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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2014

Enciclica del Catholicos Karekin II sul Genocidio Armeno

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Karekin, servo di Gesù Cristo,
Per la misericordia di Dio e la volontà della nazione,
Vescovo Capo e Catholicos di Tutti Gli Armeni,
Supremo Patriarca della Sede Pan-Nazionale e Pre-Eminente della Madre Chiesa Apostolica della Santa Etchmiadzin



Con l’amore donato da Cristo e con le benedizioni pontificali, salutiamo il Catholicossato della Grande Casa di Cilicia,

il Patriarcato di Gerusalemme e di Costantinopoli,
gli arcivescovi, i vescovi, gli archimandriti, i sacerdoti, i diaconi, le assemblee diocesane, i consigli diocesani e i consigli parrocchiali e i loro funzionari, e l’intero, beneamato, fedele popolo armeno




Siamo di fronte al Centenario del Genocidio degli Armeni, con l'animo colmo di forte richiesta di Giustizia e di Verità che è non può essere soffocato. Ogni giorno dell'anno 2015 è per la nostra Nazione una giornata di spiritualità, di ricordi e di offerte di incenso alle anime innocenti dei nostri Martiri. Inginocchiandosi davanti ai monumenti posto a ricordo, sia in Pat…

"Il Villaggio Del Poeta: Hrand Nazariantz" servizio di TG3 Puglia fa il giro del Mondo

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"Questo è un luogo Sacro" con questa frase tanto acuta quanto lapidaria pronunciata da Rupen Timurian in memoria del poeta armeno Hrand Nazariantz inizio un servizio giornalistico di RAI3 Puglia che ha fatto e sta facendo il giro del mondo. Nelle parole di Rupen Timurian troviamo tutto l'Amore per un luogo che ha ospitato i propri genitori e le speranze del suo popolo  armeno in Diaspora. Il Servizio Giornalistico è stato realizzato dal noto giornalista  Gianni Giampietro e montato dall'ottimo Leonardo Grasso è andato in onda nel "Settimanale" del TG Puglia del 21.12.2014. Il servizio contiene inoltre immagini uniche al mondo del villaggio "Nor Arax" che come si sa fu fondato a Bari nel 1926, dopo una decennale attività di preparazione dal poeta Hrand Nazariantz. Le immagini furono girate nel 1956 e sono state faticosamente reperite negli archivi delle Teche RAI, grazie alla pazienza e alla perizia di uomini attenti e appassionati che fanno della RA…

Pasquale Sorrenti: una pagina Wikipedia lo ricorda

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Nasce oggi da Bari una preziosa pagina Wikipedia dedicata a Pasquale Sorrenti  scrittore poeta e saggista, nonché amico e confidente di Hrand Nazariantz.
L'indirizzo della pagina wikipedia è il seguente:
https://it.wikipedia.org/wiki/Pasquale_Sorrenti.
La pagina nata da un'idea dei figli del Sorrenti, Giovanna e Pierluigi, ed è stata iniziata da Carlo Coppola, segretario del Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari. 
Infatti Pasquale Sorrenti era stato fino alla morte del poeta Nazariantz uno dei suoi principali amici dell'ultimo periodo sebbene di circa quarant'anni più giovane di Nazariantz Sorrenti ne diventò a partire dagli anni '40 uno dei principali confidenti. 
Sorrenti, infatti, riuscì anche a scrivere una bibliografia oltre che una biografia del Nazariantz che porto a termine nel 1987 e diede alle stampe per i tipi della casa editrice Levante, anch'essa di Bari.
Ma Sorrenti non fu solo il confidente e bibliografo di Nazariantz fu soprattutto un erudito e un ani…

Genocidio Armeno: L'accoglienza di Don Orione

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dal sito http://www.donorione.org/ 

Un fatto storico non è da tutti riconosciuto “per motivi politici”. E’ assurdo, ma è così. Si tratta del genocidio del popolo armeno avvenuto negli anni 1915-1923, il primo del XX secolo, ad opera del governo turco che andò potere nel 1908. Fu decisa eliminazione dell'etnia armena presente nell'area della penisola anatolica (Turchia) fin dal VII secolo a.C. Gli storici stimano che persero la vita la maggioranza degli armeni dell'Impero Ottomano, quindi circa 1.500.000 persone. Solo 21 Stati nel mondo hanno riconosciuto questo evento storico. Il governo turco continua ancora oggi a rifiutare di riconoscere il genocidio ai danni degli armeni.  La Francia considera invece reato negarlo. Il 17 novembre del 2000 la Camera dei deputati italiana, sulla scia del Parlamento europeo e dello Stato Vaticano, ha votato una risoluzione che riconosce il genocidio armeno e invita la Turchia a fare i conti con la propria storia. Oggi, 24 aprile, 99° ann…

a Vighen Avetis, scultore armeno, il 32° "Premio Firenze"

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Il Centro Studi Hrand Nazariantz saluta
 lo scultore e amico Vighen Avetis
vincitore del XXXII "Premio Firenze"
Sezione Scultura
Negli scorsi giorni abbiamo avuto il piacere di incontrare Vighen Avetis accanto alla sua opera la madre dell'Armenia che sarà fino al 10 gennaio il campanile di Giotto in Piazza del Duomo Firenze.  Il maestro Avetis ha mostrato sin dal nostro incontro una grande attenzione all'opera poeta Hrand Nazariantz del quale ha saputo riconoscere anche il coraggio e la portata intellettuale umana e civile nell'aver contribuito alla salvezza sia pure di una parte del popolo armeno. Il maestro Avetis è un patriota Armeno. Egli ha partecipato alla guerra nel Karabakh del 1992 ed in particolare a quella grande operazione militare armena nota come la presa della città di Shushi (Շուշի), capoluogo  dell'omonimo distretto amministrativo del Karabakh. Egli era, infatti, sul campo tra gli uomini guidati da Arkady Ter-Tatevosyan a difendere un territorio da…

Un ricordo di Marinetti nell'opera di Hrand Nazariantz

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Il 70 anniversario dalla morte di Filippo Tommaso Marinetti avvenuta il 2 dicembre 1944 è passato colpevolmente sotto silenzio eppure quella Marinettiana è stata l'unica vera avanguardia Italiana del '900 ad avere un respiro innovatore veramente europeo.  Tra i primi in Europa a consacrare il genio di Marinetti come fonte d'ispirazione totale fu proprio Nazariantz dalla sua Costantinopoli.  Forse i due si erano conosciuti precedentemente a Parigi o in Svizzera, stando alle tante  peregrinazioni del Nazariantz a stesso di cui poco ancora sappiamo. Sta di fatto che tornato a Costantinopoli dalla Francia il poeta e giornalista armeno mise su un circolo letterario con gli amici Gostan Zarian e Kegham Parseghian, si trattava di un  un cenacolo di "arte innovatrice intorno" che pare si sia battezzato Les volontés folles. 
Nel 1910 vide la luce il saggio del Nazariantz dal titolo Ֆ.Թ. Մառինէթթի եւ ապագայապաշտութիւնը (F. T. Marinetti yev F. T. Marinetti ev apagajapaštoitiune

Duduk: Seminario a Venezia 18/21 dicembre

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Nel 2005, il duduk (o dziranapogh in armeno) viene proclamato capolavoro rappresentativo della tradizione musicale armena all’interno del “Programma dei Capolavori del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità” dell’Unesco, e quindi iscritto nel 2008 all’interno della nuova “Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità”. 
Il duduk (considerato convenzionalmente come l’oboe armeno) è uno strumento popolare dal timbro caldo, leggermente nasale e dalla sonorità fortemente evocativa, che accompagna i canti e le danze di tutte le regioni dell’Armenia oltre che essere lo strumento privilegiato per i raduni matrimoniali o funerei. Il solista viene di solito accompagnato da un secondo suonatore di duduk che tiene continuamente il bordone grazie ad una tecnica di respirazione circolare e da un suonatore percussionista di dhol.
Gevorg Dabagyan è uno dei massimi specialisti viventi di questo antichissimo strumento e fondatore di varie formazioni tra cui l’Ensemble Sho…

Antonia Arslan a Lecce con Rupen Timurian

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Lunedì 1 dicembre, alle ore 16.30, le Officine Cantelmo di Lecce hanno ospitato la presentazione del libro di Antonia Arslan “Il nuovo calendario dell’Avvento”. L'evento è stato ideato e curato dall’Assessore Carmen Tessitore, nell’ambito di "Leccelegge", progetto di promozione della lettura.  Ad aprire l’incontro i saluti dell’Assessore Carmen Tessitore e del Dirigente del settore Anna Maria Perulli. A Lecce era presente anche Rupen Timurian, esimio rappresentante della Comunità Armena Barese, organizzatore materiale dell'evento, avendo tenuto assieme ai rappresentanti locali della Casa Editrice Piemme, i contatti con la compatriota,  professoressa Antonia Arslan.
Accanto a Timurian, in qualità di padrona di casa l'avv. Carmen Tessitore, vicesindaco di Lecce assessore alle Politiche Sociali, Politiche Educative, Pubblica Istruzione, Politiche delle Famiglia, Politiche di Genere. 
Le foto sono state scattate dall'Arch. Giancarlo De Pascalis, (immortalato qui sotto…

Papa Francesco parla dell'Armenia tornando dalla Turchia

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di Carlo Coppola
Cerco di dare una risposta a certi filo-armeni ottusi della Domenica che contestano il Santo Padre per aver messo i fiori sulla tomba di Ataturk: L'Armenia. 
Questo Papa, già santo, sta cercando di evitare un altro genocidio, che forse, i signori "filo-Armeni della Domenica", non riescono a comprendere che è già in atto e si pasciono tra i loro livori da cattiva digestione postprandiale del lauto pasto domenicale.
Le loro dichiarazioni e affermazioni E dichiarazioni su Papa Francesco sono sei ingiuste anzi rivelano una sorta di Liguori mai sopito da certi che si dichiarano armeni apostolici e continuano ad avere in odio la Chiesa di Roma. Questo è molto triste. 
Le gerarchie procedono verso il dialogo comune, ieri nella trasmissione Europarmenia condotta da Diego Cimara anche il professor Pietro Kuciukyan, Console Onorario della Repubblica di Armenia in Italia e Baykar Sivazliyan, presidente dell'Unione degli Armeni d'Italia, ha sottolineato come la …

Torna a casa "La Madre dell'Armenia" di Vighen Avetis

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di Carlo Coppola


Martedì 25 novembre è tornata a casa sotto il Campanile di Giotto, davanti all'ingresso della Misericordia di Firenze, l'opera bronzea del maestro scultore Vighen Avetis dal titolo "La Madre dell'Armenia / Mother of Armenian". 
L'opera di proprietà della Fondazione "DAR" è stata fusa dalla fonderia Ciglia e Carrai di Firenze è realizzata in memoria del Centenario del Genocidio degli Armeni. 
L'opera, dal grandissimo impatto emotivo, altamente coinvolgente  per maestosità e raffinatezza dei dettagli, resterà in esposizione a Firenze fino al 10 gennaio 2015, prima di ripartire per un tour mondiale in occasione del Centenario del Genocidio Armeno. Avedis ha realizzato l'opera partendo dall'allegoria dell'Armenia come madre di tanti 4 figli sparsi ai 4 punti cardinali, ai 4 continenti. 

Sul retro della statua un particolare ne svela la provenienza e l'intensità storica e non solo allegorica della descrizione. Il vestito d…