domenica 26 aprile 2015

ARMINE, SISTER dall'8 al 10 maggio alla Stazione Leopolda di Firenze

INFO
PRIMA NAZIONALE

Biglietti:
intero 20€
ridotto* 15€
speciale** 10€

* (acquistabile anche online) per over 65, soci Arci, Coop, Controradio Club, Touring Club Italiano, possessori Carta Institut français Firenze, Carta Più/Multi Più Feltrinelli, IREOS, tessere Biblioteche SDIAF, biglietti, abbonamenti e smart card Trenitalia, biglietti e abbonamenti ATAF & Li-nea e Busitalia

** (NON acquistabile online) per under 18, studenti universitari, Polimoda, Accademia Belle Arti, IED, ISIA, LABA Firenze, possessori MaggioCard, iscritti scuole danza convenzionate

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e nei punti vendita
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Repliche:
9 maggio 2015 19:00
10 maggio 2015 19:00

Armine, Sister è uno spettacolo dedicato alla storia, alla cultura del popolo armeno e al dramma del suo genocidio.
Fin dal principio Armine, Sister è stata pensata come un’evocazione con cui non siamo noi a rivolgerci ai morti, ma con cui a chiamare sono gli spiriti dei defunti che anelano a rivelare le tracce del loro passato, a renderlo visibile, a dissotterrarlo.
Armine, Sister sono anche le prime due parole di una lettera con un indirizzo illeggibile, condannata a vagare nel tempo e nello spazio, senza mai arrivare a destinazione.
Piuttosto che focalizzarsi sulla storia degli eventi del 1915 o sulla storia del negazionismo, Teatr Zar ha preferito concentrarsi sulla storia dell’ignoranza che nell’Europa contemporanea alimenta e conduce alla non-azione. D’altro canto, la storia dell’ignoranza include anche la storia della costruzione di un “silenzio concordato” che riguarda qualunque atto di violenza. Gli eventi in Anatolia all’inizio del XX secolo dovrebbero portare verso un dibattito più ampio sul “testimoniare dopo la testimonianza”, un tema che diventa una lezione sull’identità.
Armine, Sister affronta il processo del farsi carico della memoria e di quanto doloroso questo possa essere. Vuole anche dare un nome/un’identità al “dove” ci troviamo in relazione con le generazioni passate, per cercare di comprendere chi siamo – noi, che stiamo sempre dall’altro lato della memoria come si sta dall’altro lato di una macchina fotografica. Noi che guardiamo la storia attraverso uno spioncino, vedendo solamente orme, ombre, pensieri.
Armine, Sister segna un cambiamento radicale nel lavoro del Teatr Zar. Costituitosi dall’esperienza di dieci anni di lavoro sul canto polifonico (Teatr Zar è l’unico ensemble al mondo, soprattutto per quanto riguarda la difficoltà della tecnica vocale richiesta, che può esibirsi nelle canzoni funerarie della Svanezia/Georgia così come nei canti sardi tradizionali), il gruppo ha ora deciso di lavorare sulla tradizione monodica dell’Anatolia. Il nuovo training vocale e le sue tecniche hanno richiesto un processo di due anni di studio e di “incorporazione” dei canti. I nuovi materiali vocali sono stati ricomposti, armonizzati e orchestrati con l’obiettivo di creare un dramma musicale contemporaneo.
La sensibilità poetica del Teatr Zar è stata ampliata proprio attraverso l’esplorazione del suo potenziale narrativo. È stato costituito un nuovo gruppo internazionale di performer, tra cui alcuni maestri cantori dell’Iran, Armenia, Anatolia e Istanbul. Il gruppo mantiene al centro del proprio lavoro le tradizioni liturgiche armene – da quelle monodiche della Chiesa della SS. Trinità in Istanbul, alle composizioni di Marak Ekmalian, alle collezioni di Komitas intessute con le tradizioni più orientali della Persia e del Kurdistan.

drammaturgia musicale, installazione, direzione: Jarosław Fret
performer/musicisti: Davit Baroyan, Ditte Berkeley, Przemysław Błaszczak, Alessandro Curti, Jarosław Fret, Murat Içlinalça, Dengbej Kazo, Aram Kerovpyan, Vahan Kerovpyan, Kamila Klamut, Aleksandra Kotecka, Simona Sala, Orest Sharak, Mahsa Vahdat, Marjan Vahdat, Tomasz Wierzbowski
laboratorio permanente di canto modale diretto da:
Aram Kerovpyan
collaborazione vocale: Virginia Pattie Kerovpyan
scenografia realizzata da un team diretto da: Piotr Jacyk: Maciej Mądry, Krzysztof Nawój, Paweł Nowak, Bartosz Radziszewski, Andrzej Walada
luci: Maciej Mądry
coordinamento del progetto: Magdalena Mądra
con il supporto del Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica Polacca

venerdì 24 aprile 2015

AMEN Project – Prima Mondiale all'Arena di Verona


29 settembre 2015

AMEN Project – Prima Mondiale

A chiusura delle commemorazioni del centenario del Genocidio degli Armeni, il 29 settembre all'Arena di Verona verrà rappresentato un grande spettacolo dal titolo “Amen Project” a cui parteciperanno artisti da tutto il mondo.

Realizzato in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica Armena in Italia, l'evento sarà una prima mondiale e ripercorrerà in musica, parole e danza la storia del popolo armeno fino ai nostri giorni. I nomi degli artisti, italiani e stranieri, ospiti sul palco dell'Arena saranno annunciati a maggio.

Il 24 aprile prossimo, le commemorazioni solenni a Yerevan vedranno la partecipazione di più di 60 delegazioni e numerosi capi di stato e di governo tra i quali il Presidente francese François Hollande e l’omologo russo Vladimir Putin. Da Milano a Roma, da Venezia a Bari, in tutta Italia sono previsti numerosi appuntamenti per commemorare il centenario del genocidio del 1915.



UFFICIO STAMPA
Gaito Ufficio Stampa e Promozione
Guido Gaito

24 aprile 2015 a Roma - Noi c' eravamo


di Carlo Coppola


Un giorno che è un fondamento per la vita di un popolo.
Il giorno in cui un impero piombò su di lui, lui solo iniziando a scagliarvi contro tutta la ferocia di cui capace. 
I  primi ad essere eliminati furono gli intellettuali, e i notabili che avevano rapporti internazionali, perché nessuno potesse comunicare al mondo cosa stava accadendo. 
Ma il male assoluto dell'ideologia parturchista non aveva fatto i conti con la vita. 
Il genocidio non è riuscito!!! 
Così migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo hanno potuto sfilare con le bandiere.

Da non-Armeno sono stato anche io onorato di sfilare accanto al Popolo Armeno e di testimoniarne la vita, la vitalità, la cultura.

L'ho fatto portando nel cuore l'immagine del mio poeta, il prof. Hrand Nazariantz, a cui è dedicato il Centro Studi Hrand Nazariantz che da anni animo a Bari insieme al prof. Cosma Cafueri, all'amico Rupen Timurian, che del Nazariantz è oggi il più attivo erede spirituale, se non altro per l'affetto che il professore portava a lui a sua sorella Nicoletta e a suo fratello Artur, nelle cui braccia spirò nel Policlinico di Bari in quel lontano gennaio 1962.
Quest'anno alla nostra causa in tanti si sono uniti, in primo luogo il Conservatorio Musicale "Niccolò Piccinni" di Bari. Si sono riconfermati nel loro affetti il prof. Kegham Boloyan e il Centro Studi e Ricerche di Orientalistica, la prof.ssa Cettina Fazio Bonina e la sua "Porta d'Oriente", la prof.ssa Isabella Oztasciyan Bernardini D'Arnesano  tanti altri amici vecchi e nuovi tra cui rappresentanti progressisti della cultura turca in Italia, e tra essi il giornalista Murat Cinar e l'operatrice culturale Yasemin Cam. 
A Roma, invece, sentimenti di commozione e stupore si sono addensati nei nostri occhi e in tutti coloro che hanno partecipato alla manifestazione quando rappresentanti anche del popolo curdo sono giunti a sfilare in corteo, mostrando la loro solidarietà, allo stesso modo sono intervenuti anche i rappresentanti di tanti gruppi tra cui della alcuni di chiaro indirizzo cattolico che riconoscevano nel Popolo Armeno, la Prima Nazione al Mondo ad aver abbracciato il Cristianesimo come religione dello Stato.

mercoledì 22 aprile 2015

23 Aprile a Livorno l'Amicizia Ebraico Cristiana "Miranda Schinasi" Ricorda il Genocidio Armeno

A Livorno l'Associazione per l'Amicizia Ebraico Cristiana "Miranda Schinasi" ricorda il Genocidio Armeno con l'iniziativa "Il dovere della Memoria e della Verità" giovedì 23 Aprile ore 21:00 nel Salone Parrocchiale di S.Lucia.
Dall'associazione ricordano come non si possa dimenticare quello che disse Hitler, pianificando la Shoah. Ricordava, infatti, come dopo 20 anni ormai nessuno ricordasse quanto accaduto agli Armeni.
Come la delegazione ufficiale della Knesset, l'associazione si unisce alle cerimonie di Commemorazione del Genocidio Armeno per il Centenario.


Locandina dell'evento "Il dovere della Memoria"

Knesset Members Nachman Shai (Zionist Camp) and Anat Berko (Likud) will represent the State of Israel in a series of ceremonies and events to be held towards the end of the week (Thursday through Saturday) in Yerevan, Armenia’s capital, to mark the 100th anniversary of the Armenian tragedy.

MK Shai, head of the delegation, said “Israel must reconsider its position on whether the time has come to recognize the fact that an Armenian genocide occurred. As Jews, we must recognize it. This is especially true during these days, when we mark Holocaust Remembrance Day. Participation in the events in Armenia is a clear and strong statement by the Israeli Knesset, which has repeatedly remembered the Armenian victims, that it is obligated to reopen the matter”.

MK Berko added: “The ancient Armenian people suffered a terrible disaster and many of its sons and daughters perished in a horrible tragedy. We, members of the Jewish nation, who have also suffered, recognize and sympathize with the pain and the loss of the Armenian people. It is our great honor and moral duty to take part in such a significant event, along representatives of other countries”.

Veglia di Preghiera e Viaggio nella Memoria per Commemorare il Genocidio Armeno a Firenze


Fotografia della Locandina della Veglia di Preghiera in Memoria dei Martiri
Giovedì 23 aprile 2015 alle ore 20:30, presso la Basilica della SS. Annunziata a Firenze (ubicata nella omonima Piazza, poco distante dal Duomo) si terrà una Veglia di Adorazione e di Preghiera in memoria del Martirio subito dai Cristiani Armeni, Assiri e Greci

Locandina di "Husher: viaggio nella memoria" presso la braceria Ararat di Firenze

Il Giorno successivo, 24 aprile 2015 a partire dalle ore 18:30 presso la Ararat Le Bracerie a Firenze in Via Giuseppe Galliano, 150 si terrà l'evento "Hushèr: Viaggio nella Memoria". Per ricordare il Genocidio degli Armeni nel giorno del centenario ci sarà spazio per testimonianze, letture, suoni, proiezioni e sapori d’Armenia. L'iniziativa organizzata in collaborazione con la Libreria delle donne di Firenze.

"PASSI DELLA MEMORIA" : MANIFESTAZIONE A ROMA PER RICORDARE IL GENOCIDIO ARMENO

Comunicato stampa
con preghiera di diffusione


PASSI DELLA MEMORIA
UNA MANIFESTAZIONE PER RICORDARE IL CENTENARIO DEL GENOCIDIO ARMENO




Una marcia per affermare che chi voleva l’annientamento del popolo armeno ha fallito nel suo obiettivo.
Incontrarsi (armeni, italiani, comunità straniere) per riaffermare il valore della Memoria come strumento per sconfiggere i grandi crimini.

«Chi si ricorda più del massacro degli armeni?» domandava Hitler a chi poneva dei dubbi sulla pianificazione dell’Olocausto ebraico.
Erano passati meno di trenta anni dall’annientamento di un milione e mezzo di armeni da parte del governo dei Giovani Turchi dell’impero ottomano e già il primo genocidio del Novecento era finito nell’oblio.
Il primo ad essere perpetrato, il primo ad essere negato, il primo ad essere dimenticato.

Passi della memoria”, organizzata dal Comitato romano per il centenario del genocidio armeno che raccoglie associazioni armene e italiane unite nel ricordo del Metz Yeghern (Il Grande Male), vuole dimostrare che Hitler aveva torto e che ancora oggi, cento anni dopo, il ricordo non è svanito.

«Commemorare oggi un genocidio è avanzare verso la pace per mettere fine all’odio. Il 2015 può diventare per tutti il punto di svolta, una data che permette di affermare con forza la nostra volontà di pace, il rigetto di ogni forma di sterminio quale soluzione di contraddizioni sociali, economiche, religiose e ideologiche all’interno della stessa nazione, come i genocidi in corso nel mondo anche oggi dimostrano» si legge nel messaggio inviato nelle scorse settimane dagli organizzatori dell’evento.

COMITATO CENTENARIO GENOCIDIO ARMENO – ROMA

CON GLI ARMENI, IN PIAZZA A ROMA PER RICORDARE IL LORO GENOCIDIO

Venerdì 24 aprile, alle ore 15,00 da Porta Pia prende avvio la camminata silenziosa «Passi della Memoria» organizzata dal COMITATO ROMANO PER IL CENTENARIO DEL GENOCIDIO ARMENO, che raccoglie associazioni armene e italiane unite nel ricordo del Metz Yeghern (Il Grande Male). 
Le parole di papa Francesco, e la vastissima eco che esse hanno avuto sulla stampa mondiale, hanno riconosciuto come “genocidio” le stragi di Armeni del 1915, infrangendo un tabù di opportunismo che durava da troppo tempo, anche se purtroppo ancora si nota da parte di una minoranza del governo italiano una certa ritrosia, che non fa fare una bella figura al nostro Paese. «Passi della Memoria» non sarà una marcia contro la Turchia (tra l’altro la Questura ha vietato il passaggio sotto la sede dell’ambasciata turca) ma l’affermazione di una volontà di pace universale volta a ripudiare ogni forma di sterminio e negazionismo. 
Non dunque una manifestazione CONTRO ma PER, in difesa di quei principi di tolleranza e convivenza che stanno alla base della nostra società europea. Nello spirito della manifestazione, il Comitato auspica la presenza di associazioni laiche e religiose, di sindacati, e associazioni di studenti; tutti insieme per essere accanto a quanti hanno subito e tuttora subiscono un genocidio e per riaffermare il ripudio di tutte quelle pericolose teorie che professano la pretesa superiorità di una razza sull’altra. 
APPUNTAMENTO IL 24 APRILE ALLE ORE 15,00 A PORTA PIA La camminata si snoderà per via XX settembre, largo Santa Susanna, via Bissolati per raggiungere infine il khachkar nello slargo antistante la chiesa armena di san Nicola da Tolentino.

sabato 18 aprile 2015

"NON IN NOSTRO NOME". Petizione di solidarietà al Popolo Armeno, al Papa e ai Catholicos

 Il Santo Padre Francesco con il Chatolicos Karekin II e con i Chatolicos Aram I

In relazione al Genocidio Armeno lasciano sconcertati, turbati e profondamente feriti le parole del Sotto-Segretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Sandro Gozi, a maggior ragione considerando il fatto che è italiana la responsabile della politica estera dell’Unione Europea. Preoccupano inoltre i timori e i silenzi di altri governi occidentali. Eppure esistono coraggiose voci di intellettuali turchi e di persone di quella società civile che hanno apertamente riconosciuto il Genocidio Armeno.

Quanto sofferto dal Popolo Armeno (e dalle altre antiche Comunità cristiane orientali dell'Impero Ottomano) non è questione di interpretazioni, bensì un fatto innegabile, drammatico e terribile, con i suoi orrori documentati, i suoi testimoni, i suoi aguzzini. E gli storici si sono già sufficientemente espressi, in maniera inoppugnabile.

Si tratta di un fatto che per decenni è stato parzialmente occultato e abbondantemente negletto da una certa “cultura”. Colpevolmente.

Il Genocidio Armeno coinvolse in primo luogo i turchi, ma non solo: fu certo una questione etnico-politica, ma fu anche una questione di “teologia politica” (il jihad contro gli Armeni), come testimoniano le conversioni forzate dei bambini armeni, la compravendita di schiavi armeni e altre ignominie perpetrate. E su tutte queste cose, anche in relazione all’attualità delle persecuzioni delle antichissime comunità cristiane di Oriente oggi la cultura e la politica occidentale non hanno ancora sufficientemente meditato –quando non si tratta, invece, di abissale ignoranza-.

Il Genocidio Armeno coinvolse Oriente e Occidente. Molti Paesi europei (in primo luogo la Germania) sapevano, non intervennero, ma anzi collaborarono. Un’intesa tra persecutori. Lo stesso è accaduto, pur con molte imprescindibili differenze, con la Shoah, che coinvolse Occidente (fascista e nazista) e parti del mondo arabo-islamico. Basti pensare al Gran Muftì di Gerusalemme dell'epoca. E che dire di alcuni militari tedeschi (e/o dei loro figli) che, dopo aver collaborato a uccidere gli Armeni, furono attivi aguzzini nelle varie macchine della morte della Germania nazista e dei suoi alleati? Certamente vi furono eroi solitari che si opposero in vario modo al male, ma furono purtroppo troppo pochi. In Oriente e in Occidente sembrano esserci oggi non pochi individui disposti ad avallare entrambi i negazionismi: la negazione della Shoah in buona parte del mondo islamico, assieme ai negazionisti occidentali e a molti musulmani di Occidente; la negazione del Genocidio Armeno in Turchia e in ampia parte del mondo islamico, assieme agli imbarazzi, alle cautele e ai silenzi di non pochi pavidi governi occidentali.

C’è poi la questione del rapporto tra ebrei e cristiani. E dei cristiani, di diverse confessioni, tra di loro. Molti armeni (cristiani dunque, in quanto prima Nazione che accettò la fede cristiana al mondo) furono salvati dagli ebrei, ben prima del difficile cammino di riconciliazione, successivo alla Shoah, tra Chiese ed ebraismo, quando gli ebrei erano ancora vittime della secolare persecuzione antiebraica, della “teologia della sostituzione” e dell’ “insegnamento del disprezzo” (come, del resto, ci furono armeni che contribuirono a salvare gli ebrei). Ci sono poi stati, ieri come oggi, i molti silenzi dei cristiani occidentali, cattolici o riformati che fossero. Vien da pensare a che servano i tanti incontri interconfessionali tra le Chiese cristiane su questioni dottrinali forse "lontane", quando non si è capaci di preservare, con dignità, fermezza e tenacia, il ricordo comune, commosso e orante, dei centinaia di migliaia di martiri armeni di ieri, al pari dell’impegno per salvare i cristiani di Oriente oggi?

E vien da porre una domanda ai governi occidentali e agli esponenti della cultura occidentale: se non riuscite a indignarvi e a impegnarvi per il tentativo in atto di cancellazione del ricordo di centinaia di migliaia di uccisi di ieri, e voltate silenti e imbarazzati le spalle, cosa dobbiamo aspettarci –Dio non voglia- per le minoranze cristiane -ed ebraica- nel Vicino Oriente? E ancora, che futuro per l’Occidente e per il mondo libero?

È evidente che i “prudenti” politici ed intellettuali più o meno apertamente negazionisti del Genocidio Armeno, lo sono per un malinteso senso di “opportunità" politica ed economica, che va dai petrodollari agli scambi commerciali, dalle strategie geopolitiche sino alle nuove demografie religiose in Europa. Noi viviamo in un’epoca in cui, per la prima volta, l’economia detta potentemente, e senza quasi possibilità di appello, l’agenda alla politica. Ed è così che, per motivi economici, le conquiste, tanto giuridico-sociali che economiche, del cd. welfare, negli ultimi anni sono state esposte a insidiose erosioni. Si pensi a questo, a un certo Occidente (imbelle, edonista, nichilista e dimentico -scientemente e non- delle proprie viventi radici bibliche e greche) e al fatto che sempre maggiori fette della produttività e dell’economia occidentali sono in mano a capitali stranieri legati, per esempio, ai petrodollari: perdita di sovranità economica e quindi potenziale futura perdita di sovranità politica e culturale. E se si inizia “per opportunità” a negare un Genocidio, per motivi di diversa “opportunità” se ne potrà domani negare un altro, chiudere gli occhi su quello dei cristiani di Oriente (e di zoroastriani e yazidi) in corso e magari, perché no, commetterne poi uno.

Chi scrive ha origini, cultura e confessione religiosa differente e crede, specie nella nostra tormentata e difficile contemporaneità, che la necessaria e continuamente rinnovantesi pacificazione tra le persone e i popoli debba basarsi sul rispetto e sulla vicendevole, approfondita e onesta conoscenza. Un cammino difficile, estraneo a silenzi, revisionismi o negazioni della verità.

Chi scrive, infine, desidera ricordare, manifestando piena solidarietà e vicinanza ai figli e alle figlie del Popolo Armeno, al loro Catholicos e a Papa Francesco.

Per informazioni e adesioni: robiatibendaud@gmail.com

Andrée Ruth Shammah
S. Em.za Card. Edoardo Menichelli
Annamaria Samuelli
Antonia Arslan
Elsa Maria Fornero
Marcella Ravenna
Adriana Bassani
Francesca Nodari
Yardena Laras
Anna e Angelo Passoni Dell'Acqua
Antonietta Cargnel
Caterina Foppa Pedretti
Laura Boella
Maria e Paolo De Benedetti
Marina Mavian
Rosellina Archinto
Rosabianca Finali
Anna Orefice
Rosella Panzeri
Rav Giuseppe Laras
Rav Roberto Della Rocca
Rav Alfonso Arabi
Rav David Sciunnach
S.E. Mons. Luciano Monari
S.E. Mons. Luigi Negri
S.E. Mons. Bruno Forte
p. Pierbattista Pizzaballa, ofm
p. Lino Dan, sJ
p. Giulio Michelini, ofm
p. Egidio Canil, ofm conv
p. Giordano Ferri, ofm cap
Mons. Gianfranco Bottoni
Mons. Gianantonio Borgonovo
Mons. Luigi Naso
Mons. Francesco Iannone
Mons. Roberto Vignolo
Mons. Giuseppe Ghiberti
don Maurizio Ventura
don Andrea Varliero
don Flavio Dalla Vecchia
don Orlando Gori
Philippe Daverio
Salvatore Natoli
Alberto Mori
Carlo Sini
Riccardo Calimani
Guido Guastalla
Luciano Bassani
Vittorio Robiati Bendaud
Cosimo Buongiorno
Aldo Ferrari
Tullio Levi
Gabriele Levy
Yoram Ortona
Daniele Cohen
Marianne e Giuseppe Altamore
Bruno Darei
Ugo Volli
Dario Calimani
Stefano Boeri
Mario Raimondi
Elisabetta Zambruno
Sara Scarpellini
Daniele Ravagnani
Ilia Casini
Giuliana Gemelli
Daniele Bedarida
Leopoldo Sandonà
Erica e Eric Noffke Correnti
Alessio Persic
Bruno Carmi
Daniele Nahum
Alfonso Fossà
Marina Nestor
Emma Biondi Della Sdriscia
Maurizio Ghiretti
Fulvio Giannetti Canetti
Jacopo Antonelli
Maria Antonietta Longo
Giuseppe Messina
Mimma Russo
Anna Maria Baggioli
Cristina Baldissarri
p. Massimo Pazzini
Adriana Bozzini
Laura Malchiodi
Giulio Meotti
Gabriella Uluhogian
Mara De Felici
Guido Levi
Raffaele Niro
Enzo Neri
Giuseppe Mallel
Rupen Timurian
Cosma Cafueri 
Carlo Coppola

venerdì 17 aprile 2015

Lettera ad un giornalista nazionale sulla Questione Armena a Bari


Gentile signora,
Ho appena letto un articolo sul sito del suo giornale e appena scendo nel treno sarà mia cura acquistare anche copia cartacea.

Le voglio precisare alcune notizie a proposito di una certa  Petizione a favore della salvaguardia del villaggio Armeno "Nor Arax" Bari e le preciso aggiungo che nessuno di noi vuol farne "un museo", tantomeno "un museo in casa di altri".
L'idea della petizione riguarda invece la pura salvaguardia della memoria dei luoghi e soltanto quello. 
Fino a ieri, fino alle parole del Santo Padre Francesco, in pochi ricordavano il genocidio armeno: un atto della memoria   - cosa assai complicata al giorno d'oggi - che è un impegno per cui combattiamo da tempo.
Grazie a Lei, e tanti giornalisti italiani oggi è possibile rimuovere le barriere del tempo. 
Noi non chiediamo nulla a nessuno, non pretendiamo oggi le terre perdute nell'Anatolia, né di musealizzare, come ho detto, in casa d'altri. 
La memoria ci serve a dimostrare che il popolo armeno non è stato sconfitto, distrutto dalla macchina di morte premeditata, studiata, organizzata attuata strategicamente dalle cancellerie tedesche, e da quella del Sultano. 
La presenza Bari è la testimonianza viva di una rinascita dei sopravvissuti al Genocidio Armeno. 
È la Memoria dell'impegno del professor Hrand Nazariantz il quale rinunziò alla fama internazionale per stare accanto ai suoi con patrioti di una patria non più esistente.
Quanto oggi con la Patria mitica coincida la Repubblica post comunista di Armenia, in molti, in tutto il mondo se lo domandano ma resta la fiducia nei simboli: il monte Ararat, il fiume Arasse, la melagrana, il buco oscuro in cui San Gregorio Illuminatore fu tenuto prigioniero, l'arte sacra e profana, la musica mitica del duduk che ricongiunge la terra al Cielo.
L'Armenia è nei nostri cuori e per i nostri cuori occorre conservarne la memoria prima che altri smantellino, cancellino, debellino facendo riferimento ai soli interessi speculativi, o di rimozione del dolore, attraverso la rimozione della memoria dei luoghi.
Rinnovandole i sensi della mia stima la saluto cordialmente.

Carlo Coppola

lunedì 13 aprile 2015

100 anni dal Genocidio Armeno dal 21 aprile a Bari


Si terrà a Bari dal 21 al 24 Aprile 2015 la Celebrazione del Centenario del Genocidio Armeno.
Tre giorni e quattro appuntamenti impegnativi per la Comunità Armena della Città, costituita da una cordata di associazioni che da anni si occupano della Questione d'Oriente ed Armena in particolare.
Il primo appuntamento del 21 Aprile si svolgerà alle ore 17:30 presso la sala Consiliare della Provincia di Bari ed avrà come argomento "Europa, Turchia e Questione Armena: le ragioni del dialogo". Con questo evento si riafferma la vocazione cosmopolita del capoluogo pugliese, in cui dialogheranno, storici, esponenti della cultura turca in Italia e del mondo delle associazioni: la prof.ssa Isabella Oztasciyan Bernardini D'Arnesano, i giornalisti Murat Cinar, Yasemin Cam, Rosalia Chiarappa, lo storico Vito Antonio Leuzzi, la prof.ssa Cettina Fazio Bonina.
Il 23 Aprile 2015 presso la sede l'Ass. Cult. Convochiamoci per Bari in via De Rossi 9 alle ore 18:00 sarà inaugurata la mostra fotografica "Armeni: vivere, perseverare, rimanere" a cura di Kegham J. Boloyan, dell'Università di Lecce. Seguiranno Letture di testimonianze e poesie dal Genocidio Armeno. Leggeranno: gli attori e registi Nunzia Antonino e Carlo Bruni, la poetessa Anna Santoliquido, Cosma Cafueri presidente del Centro Studi Hrand Nazariantz, Kegham J. Boloyan del Centro Studi e Ricerche di Orientalistica. Concluderà la serata un grande concerto di Giovanna Carone, Nico Marzovilla, Anna Maria Giannelli e Vito Ribaldi.
Il 24 Aprile 2015 due gli appuntamenti il primo alle 11:00 di mattina presso il Khatchkar Armeno, sul Piazzale Cristoforo Colombo, di fronte all'autorità portuale Omaggio alle Vittime del Genocidio Armeno da parte del Comune di Bari.
Alle ore 16:00 in via Amendola 154, presso le Suore Missionarie Francescane del Santissimo Sacramento, con letture, canti e danze si ricorderanno le vittime del Genocidio Armeno, perché non muoia la Speranza e la Memoria.



lunedì 6 aprile 2015

10 Aprile 2015 a Rutigliano Commemorazione del Genocidio Armeno




A cura della Libera Università della Terza Età «Lia Damato» di Rutigliano, in collaborazione con la scuola primaria «Giuseppe Settanni» e il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Rutigliano, è in programma Venerdì 10 Aprile alle ore 18,30 nell’Aula Magna della scuola «Settanni» (Corso Cairoli) di Rutigliano, l’incontro culturale «1915 - 2015: il genocidio degli Armeni e il dovere della memoria», promosso in occasione del centenario del massacro del popolo armeno.

Interverranno: la Dirigente del I Circolo Didattico «Settanni», Maria Melpignano; la Presidente della Lute «Lia Damato», Marisa Damato; il Presidente del Centro Studi «Hrand Nazariantz» di Bari, Cosma Cafueri; il giornalista e storico Gianni Capotorto che tratteggerà la figura di padre Francesco Divittorio (Rutigliano, 1882 - Kaichli, 1920), martire rutiglianese in Armenia, per il quale è stato avviato il processo di beatificazione. Rupen Timurian, Rappresentante della Comunità Armena di Bari, porgerà alcuni indirizzi di saluto ai presenti. 
Durante l’incontro saranno lette liriche dei poeti armeni Yeghishe Charents Hrand Nazariantz a cura di Maria Antonietta De Bellis, attrice del laboratorio teatrale della Lute «Lia Damato».

Il conservatorio di Bari ricorda il Genocidio Armeno accento anni


sabato 4 aprile 2015

Tanti Auguri di Buona Pasqua 2015


ՔՐԻՍՏՈՍ ՀԱՐՅԱՎ Ի ՄԵՌԵԼՈՑ....
ՕՐՀՆՅԱԼ Է ՀԱՐՈՒԹՅՈՒՆԸ ՔՐԻՍՏՈՍԻ...

Շնորհավոր թող լինի Ձեր բոլորի
ՍՈՒՐԲ ԶԱՏԻԿԸ....
Թող աստված Ձեզ բարին բերի,
Ձեր սրտերը սիրով լցնի,
Ձեր տները ուրախությամբ
Հոգիները լույսով

***

Cristo è Risorto dai Morti
Sì è veramente Risorto

Auguriamo a Tutti voi che sia 
Una Santa Pasqua
Che Iddio vi porti doni di bontà
Che i vostri cuori siano pieni di Amore
le vostre Case siano piene di Gioia
le Vostre Anime colme di Luce

***
Le Christ est ressuscité d'entre les morts
Oui, il est vraiment ressuscité

Félicitations à vous tous, que ce soit
Sainte de Pâques ....
Que Dieu vous apporter bonne,
Vos cœurs sont remplis d'amour,
Votre joie maisons
les esprits de lumière.

giovedì 2 aprile 2015

ԹԱԼԵԱԹԻ ՄԱՀԸ (ԳԻՆԻ ԼԻՑ) - Com'è Morto Talaat (Metti Vino)

Lo Studente Armeno Soghomon Telerian
assassino di Talaat Pasha




Աշխարհ սարսափ՝ հայի ահեն,
Գետին ընկավ թուքի գահը,
Պատմեմ ձեզ Թալեաթին մահը,
Գինի լից, ընկեր ջան, գինի լից,
Խմողաց անուշ:

Դաշնակցություն ժողով արեց,
Շուն Թալեաթին մահ որոշեց,
Թեհլերյանի բախտը բացվեց,
Գինի լից, ընկեր ջան, գինի լից,
Խմողաց անուշ:

Շուն Թալեաթը փախավ Բեռլին,
Թեհլերյանը հասավ հետին,
Զարկեց ճակտին, փռեց գետին,
Գինի լից, ընկեր ջան, գինի լից,
Խմողաց անուշ:

Շուն Թալեաթին գցին հորը,
Լուր ուղարկին պոռնիկ մորը,
Կեցցե հայոց կամավորը,
Գինի լից, ընկեր ջան, գինի լից,
Խմողաց անուշ:

Հիշատակդ միշտ փառավոր,
Շիրիմիդ լույս Քրիստափոր,
Մայիս 28 շնորհավոր,
Գինի լից, ընկեր ջան, գինի լից,
Խմողաց անուշ:


traslitterazione dall'Armeno

Ashkharh sarsap’՝ hayi ahen,
Getin ynkav t’uk’i gahy,
Patmem dzez T’aleat’in mahy,
Gini lits’, ynker jan, gini lits’,
Khmoghats’ anush:

Dashnakts’ut’yun zhoghov arets’,
Shun T’aleat’in mah voroshets’,
T’yehleryani bakhty bats’vets’,
Gini lits’, ynker jan, gini lits’,
Khmoghats’ anush:

Shun T’aleat’y p’akhav Berrlin,
T’yehleryany hasav hetin,
Zarkets’ chaktin, p’rrets’ getin,
Gini lits’, ynker jan, gini lits’,
Khmoghats’ anush:

Shun T’aleat’in gts’in hory,
Lur ugharkin porrnik mory,
Kets’ts’ye hayots’ kamavory,
Gini lits’, ynker jan, gini lits’,
Khmoghats’ anush: