploration of a cave, in a very good state of preservation - thanks to a cover of organic elements.



An example of the shoes made
by the company KistoBad  
According to this extraordinary tradition and the subsequent evolution of the manufacture of men's shoe in Armenia, in 2012 was founded the company KristoBad with its twenty employers, among workers and managers, and the leaders are Armen Badalyan and Mher Kristosduryan

The owners of the company, before the foundation of the company, have traveled in the world to get specialized in trends and in more innovative processes.


Inside of KristoBad Store
in Yerevan
(http://www.kristobad.com/)
Armen Badalyan has been in Russia and in China for several years, and he has also been in almost  all of the European countries to study the production techniques and the company management. 

His partner Mher Kristosduryan has got specialization  in designing in Italy and especially in Milan at some well-known schools of technical and industrial design, including the IED and the Polytechnic, in order to support and enhance the talent and the technique of  designing men's shoes. 

Recently, the production has been diversified by introducing accessories and menswear such as belts and purses.


In the factory of Yerevan  different models of shoes and accessories for men are produced  in line with the most innovative trends.
The most eccentric shoes, typical to Russian fashion, and other, more classic, derived from European styles, but all with rigor and quality that make them unique for the use of the materials, processes and design.

Men's accessories designed and produced 
by the company KristoBad  
The KristoBad has an important showroom and store in the center of the Armenian capital.
The store is located in Sayat Nova street 23, where you can also find friendly and highly qualified customer support  in all phases of choice and order a product.
For discerning buyers, there is also the possibility to order shoes and objects to all measures, everything only in leather and the leather quality is guaranteed by the brand KristoBad, which in October 2014 was awarded by the Government of the Republic of Armenia with Prestigious Award Տարվա Լավագույն ապրանքանիշ (Best Brand of the Year).

you can get in touch with the company KristoBad

sabato 15 novembre 2014

KristoBad: il nuovo Trend delle scarpe in Armenia

di Carlo Coppola

Ingresso dello Store KristoBad
in via Sayat Nova 23 a Yerevan

(http://www.kristobad.com/)

Dopo la crisi degli anni 90 precedente alla caduta dell’Unione Sovietica, e dopo gli anni della riorganizzazione statuale successivi alla nascita della Repubblica di Armenia, la maggior parte della plurimillenaria produzione manifatturiera armena sta provando, negli ultimi anni, a ripartire e ingenerare l’indotto economico che da sempre ne caratterizza il successo al livello mondiale. 


Scarpe prodotte con disegno originale
 e registrato dalla azienda KristoBad
(http://www.kristobad.com/)
Spesso a guidare l’iniziativa privata in Armenia sono i capitali stranieri, a volte provenienti da facoltosi armeni della Diaspora, sparsi in tutto il mondo soprattutto a seguito delle persecuzioni del XIX secolo e del Genocidio Armeno dei primi decenni del secolo XX. In alcuni casi, però, con grande sacrifici, giovani armeni con ampia formazione nell’ambito del commercio e della piccola produzione manifatturiera si impegnano in proprio e con sforzi economici notevoli da parte loro e delle loro famiglie a mettere su aziende che valorizzino il territorio e l’inclinazione naturale in esso presente.

Un esempio delle scarpe prodotte 
dalla azienda KistoBad 
(http://www.kristobad.com/)
E’ noto, ad esempio, che le più antiche scarpe mai ritrovate siano armene, cucite 5500 anni fa, imbottite d’erba, una sorta di primitivo tessuto Hi Tech, per renderle maggiormente isolanti al freddo e all’acqua. La calzatura fu rinvenuta in un eccezionale stato di conservazione - grazie a una copertura di elementi organici, durante l'esplorazione di una grotta settembre 2008.

Accessori da uomo disegnati e prodotti
dalla ditta KristoBad di Yerevan

(http://www.kristobad.com/)

In ossequio a questa straordinaria tradizione ed alla conseguente  evoluzione della manifattura della scarpa maschile in Armenia, nasce nel 2012 l'azienda KristoBad che conta al suo interno una ventina di lavoratori, tra operai e amministratori e i cui responsabili sono Armen Badalyan e Mher Kristosduryan
I titolari dell’azienda, prima di approdare alla fondazione della stessa, hanno girato il mondo, per specializzarsi nelle tendenze e studiare i procedimenti maggiormente innovativi. 

 Տարվա Լավագույն ապրանքանիշ 2014 
(Miglior Marchio dell'Anno)
(http://www.kristobad.com/)

Armen Badalyan ha trascorso alcuni in Russia e in Cina, e ha girato quasi tutta l’Europa per studiare le tecniche di produzione e direzione di azienda. 
Il suo socio Mher Kristosduryan si è specializzato in designer in Italia e in particolare a Milano presso alcune note scuole di disegno tecnico e industriale, tra le quali lo IED e il Politecnico, al fine di coadiuvare e potenziare il talento e la tecnica di progettazione delle scarpe da uomo. Più di recente la produzione si è diversificata introducendo anche accessori e complementi di moda maschile quali cinture e borselli. 


Nella fabbrica di Yerevan si producono diversi modelli di scarpe e accessori da uomo in linea con le più innovative tendenze: 
Interno del negozio KristoBad
in via Sayat Nova 23 a Yerevan

(http://www.kristobad.com/)
le più eccentriche, tipiche della moda russa, e altre, maggiormente classiche, derivanti dagli stili europei, ma tutte con  rigore e qualità che rendono le loro tipologie uniche per uso dei materiali, processi di lavorazione e progettazione.

Kristobad vanta un importante show room e punto vendita nel centro della capitale armena. 
Lo store si trova al numero 23 di via Sayat Nova, dove è possibile trovare anche personale cortese e altamente qualificato in grado di supportare il cliente in tutte le fasi di scelta ed ordine del prodotto. 
Per gli acquirenti più esigenti, esiste anche la possibilità di ordinare scarpe ed oggettistica su misura, tutta rigorosamente in pelle e cuoio di qualità garantita dal marchio KristoBad, che nel mese di ottobre 2014 è stato premiato dal Governo della Repubblica di Armenia col Prestigioso Premio Տարվա Լավագույն ապրանքանիշ (Miglior Marchio dell'Anno).

è possibile entrare in contatto con l'azienda KristoBad:
https://www.facebook.com/KristoBad/
http://www.kristobad.com/

mercoledì 12 novembre 2014

Կարդինալ Աղաջանյան - Il Card. Aghagianian e La congiura contro un Papa Armeno

di Carlo Coppola

Un vero giallo. Un thriller avvincente, ma non è un romanzo. Dietro la mancata elezione del Card. Gregorio Pietro Aghagianian ci sarebbero stati importanti interessi internazionali.
Se ne parlava da tanto tempo. 
Erano solo chiacchiere da bar?
O notizie circostanziate diffuse nei corridoi dai ben informati degli Affari di Stato in Vaticano?
Una fumata bianca poi diventata nera? 
O un gran rifiuto?
L'infamia delle tante bugie per screditare un prelato amato da tanti? E poi, ci furono davvero di mezzo i servizi segreti Italiani e quelli Russi, il Sifar del Generale Giovanni de Lorenzo che sarebbe poi stato ideatore del tentativo di Golpe fascista del principe Junio Valerio Borghese? E' quanto sostengono alcuni eminenti rappresentanti della Chiesa Armena Cattolica in un documentario andato in onda a cura del Primo Canale della Televisione Armena http://www.1tv.am/en, con il patrocinio del Ministero Armeno della Diaspora e del Pontificio Collegio Armeno di Roma. 



Tra gli intervistati del documentario dal titolo pressoché intraducibile alla lettera Ջավախք. լեռնեցիների օրրան - Կարդինալ Աղաջանյան approssimativamente "Un figlio (culla) dei montanari di Georgia - Il Cardinale Aghagianian" ci sono il Patriarca della Chiesa Armena Cattolica di Cilicia Sua Beatitudine Nerses Bedros XIX Tarmouni, Sua Eccellenza Boghos Lévon Zékiyan, Amministratore Apostolico di Istanbul e Arcivescovo di Amida degli Armeni, mons. Kevork Dankaye Noradounguian, Rettore del Pontificio Collegio Armeno di Roma Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" dell'Esarcato Patriarcale armeno cattolico di Gerusalemme ed Amman, e la dott.ssa Valentina Karakanian, ricercatrice, dottore in Psicologia.


Le loro voci e quelle di altri testimoni, diretti e indiretti, coordinanti in un serie di interviste da Karen Giloyan, giornalista del Primo Canale della Televisione Armena http://www.1tv.am/hy, hanno ricordato, al di là dei tanti dubbi sulla mancata elezione al Soglio di Pietro di Sua Eminenza Aghagianian, una figura mastodontica all'interno della Chiesa Cattolica in un momento di grande cambiamento. 
Ma un dubbio resta. 
Con un Papa armeno il Comunismo sarebbe forse caduto prima o altre sarebbero state le linee guida della Chiesa Romana, come magari la maggiore comunione con le Chiese Orientali?