mercoledì 6 dicembre 2017

Intitolazione della Rotatoria "Genocidio degli Armeni" a Perugia




Il 06 dicembre 2017 la città di Perugia ha onorato la memoria del "Genocidio degli Armeni" dedicando a questa barbarie una importante snodo di passaggio della propria viabilità. Tale intitolazione è avvenuta su proposta dei Consiglieri Carlo Castori e Claudia Luciani
 Alla manifestazione erano presenti i Consiglieri Comunali Camicia, Castori, Luciani e l'Assessore delegato Dramane Diego Wague', il Colonello dell'Esercito Vincenzo Nazzaro, e una rappresentanza non istituzionale degli Armeni residenti a Perugia, oltre al Consigliere Daniel Chiabolotti, assai sensibile alla causa armena, che ringraziamo per averci dato notizia dell'evento. 
 Il Consigliere Castori, ha dato lettura di una importante lettera inviata da S.E. Avv. Dott.ssa Victoria Bagdassarian, Ambasciatrice della Rupubblica di Armenia in Italia.

sabato 25 novembre 2017

Alcune notizie su Enrico Cardile

recuperiamo alcune notizie su Enrico Cardile dalla Pagina Wikipedia da noi ideata alcuni anni fa.

Enrico Cardile (1884-1951)
Enrico Cardilepseudonimo Rabbi Eli Drac (Messina19 marzo 1884 – Siracusa13 marzo 1951), è stato uno scrittorepoeta e giornalista italiano.

Sintesi Biografica
Nacque a Messina il 19 marzo 1884 da Salvatore, impiegato, e da Santa Barbera. 
Dopo gli studi di indirizzo tecnico, si diplomò ragioniere, frequentò con altri coetanei G. A. Cesareo che molto contribuì alla sua formazione e che egli considerò sempre come maestro. Fu estimatore di Giosuè Carducci, la cui poesia egli riteneva essere "quanto di meglio ha prodotto la nostra poesia dopo Dante e dopo Foscolo". In seguito fu attratto dalla personalità e dall'opera di Giovanni Pascoli, che allora insegnava a Messina, e infine da Gabriele D'Annunzio. Egli s'impegnò nel tentativo di una poesia di indirizzo "simbolista" di cui pubblicò numerosi saggi nella rivista messinese d'avanguardia Ars Nova, espressione di un gruppo di giovani intellettuali di cui egli stesso faceva parte, fra i quali dominava intellettualmente Angelo Toscano, anch'egli poeta. Con lo stesso fondò, nel 1900, un giornale letterario "Le Parvenze" che ebbe brevissima vita. Divenne amico di Gian Pietro Lucini, e gli restò amico e ammiratore anche a molti anni dall'esaurimento del movimento futurista.
Fu inoltre curatore di alcune opere italiane del poeta e intellettuale armeno Hrand Nazariantz, e si occupò dell'opera di Paul Vulliaud e di Raimondo Lullo.
Nel marzo del 1935 si trasferì a Siracusa, dopo una breve permanenza a Palermo nel 1940, dove collaborò al quotidiano locale "L'Ora". Di Cardile sono note alcune polemiche e i rapporti con alcuni intellettuali legati ai movimenti delle avanguardie primonovecentesche e al pensiero massonico ed esoterico.
Nel dopoguerra partecipò - mantenendo la sua posizione di esteta animato da un estremo idealismo - all'attività di un gruppo di giovani letterati siracusani impegnati in un generico ritorno alla "poesia". 
Deluso, anche sotto l'influsso degli eventi, da quelle correnti di pensiero che lo avevano attratto in precedenza, rivolse la sua attenzione più che mai alle antiche civiltà dell'Oriente e alle scienze esoteriche, occupandosi fra l'altro dell'opera di René Guénon
Morì a Siracusa il 13 marzo 1951.

Bibliografia (parziale)


  • Le poesie di Enrico Cardile dette le Apocalissi cui preambula il Cannizzaro, Messina, Toscano 1904.
  • I canti, Messina, Trinchera, 1906
  • Alessandro Manzoni. Introduzione allo studio sul Manzonismo, Milano, Edizioni Futuriste di Poesia, 1910.
  • Pel Verso Libero, Firenze, Edizioni del Quartiere Latino, 1913
  • Determinazioni, precedute dalla Metafisica di Determinazioni di Gian Pietro Lucini, Palermo, Trimarchi, 1915
  • L'istrumentazione verbale, Napoli, Morano, 1916
  • Sintesi, Catania, Studio editoriale moderno, 1923
  • L'Umanesimo come fondamento spirituale del genio italico, Bologna, Zanichelli, 1929
  • Esegesi del Ministero poetico, Lanciano, Carabba, 1931
  • Amore, tuo piccolo errore, Catania, Studio editoriale moderno, 1934
  • La Filosofia della tradizione e l'opera di Paul Vulliaud, Catania, Prampolini, 1934
  • Rapporto sulle cose Divine, l'Archeometro, edizione R. Mascali, 1946
  • Lettere a Lucini, a cura di Simone Nicotra, Caltanissetta, Lussografica, 2005.

giovedì 23 novembre 2017

16 gennaio 2018 Siracusa ricorda Enrico Cardile


Si terrà a Siracusa il prossimo 16 gennaio 2018 dalle ore 16:00 un atteso simposio sulla figura di Enrico Cardile, intellettuale complesso e poliedrico pensatore, traduttore, scrittore, critico. Vicino alle prime avanguardie novecentesche che spesso ebbero a prendere il nome abusato di "primo futurismo", fu poeta definito troppo facilmente "simbolista". 
Il Simbolismo letterario era altra cosa. Fu feroce critico del manzonismo, non tanto nei suoi aspetti propriamente detti quanto più acutamente delle mode degeneri che da esso emersero per troppo tempo. Fu corrispondente e amico del grande poeta Gian Pietro Lucini e dell'altrettanto grande poeta armeno Hrand Nazariantz
Profondo cultore di kabbalah e di dottrine esoteriche, che apprese direttamente dai testi di Paul Vulliaud e di Raimondo Lullo, di cui fu egli stesso traduttore, fu appassionato lettore di René Guénon
Questa giornata di studio e la mostra documentaria che la accompagnerà concretizzano il desiderio di un gruppo di amici di recuperare finalmemte la figura di Enrico Cardile alla memoria di una città troppo spesso colpevolmente distratta. 
Rinviamo per questo all'evento Facebook dedicato Enrico Cardile: l'uomo, il poeta, l'iniziatoLa creazione di questa pagina Facebook, oltre che informare dell'evento, vuole anche rappresentare un primo tentativo di raccogliere i contributi di coloro che, per le più diverse ragioni, hanno avuto l'occasione di incrociare la produzione letteraria, la storia o la memoria di Enrico Cardile.

Al momento la lista di coloro che interverranno è la seguente: 

Prof. Luigi Amato
Prof. Elio Cappuccio
Dott.ssa Daniela Frisone
Dott. Luca Giuliano
Avv. Sebastiano Grimaldi
Prof. Salvatore Santuccio
Prof. Carlo Coppola

Lettura di brani: 
Davide Sbrogiò, Attore

Il Comune di Perugia dedica una rotatoria al Genocidio degli Armeni


Riceviamo e pubblichiamo con viva soddisfazione l'iniziativa del Comune di Perugia, primo in Italia a dedicare un tratto importante della propria viabilità cittadina al Genocidio Armeno
Il progetto ha avuto inizio più di un anno fa grazie all'iniziativa coraggiosa di alcuni membri del consiglio comunale ed in particolare dei consiglieri comunali Carlo Castori e Claudia Luciani. A loro si rivolge tutta la nostra gratitudine.
Tale atto pubblico prosegue il percorso delle relazioni tra il Capoluogo umbro e il popolo armeno che il 28.09.2015 ha avuto un momento di sviluppo fondamentale con il Riconoscimento del Genocidio Armeno da parte dell'Amministrazione Comunale Perugina. 
La manifestazione di intitolazione si terrà presso la Zona Centova a Perugia il 6 novembre 2017 alle ore 11.30 e vi prenderanno arte tra gli altri il sindaco di Perugia Andrea Romizi e l'Assessore delegato Dramane Diego Wague'.

sabato 18 novembre 2017

‘Nor Arax’, il villaggio armeno che restituisce la memoria alla città di Bari

Questo articolo dell'Amico Piero Fabris fa rivivere ciò che il volume "Nor Arax: storia del Villaggio Armeno di Bari" vuole ben rappresentare. 
La Memoria di una città che troppo spesso dimentica i propri punti di forza e una terra, quella di Puglia che dovrebbe avere più stima delle proprie eccellenze del passato. Grazie Piero!


‘Nor Arax’, il villaggio armeno che restituisce la memoria alla città di Bari: Il quotidiano dei pugliesi

di PIERO FABRIS - Arax o Arasse è il nome di un fiume che bagna l'Anatolia, ma per molti armeni approdati a Bari, il nome di quel corso d'acqua assume un significato particolare; è il simbolo di un nuovo corso. Il villaggio “Nor Arax” fu certezza di fertilità e Speranza.

Quanti scampati agli eccidi e deportazioni approdarono a Bari, trovarono accoglienza e possibilità di sognare, progettare, di avviare una fabbrica di tappeti di alta qualità.


Di Nor Arax, ovvero del villaggio armeno sulla vecchia via per Capurso, della vocazione all'accoglienza costruttiva e, quella al commercio dei cittadini baresi si era persa memoria. Peggio, se ne ha una blanda idea. Il grande merito di questa pubblicazione è quello di ridare con immediatezza colore alle cose, e alla gente di un tempo sbiadito, seppellito in una matassa d'asfalto. Si colgono le atmosfere della gente di buona volontà che non si è lasciata inaridire dal dolore.



Per lungo tempo del genocidio armeno nessuno ne parlava e per alcuni sembrava il frutto della fantasia di qualche pazzo visionario, un massacro da nascondere sotto i granelli di sabbia, nei manti del deserto, ma la luce della verità è una fiaccola che non tarda a riempire il buio e a chiarire i fatti.



Il testo di Emilia Ashkhen De Tommasi semplicemente intitolato “Nor Arax – storia del villaggio armeno di Bari” (LB Edizioni pag. 114 € 10,00), è un'operazione di archeologia della memoria che viaggia non solo sui binari del rigore scientifico, ma su quelli del sentimento. Le righe palpitanti di amore per un popolo martoriato, per la propria gente in attesa di giustizia sono impreziosite dai ricami delicati dei ricordi.



Questo libro è un mattoncino che ridona alla storia di Bari pagine gloriose, così fluide che sanno sussurrare di gente vivace e di grande cuore, di esseri di gran forza che hanno saputo rinascere senza perdere la propria identità, amalgamandosi magnificamente per il bene comune.



Il testo si apre con un capitolo dedicato alla diaspora degli armeni, grazie al quale l'autrice ci aiuta a comprendere cosa accadeva già tra il 1894 e il 1896, quando era al potere il Sultano Abdul-Hamid. Un intero capitolo è dedicato a Hrand Nazariantz, il poeta Armeno che considerava la Puglia la sua terra d'esilio e che mai smise di guardare alla sua stella d'Oriente, ma ciò che ci sorprende di questo lavoro è la capacità evocativa che sboccia da spartiti di un villaggio nel quale il ritmo del telaio risuona ancora, si imprime e si espande insieme a canti e incenso che si innalza muto e profumato verso i cieli più alti, quelli dove gocce di luce sanno fare breccia nel buio e indicare il sentiero della bellezza,  tante volte affidata alle geometrie di tappeti stesi sulla soglia della Speranza.

venerdì 3 novembre 2017

su TelepaceArmenia "Nor Arax: storia del villaggio Armeno di Bari"



Continua ad essere incrementata la rassegna stampa sul volume "Nor Arax: storia del villaggio Armeno di Bari" opera di Emilia Ashkhen De Tommasi, edita da LB edizioni di Bari, si arricchisce di numerosi articoli sulla carte stampata e anche on line. Ricordiamo tra glia altri:
1) il pezzo pubblicato su Barinedita da Salvatore Schirone http://www.barinedita.it/recensioni/n3048--“nor-arax”--in-un-libro-la-storia-dell-antico-villaggio-armeno-di-bari.
2) la recensione di Simona Paula Dobreescu apparsa in lingua rumena sulla rivista http://www.araratonline.com/nor-arax-istoria-satului-armean-din-bari/
3) la recensione di Rosalia Chiarappa sul suo sito CittàMeridiane https://www.cittameridiane.it/nor-arax-villaggio-armeno-bari/

Queste si aggiungono all'articolo di Manlio Triggiani su "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 27 ottobre 2017.

 e a quello apparso lo stesso giorno sul "Quotidiano di Bari"

mercoledì 25 ottobre 2017

Al senatore Aldo Di Biagio l'onorificenza Mechitar Gosh

Mechitar Gosh regge 
il Datastanagirk, libro della legge

Apprendiamo con gioia dalla agenzia Adnkronos la notizia del conferimento della prestigiosa alta onorificenza Mechitar Gosh da parte del Presidente della Repubblica Armeno S. E. dott. Serj Sargsyan al sen. Aldo Di Biagio
Il Senatore di Alternativa popolare-Centristi per l'Europa, membro della Commissione diritti umani del Senato, si era espresso in passato sulla questione Armeno-Azera in occasione dall’acuirsi degli attriti lungo la linea di contattato nell’area del Nagorno-Karabakh: “è opportuno chiarire la responsabilità del Governo di Baku e le tattiche di attacco perpetrate in aperta violazione del cessate il fuoco e che hanno legittimato la risposta militare armena, al di là della retorica e della mistificazione della realtà a cui purtroppo si continua ad assistere anche da parte di interlocutori italiani”.
Il sen. Aldo Di Biagio
in una immagine di repertorio

Il Sen. Di Biagio così si è raccontato riguardo all'onorificenza: "rappresenta per me occasione di sincero orgoglio in ragione delle attività da me svolte a sostegno delle verità storiche e della vicinanza e condivisione di valori e di progetti con il popolo armeno" - e prosegue - "il carattere autorevole dell'onorificenza tra le più significative in Armenia, rappresenta l'espressione di un percorso di mutuo rispetto, amicizia ed impegno che sono certo, facendomene garante, possa condurre ad approdare a risultati condivisi sempre nella prospettiva di un rinnovato rafforzamento delle relazioni bilaterali tra l'Italia e l'Armenia".

lunedì 23 ottobre 2017

A Building Apulia 2017 "Il Genocidio Armeno" il 27 ottobre




Proseguono gli incontri della XIV edizione – II parte di “Building Apulia: Costruendo l’identità della Puglia, la Puglia che scrive, che edita, che parla di sé”, rassegna promossa dalla Sezione Biblioteca e Comunicazione Istituzionale del Consiglio Regionale della Puglia.

Venerdì 27 ottobre 2017, alle ore 10.30, presso Sala Matutinum della Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia, (Via Giulio Petroni 19/a - Bari) si terrà il terzo appuntamento.

Durante l’incontro, dedicato alla Storia, saranno presentati i volumi L’Armenia. Il suo martirio e le sue rivendicazioni, di Hrand Nazariantz, a cura di Cosma Cafueri, FaLvision, 2017 e Nella Terra del terrore. Il martirio dell’Armenia, di Henry Barby, a cura di Carlo Coppola, LB edizioni, 2016. 
Modererà Stefano Savella, giornalista e direttore di Puglia Libre.

L’edizione 2017 di Building Apulia ha in programma dieci presentazioni e una cerimonia conclusiva, che si terrà presumibilmente nel mese di dicembre; gli incontri, ai quali partecipano il gruppo di lettura e gli studenti degli Istituti “Aldo Moro” di Trani, “Spinelli” di Giovinazzo, “M. Panetti” ed “Euclide” di Bari, che quest’anno hanno aderito al progetto, sono aperti al pubblico.


Per informazioni:
Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia “Teca del Mediterraneo”
Tel.: 080.540.27.11 – 080.540.27.70 – 080.540.27.72 
Twitter: @TecaMediterrane 
YouTube: Teca del Mediterraneo 
Facebook: Biblioteca Consiglio Reg Puglia 

venerdì 13 ottobre 2017

"Nor Arax" di Emilia Ashkhen De Tommasi il 27 ottobre a Bari


A Bari il 27 ottobre 2017 alle ore 18.00, presso la “Sala Massari” del Palazzo di Città sarà presentato il volume di Emilia Ashkhen De Tommasi dal titolo "Nor Arax" la Storia del Villaggio Armeno di Bari (LB edizioni, 2017 pp. 120, 10,00 ). L'evento è realizzato dalla casa editrice LB edizioni e vi prenderanno parte l'autrice Emilia Ashkhen de Tommasi insieme a Rupen Timurian, decano degli Armeni di Bari e la giornalista Rosalia Chiarappa membro del Centro Studi Studi Hrand Nazariantz di Bari, in veste di moderatrice. L’Assessore Angelo Tomasicchio porgerà il saluto dell’amministrazione comunale.
Buona parte dei ricavati del prezzo di copertina sarà devoluto alla onlus ONEARMENIA (www.onearmenia.org) che da anni promuove e sostiene progetti di sviluppo e innovazione in Armenia. L'ingresso è libero.


Il volume ripercorre la vicenda, ancora poco nota, della presenza armena a Bari, dalle origini al Novecento e si sofferma in modo particolare sull’esperienza del villaggio “Nor Arax”, sorto grazie alla sinergia di enti e istituzioni come luogo lavoro e accoglienza per i sopravvissuti armeni in Italia nella crisi degli anni Venti e Trenta. Il testo gode delle prefazione del prof. Lévon Boghos Zékiyan, iniziale relatore della tesi di laurea da cui il volume è tratto, che ricopre oggi il ruolo Arcivescovo di Istanbul, con titolo di Arcieparca di Costantinopoli. La postfazione è a firma di Rupen Timurian, decano degli Armeni di Bari. “Era il 1991 quando ho iniziato questo lavoro di ricerca” scrive l’Autrice, “poco o niente si sapeva allora di Nor Arax o del poeta Hrand Nazariantz e io ho dovuto iniziare da zero i miei studi, viaggiando in lungo e in largo per l’Italia alla ricerca di dati, contatti e fonti documentarie che mi aiutassero a ricostruire la storia della mia comunità in quel terribile decennio di inizio Novecento”. Un volume ricco di testimonianze, anche fotografiche, che accompagna il lettore in una delle pagine meno note della città di Bari. “Leggendo il volume di Ashkhen” commenta Rupen Timurian nella Postfazione, “si ha come l’impressione di sfogliare le pagine di una pionieristica epopea colma di dolore, sì, ma soprattutto di amore e di speranza. Possa questo libro tramandarne la memoria alle nuove generazioni”.

L’autrice: Emilia Ashkhen De Tommasi, nata a Bari il 3 agosto 1968 è italoarmena. Il padre Andrea De Tommasi, fu medico originario di Noci (BA), di animo profondamente cristiano ed ecumenico, la madre Nicoletta Timurian è figlia di Diran Timurian di Isparta (Asia Minore) e Ashkhen Sayan di Istanbul. 1993 ha conseguita la laurea in Letterature e Lingua orientali all’Università ‘Ca Foscari di Venezia con tesi dal titolo “I Profughi Armeni a Bari negli anni ’20”. Nel 1994 si è trasferita a Londra con il marito Wiktor, di origine Polacca, realizzando in prima persona una perfetta sintonia multiculturale, la medesima in cui è sempre vissuta. Madre di 4 figli, di recente ha ripreso ad occuparsi dei temi della diaspora armena sentendo la necessità di divulgare quella memoria di cui è stata la prima ad occuparsi scientificamente pubblicando numerosi articoli tra cui un ricordo di famiglia nel prestigiosa progetto inglese “UK Armenians & World War I” della British Library in collaborazione con Centre for Armenian Information & Advice.

informazioni e contatti:
Luigi Bramato
direttore editoriale LB edizioni
Via Antonio Salandra, 36 - 70124 Bari 

Tel. 080.9905095 - 349.8417932
luigibramato@lbedizioni.it 

giovedì 12 ottobre 2017

"L'Enigma dell'Alfabeto Armeno" con L. Efrikian il 25 ottobre a Bari


Il prossimo 25 ottobre 2017 l'attrice e scrittrice Laura Efrikian, sarà a Bari con le associazioni Centro Studi e Ricerche di Orientalistica e Porta d'Oriente
Alle ore 18.00 presso il Centro Culturale "Marin", presso la Parrocchia Santa Croce, in Via Crisanzio a Bari, si svolgerà la presentazione del volume "L'enigma dell'alfabeto armeno tra visione e realtà" curato da Enrica Baldi. Alla presentazione del volume interverranno oltre alla curatrice e a Laura Efrikian: Marinella Canale, Cettina Fazio Bonina, Kegham Jamil Boloyan Cosma Cafueri, Rupen Timurian.

L'enigma dell'alfabeto armeno tra visione e realtà si avvale della Prefazione di Antonia Arslan e degli interventi di: Alfredo Ancora, Antonia Arslan, Paola Bianchi, Kegham Jamil Boloyan, Nadia Brigida, Marinella Canale, Laura Efrikian, Anna Rita Guaitoli, Narine Jaghatspanyan, Seta Martayan, Furio Pesci, Massimo Pistacchi, Paola Urbani e contiene uno scritto del grande poeta armeno Daniel Varujan.

Il volume è una raccolta degli atti del seminario “L’enigma dell’alfabeto armeno tra visione e realtà”, ideato congiuntamente da “Teneramente onlus” e “Assoarmeni” e svoltosi a Roma il 9 gennaio 2016 all’ICBSA (Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi), che con l’ambasciata armena ha contribuito alla sua organizzazione.
La missione di “Assoarmeni” è preservare la cultura del popolo armeno, che nel suo alfabeto vede un insostituibile sostegno; quella di “tenera mente onlus”, invece, è promuovere l’adozione del metodo Montessori in tutte le situazioni di particolari difficoltà, e attualmente il problema delle nuove generazioni armene è quello di apprendere la lingua scritta. Il seminario e il testo, in cui sono delineate alcune caratteristiche dell’identità armena proprio a partire dal suo alfabeto, sono un omaggio a questo popolo nel centenario del suo genocidio.

giovedì 28 settembre 2017

Ανατολή di Kostis Palamas



Γιαννιώτικα, σμυρνιώτικα, πολίτικα,

μακρόσυρτα τραγούδια ανατολίτικα,
λυπητερά,
πώς η ψυχή μου σέρνεται μαζί σας!
Είναι χυμένη από τη μουσική σας
και πάει με τα δικά σας τα φτερά.

Σας γέννησε και μέσα σας μιλάει
και βογγάει και βαριά μοσκοβολάει
μια μάνα· καίει το λάγνο της φιλί,
κι είναι της Μοίρας λάτρισσα και τρέμει,
ψυχή όλη σάρκα, σκλάβα σε χαρέμι,
η λαγγεμένη Ανατολή.

Μέσα σας κλαίει το μαύρο φτωχολόι,
κι όλα σας, κι η χαρά σας, μοιρολόι
πικρό κι αργό·
μαύρος, φτωχός και σκλάβος και ακαμάτης,
στενόκαρδος, αδούλευτος, - διαβάτης
μ' εσάς κι εγώ.

Στο γιαλό, που του φύγαν τα καΐκια,
και του μείναν τα κρίνα και τα φύκια,
στ' όνειρο του πελάου και τ' ουρανού,
άνεργη τη ζωή να ζούσα κι έρμη,
βουβός, χωρίς καμιάς φροντίδας θέρμη,
με τόσο νου,

όσος φτάνει σα δέντρο για να στέκω
και καπνιστής με τον καπνό να πλέκω
δαχτυλιδάκια γαλανά
και κάποτε το στόμα να σαλεύω
κι απάνω του να ξαναζωντανεύω
τον καημό που βαριά σας τυραννά

κι όλο αρχίζει, γυρίζει, δεν τελειώνει.
Και μια φυλή ζη μέσα σας και λιώνει
και μια ζωή δεμένη σπαρταρά,
γιαννιώτικα, σμυρνιώτικα, πολίτικα,
μακρόσυρτα τραγούδια ανατολίτικα,
λυπητερά.

Traduzione in Lingua Armena occidentale di Hrand Nazariantz

ԱՐԷՒԷԼՔ

Եանիայէն, Իզմիրէն էւ Պօլիսէն,
Աըէւելեան երգե՛ր, երկարաձի՛գեր,
Մելամաղձո՛տ երգեր,
Ինչպէ՛ս հոգիս վրգով ձեր հետքերուն  վրայ կ՛ երկարի՛
Ու յափչտակուա՛ծ կը թռչի ձեր թէւերուն վրայ,
Այս իմ հոգիս որ կարձես ձեր երաժչտութենէն ծնած է։

Մայր մը - օ՛ իր ապականած գգուանքին բո՛ ցը -
Ծնաւ ձեզ ու կ՚երգէ կ՚որոտա ձեր մէջ,
Թանձր բոյրեր ձաւաելով, ջղայնոտ ու քաղցր,
Ու կը կքի բաղդին տակ անտրտունջ,
Արէւէլան ու տարփաւոր հողը,
Հարէնին գերի, ու մսեղէ՛ն հանակ իր հոգին։

Ձեր մէջ կուլայ, երգէ՛ր, աղքատին տրտունջքը.
Ձեր վանկերուն մէջ նոյն իսկ հրճուանքն տրտունջ մըն  է,
Դառն ու յամր.
Թչուա՛ռ ստրուկ էւ անտարբեր հոգի,
Թափառական ճանբորդ մըն եմ
Ձեզի պէս… 

Ափունքէն ուրկէ քայըքնեը մեկնեցան,
Ուր միայն լօռեր էւ չուչաններ կան
Շրթունքներնին փա՛կ.
Կարելի՛ ըլլար քաղցր ու մենաւոր կեանք մը ապրիլ,
Հոգերէ ազատ, հոգերէ որ կը տենդահարեն զիս,
Երկինքին ու ծովիբ երազին մէջ։

Ունենա՛լ նիայն ի՛նչ որ պէտք է բոյսի պէս աճելու հանար,
կաղնիի մը, նուհիի մը էւ կամ ծխողի մը պէս
Գծեու հազար կապոյտ մէանտրներ մուխով.
Ուրեմն չարժել գոց չրթունքները,
Որպէս զի արծարծէի
Ա՛յն ծանր տրտունջքը որ ձեզ կը տանջէ,
Կը սկսի, կր թաւալի էւ չը լմննար երբե՛ք

Ձեր մէջ, կ՛սպառի բաղդագուչակ ժողովուրդ մը,
Ու չղթայուած հոգի մը չարժի,
Երբ ձեր կանանչ թէւեըը կը չարժէք,
Արէւեան երգեր, երկարաձիգ երգեր,
Մելամաղձո՛տ երգեր,
Եանիայէն, Իզմիրէն ու Պօլիսէն։


traduzione poetica in lingua Italiana 

Di Giànnina, di Smirne, della Polis,
canzoni d'Oriente strascicate,
che muovono al dolore.
quanto con voi si trascina l'anima mia!
Di vostra musica trabocca
e va con le stesse vostre ali.

Vi generò e parla in voi
e geme e di profumi esala
una madre: brucia il suo lascivo bacio,
è tremebonda idolatra del Destino,
è un'anima ridotta a corpo, schiava d'un harem,
la bramata Asia Minore

Piange dei poveri in voi il cupo stuolo;
e tutte voi siete, ed è la vostra gioia,
lenta e triste trenodia.
Cupo, povero e schiavo, errante
miserando e incolto, insieme a voi
vo esule anch'io.

Sul mare dei suoi caicchi fuggitivi,
dove le son restati gigli ed alghe,
nel sogno del suo mare e del suo cielo,
possa vivere una vita inerte e solitaria,
in silenzio, senza calore di cura alcuna,
con tanta mente,

quanta basti ad un albero per stare
e, fumando, di fumo possa intrecciare
cerchi azzurrini;
e muovere talora le mie labbra
sì che sopra di sé riportino a vita
il dolore che tanto vi tormenta.

E sempre incomicia, ritorna, non ha fine
e un popolo in voi vive e si strugge
e in ceppi palpita una vita,
di Giànnina, di Smirne, della Polis,
canzoni d'oriente strascicate,
che muovono al dolore.