mercoledì 26 agosto 2015

Complimenti a Mark Moogalian eroe per caso

Il Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari 
si congratula con 

Mark Moogalian

Mark Moogalian in una delle poche immagini di repertorio


per aver ricevuto la Legion d'Onore dal Presidente della Repubblica Francese Francois Hollande per il coraggio dimostrato durante le concitate fasi dell'attentato al treno in Francia della scorsa settimana. 
Mark Moogalian è americano della Virginia, insegna inglese alla Paris-Sorbonne University ed è un artista ma il suo cognome, ed anche in parte i suoi tratti fisionomici, tradiscono una origine armena. 
Il professor Moogalian, è stato inoltre ferito ad un ginocchio nella colluttazione con l'attentatore. Formuliamo a lui i più fervidi auguri di una pronta guarigione.

domenica 23 agosto 2015

Khatchig Kouyoumjan (Sayegh) è diventato Prete

Khatchig Kouyoumjan (Sayegh), diacono, durante una
celebrazionein Rito Armeno a Casal di Principe (CE)
Negli anni scorsi - almeno dal 2010 - ho avuto modo di avere tra gli amici di Facebook un simpatico ragazzo, studente e seminarista presso il Pontificio Collegio Armeno di Roma, Khatchig Kouyoumjan (Sayegh). Lui non è più in Facebook da un po' e ora lo sento per email. Il Suo nome mi appariva allora alquanto impronunciabile e ancora qualche volta ho dubbi sulla pronunciata corretta perché ancora nella traslitterazione dall'armeno il suono di quella KHA e di quel TCH non mi sono del tutto chiari.

imposizione delle mani su Khatchig Kouyoumjan da parte
del Patriarca Armeno Cattolico Krikor Bedros XX
Le nostre lingue europee stentano a riconosce nella fonesi taluni suoni simili a R, ma che R non sono. Così venivano fuori parole strane simili a Ragig o Cakik incomprensibili, peraltro, all'ascoltatore armeno che ribatteva Խաչիկ è un nome così lineare.
Ma linguistica da bar a parte, voglio condividere la gioia dell'ordinazione sacerdotale di un amico, tale lo sento, dotato a mio parere e nonostante il suo atteggiamento sempre modesto e parco, di un naturale carisma comunicativo, contro cui sembra lottare. 
Avrebbe dovuto essere ordinato Sacerdote a Luglio, tutto era pronto anche gli inviti ma l'improvvisa scomparsa del Patriarca Armeno Cattolico Nerses Bedros XIX, di venerata memoria, ha costretto a rinviare di più di un mese questo evento così gioioso e tanto atteso.

Imposizione della mani da parte Celebranti e dei Ministranti
su Khatchig Kouyoumjan (Sayegh)
Si è trattato di una prova, ancora una prova per Khatchig, inattesa nel suo percorso vocazionale. Cosa avrà pensato nelle ore in cui piangeva l'improvvisa dipartita del Patriarca, uomo eroico e dalla ieratica eppure colloquiale beatitudine, che avrebbe dovuto imporre le Mani sul Suo Capo, non tanto anziano né tanto malato da prevederne una così fulminea dipartita? Si sarà, il nostro,  domandato perché il Signore rimandava quell'incontro intimo con lui, che senso aveva quella tristezza e quel dolore ora che l'agognata meta si profilava a lui vicina? 
Ma forse il Signore voleva solo rafforzarne la Fede, provarne l'Entusiasmo, ribadirne la Vocazione ed elevarne il Carisma. Così noi tutti possiamo finalmente partecipare alla festa dell'Ordinazione Sacerdotale di Khatchig Kouyoumjan, che ora con più forza serve il Signore. 
Chiediamo al nuovo Sacerdote una Benedizione Pubblica e un ricordo nelle Sue preghiere. 

Khatchig Kouyoumjan (Sayegh) finalmente Sacerdote 
tra la bandiera dell'Armenia e quella del Libano

sabato 22 agosto 2015

Gayaneh e altre storie Armene a Monopoli (BA) il 23 agosto 2015

Riceviamo e Pubblichiamo: 

Ensemble '05

Gayaneh e altre storie Armene 
nel centenario del genocidio


Domenica 23 agosto, ore 21.00
Chiostro di palazzo San Martino

MONOPOLI (BA)

Argomento ancora scomodo a cent’anni di distanza, il genocidio armeno ispira una delle linee tematiche del Festival Ritratti e di Orfeo Futuro, la rete sostenuta da Puglia Sounds nella quale è inserita la manifestazione diretta da Massimo Felici e Antonia Valente
E domenica 23 agosto, alle ore 21,00 nel chiostro di Palazzo San Martino, a Monopoli, le stragi del 1915 vengono ricordate con Gayaneh e altre storie armene, concerto del quale sarà protagonista l’Ensemble ’05 formato dal soprano Karine Minasyan, dalla violinista Federica Vignoni, dal violoncellista Roberto Mansueto e dalla stessa Antonia Valente al pianoforte (biglietti euro 10, ridotti euro 5 - info 3393770307 e www.ritrattifestival.it).
Il titolo della serata prende spunto dal balletto Gayaneh di Aram Khachaturian, il cui brano più celebre, la Danza delle spade, è stato molto usato anche nel cinema, da Billy Wilder (Uno, due, tre) a Woody Allen (Scoop) sino a Joel Cohen (Mr. Hula Hop). Ed è proprio con la Danza delle spade per violino e pianoforte, nonché l’Adagio & Bacchanal da Spartacus e la Danza op.1 in si bemolle maggiore, che l’Ensemble ’05 rende omaggio a Khachaturian ricordando contestualmente il genocidio del 1915. 
Ma la tragedia degli armeni verrà rievocata anche con musiche di altri autori del recente passato come Armen Tigranyan (Aria dell’opera Anoush), Eduard Abrahamyan (Akh, Inch Lav En Sari Vra) e Arno Babadjanian (Trio per violino, violoncello e pianoforte) e di compositori dei nostri giorni, dall’anziano Tigran Mansurian (Lament per violino) al più giovane Vache Sharafyan (Voices of the Invisible Butterflies per pianoforte). Senza dimenticare Komitas Vardapet, padre Komitas, al secolo Sogomon Sogomonian, l’archimandrita della chiesa apostolica armena e papà della moderna musica di quel popolo, del cui martirio cent’anni fa fu testimone diretto con ferite dalle quali non riuscì più a guarire. Della sua produzione l’Ensemble ’05 proporrà Ekriqn Ampel E, Schachkr-Schuchk, Oror, Hoy Nasan.
Il ricordo del genocidio proseguirà con il progetto inedito Pour toi, Arménie attraverso il quale la cantante Cristina Zavalloni renderà omaggio a Charles Aznavour e alle sue origini armene. 
Dopo il debutto assoluto per il Festival Ritratti, il 30 agosto a Monopoli (chiostro di Palazzo San Martino), Pour toi, Arménie verrà riproposto l’1 settembre, alla presenza dell’Ambasciatore armeno in Italia, Sargis Ghazaryan, all’interno del villaggio profughi Nor Arax creato a Bari nel 1924 dal poeta in esilio Hrand Nazariantz (1880-1962), appuntamento che inaugurerà Anima Mea, altro festival di Orfeo Futuro all’interno del quale è in programma anche la ripresa di Gayaneh e altre storie armene l’8 e il 9 ottobre, rispettivamente nell’auditorium diocesano di Molfetta e nella Sala Colafemmina di Acquaviva delle Fonti.

giovedì 20 agosto 2015

La leggenda del Lavash

Preparazione contemporanea del Lavash nel tipico forno interrato detto Tonir
Accadde così che il re di Aram fosse catturato dal re Assiro Nabucodosor durante una delle battaglie. Dal momento che quella non fu considerata una vittoria schiacciante e decisiva dell'uno sull'altro, Nabucodonosor dichiarò: "Non mangiare per dieci giorni. Poi, l'undicesimo giorno, io e te faremo una gara di tiro con l'arco. Se tu vincerai, allora sei più forte di me e io ti lascerò andare ".
Aram ci pensò su tutta la notte, e poi domandò che gli fosse portato il più bello scudo da l'esercito armeno di stanza ai confini di Assiria. 
Nabucodonosor non fece obiezioni e i messaggeri del re assiro andarono al campo armena e trasmesso la richiesta di Aram. Nabucodonosor non fece obiezioni e i messaggeri del re assiro andarono al campo armena e trasmisero la richiesta di Aram. Per tutta la notte i servi del re cercarono di comprendere perché egli avesse bisogno di uno scudo.  Quando finalmente compresero, essi nascosero sottili pezzi di lavash in esso e lo porsero ai messaggeri.
Nessuno degli Assiri aveva mai sentito parlare del lavash - difficile da indovinare che il pane avrebbe potuto essere nascosto dentro ramatura. Dopo aver ispezionato lo scudo, Aram scosse la testa: "Non è abbastanza buono. Posso avere un altro?"
Ogni giorno prima della gara, i messaggeri andavano al confine e di nuovo portavano un po' di Lavash nascosto all'interno di uno scudo per Aram. L'undicesimo giorno, Aram e Nabucodonosor andarono andati al campo di tiro. Nabucodonosor era convinto che Aram, che era stato lasciato senza cibo, sarebbe stato scoraggiato e debole. 
Neanche per sogno! Aram risultò il vincitore del concorso e tornò al suo paese con onore. Fu il lavash a salvarlo. Ritornato in patria, il re ordinò che da allora in avanti, solo il  lavash, dovesse essere cotto in Armenia al posto di altri tipi di pane.

martedì 18 agosto 2015

Ordinazione Sacerdotale di Khatchig KOUYOUMJIAN (SAYEGH)


Invito all'Ordinazione Sacerdotale di KHATCHIG KOUYOUMJIAN (SAYEGH)in lingua Armena e Francese


Sotto l'Alto Patronato 
di Sua Beatitudine 
Gregorio Pietro XX
Chatolicos Patriarca di Cilicia
degli Armeni Cattolici

La Famiglia KOUYOUMJIAN (SAYEGH)
Ha l'onore di invitare la signoria vostra

all'Ordinazione Sacerdotale del 
Diacono KHATCHIG KOUYOUMJIAN (SAYEGH)

attraverso l'imposizione delle mani di Sua Beatitudine

che avrà luogo Sabato 22 Agosto 2015 alle ore 18.00
nella Chiesa di St. Sauveur - Bourj Hammoud

Il Novello Sacerdote Celebrerà la Sua prima Messa
domenica 23 agosto 2015 alle ore 10.00
nella Chiesa di St. Sauveur - Bourj Hammoud

domenica 2 agosto 2015

"Primavera" di Costan Zarian al Teatro dei Pupazzi di Yerevan


Il 21 AGOSTO, 2015 ALLE ORE 19:00 al Teatro dei Pupazzi di H. Toumanian di Yerevan si terrà la prima esecuzione mondiale di Primavera di Costan Zarian
La messa in scena voluta e coordinata dal nipote P. Ara Zarian vedrà la collaborazione di musicisti Veneti e Armeni e la straordinaria partecipazione del noto maestro di Gevorg Dabaghiyan e del maestro Tigran Mansuriyan. 
Le musiche originali sono state composte dal maestro Claudio Fanton di Padova.

"Primavera", fu musicato per la prima volta da Ottorino Respighi, e pubblicato quale  "Poema Lirico" nel 1923 per la casa editrice romana Squarci e Figli.

La rappresentazione, di quest'anno, che celebra il 130 anniversario della nascita di Costan Zarian, sarà affidata alla regia di Teresa Tentori e Piruza' Nazarian. Un cognome quest'ultimo che ritorna, sia pure nella accezione e grafia più comune, come una coincidenza quando si parla di Costan Zarian, in una sorta di inconsapevole memoria di antica amicizia  tra lui e Hrand Nazariantzintellettuale armeno esule in Puglia dopo il 1913 e con cui lo Zarian diede vita a un massiccio tentativo di rinascita culturale e letteraria del mondo armeno del suo tempo. Tale tentativo dirompente e totalizzante, fu come sappiamo deviato ma non interrotto dal Genocidio a cui Zarian e Nazariantz riuscirono fortunosamente a scampare.