giovedì 27 aprile 2017

L'Armenia di Hrand Nazariantz alla Libreria Quintiliano di Bari


Presso la "libreria Quintiliano" di Bari continuiamo a parlare di Armenia e "Questione d'Oriente". Lo faremo con cari amici, Rupen TimurianCosma CafueriKegham BoloyanRosalia ChiarappaCarlo Coppola. Ospite di eccezione il giornalista turco Murat Cinar, traduttore degli scritti di molti giornalisti turchi incarcerati dal regime di Erdogan ed in particolare di Hrand Dink, ultimo intellettuale armeno di Turchia a cadere martire. 

Presenteremo "L'Armenia e il suo martirio" e racconteremo la diaspora attraverso "Il richiamo del sangue" un testo curato da Kegham Boloyan. L'appuntamento è quindi alle 18.30 di sabato 29 aprile 2017 in Via Arcidiacono Giovanni, 9, 70124 Bari, Italy.

Armeni a Bari ricordati con un seminario

Un'immagine della mostra "Hrand Nazariantz: le tracce e il volto"
Ieri 26 aprile 2017 presso l'Archivio di Stato di Bari si è svolto un seminario sulla cultura armena della Diaspora, con particolare riferimento alla presenza degli Armeni a Bari. Vi hanno partecipato, la direttrice Archivio di Stato di Bari Antonella Pompilio che ha accolto gli ospiti, Rupen Timurian, decano della Comunità Armena di Bari, Kegham J. Boloyan del Centro Studi e Ricerche di Orientalistica, Carlo Coppola e Cosma Cafueri del Centro Studi Hrand Nazariantz, il prof. Vito Antonio Leuzzi dell'IPSAIC.

I relatori del seminario: Antonella Pompilio, Rupen Timurian, Carlo Coppola, Kegham J. Boloyan, Vito Antonio Leuzzi, Cosma Cafueri.
All'interno del seminario si è inserita l'inaugurazione di una doppia mostra, fotografica e documentaria "Hrand Nazariantz: le tracce e il volto" curata da Cosma Cafueri e "Nor Arax. Il villaggio del Poeta" a cura delle funzionarie archiviste Maria Teresa Ingrosso e Grazia Maiorano presso l'Archivio di Stato di Bari. La serata si è svolta nell'ambito della commemorazione per il 102° anniversario del Genocidio del Popolo Armeno. La recita delle poesie e i canti curati dal prof. Kegham J. Boloyan hanno emozionato e allietato i partecipanti assieme alle bellissime danze a cura della Associazione ArtiDea Cultura.
Le danzatrici dell'Associazione ArtiDea Cultura in costume di scena

domenica 23 aprile 2017

Il Centro Studi Hrand Nazariantz piange l'amico Giulio Gigante

Giulio Gigante fra Piero Fabris e Rosalia Chiarappa




























La morte di Giulio Gigante è arrivata per noi come un fulmine a ciel sereno. Alcune mattine fa mi scriveva, vago, l'amico comune Piero Fabris, artista di pitture poesie e racconti. La prende da lontano e tra un "come stai" e annunci di varie ricorrenze mi comunica che Giulio sta molto male. "Il male che non si può nominare" dice lui e la sua parola è quella di un poeta. Definitiva, che non ammette mediazioni. Il sasso mi coglie mentre vado a scuola a Turi, in carcere di buon mattino. Ci penso un poco prima di replicare e appena scendo dal treno, con l'umidore e il freddo che entra nelle ossa, gli chiedo se posso chiamare Giulio, se sia in condizioni di ricevere telefonate. Il poeta Fabris risponde che non sa. Mi sovviene, un istante, che possa essere geloso dell'amico malato, ma il pensiero mi lascia subito, gli chiedo di tenermi informato. Avverto Rosalia Chiarappa, Cosma Cafueri e Rupen Timurian! Rosalia ne è stata informata un po' prima e mi comunica che il male è allo stadio avanzato. Prego, prima di entrare nel Carcere, cerco una chiesa aperta ma nel borgo di Turi non ne trovo. Non mi resta che guardare in alto, nel mio pantheon personale dove, tra i miei antenati, c'è al posto d'Onore, il mio Hrand Nazariantz. Allora gli chiedo di temersi pronto ad accoglierlo, perché questa volta il suo caro amico Giulio non tarderà. Non passano tre giorni e nell'ordine di pochi minuti, prima Rosalia e poi Piero, mi mandano un messaggio. "È morto Giulio". "Giulio non è più tra noi".
Scrivo a Diego Judice, ovvero al Centro Ricerche Storia e Arte di Conversano, dove ho conosciuto Giulio Gigante, figlio spirituale di Hrand Nazariantz e suo testimone delle seconde nozze insieme al poeta Michele Pellecchia. Sono di nuovo in treno questa volta per Alberobello, il messaggio viene sgangherato, il correttore automatico fa pastrocchi. Giulio ci voleva collaboranti nel nome di Nazariantz mi ribadisce Diego, io approvo, sono solo un operaio della vigna, solo un portatore del messaggio spirituale e letterario di Hrand Nazariantz, non porto parole mie e forse neppure parole Sue, altrimenti non avrei capito nulla, quel messaggio è Eterno. 
Mi rivolgo a Giulio. Ti abbraccio da quaggiù e ti dedico questi versi del caro Hrand sono certo che ci guarderete e ci sorriderete da lassù. Ci aiuterete ad essere Essere Cosmici, Essere Fratelli, Amare: 

Vivere bene per bene amare: Essere Fratelli, Amare! 
Perché l'Opera sia uguale all'Amore,
essere verso il pensiero la scala sacra dell'amore 

soltanto la carità del cuore salverà gli uomini. [...]

Perdonare: profumare i cuori ai fiori del Calvario.. 
essere il Segno della Croce sulla terra e sul cielo,
essere Fratelli, essere semplici e puri: credere e amare...
credere all'armonia, ai ritmi supremi, 
alla giustizia dei cieli,
i poveri, credere sempre le braccia tese alla cime
vivere bene realizzare la propria anima, la carne è nulla...
E poi, chiudere gli occhi di carne per aprire quelli dello spirito 
essere il bacio di pace sulla bocca dei morenti
e poi a nostra volta sorridere,
sorridere nell'ora felice della morte.... 

venerdì 21 aprile 2017

La presenza armena a Bari


Archivio di Stato di Bari - sala conferenze 

Cittadella della Cultura, via Pietro Oreste, 45-Bari


mercoledì 26 aprile 2017, ore 17.00

Hrand Nazariantz. Le tracce e il volto 
 Mostra fotografica a cura del Centro Studi Hrand Nazariantz


Nor Arax. Il villaggio del Poeta 
 Mostra documentaria a cura dell’Archivio di Stato di Bari

                                              
Interventi:  

Antonella Pompilio             Direttore dell’Archivio di Stato di Bari
Rupen Timurian                  Decano della Comunità Armena di Bari 
Kegham J. Boloyan             Centro Studi e Ricerche di Orientalistica 
Antonio Leuzzi                     Direttore IPSAIC 
Carlo Coppola                      Centro Studi Hrand Nazariantz  
Cosma Cafueri                     Centro Studi Hrand Nazariantz 
Grazia Maiorano                 Archivio di Stato di Bari
Maria Teresa Ingrosso       Archivio di Stato di Bari

seguirà l'esenzione di danze armena a cura dell'Associazione ArtiDea Cultura e la recita di testi di autori armeni
                                                                                                        
INGRESSO  LIBERO
 Il percorso espositivo sarà visitabile dal 26 aprile al 2 maggio 2017
                                   
Si ringrazia la Biblioteca Nazionale “Sagarriga Visconti Volpi” di Bari   

Informazioni: Archivio di Stato di Bari - Segreteria tel. 080 099325;  e-mail as-ba@beniculturali.it                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               

martedì 18 aprile 2017

Solidarietà a Gabriele Del Grande

foto di Gabriele Del Grande
tratta da Wikipedia
Il Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari esprime la propria preoccupazione per la vicenda che coinvolge il giornalista e documentarista #Gabriele Del Grande
Dalle ultime notizie battute dalle Agenzie di Stampa internazionali  apprendiamo le parole di Gabriele: «Mi hanno fermato al confine, e dopo avermi tenuto a Hatay sono stato trasferito a Mugla in isolamento in un cie». Sappiamo che al momento Gabriele ha iniziato lo sciopero della fame contro la restrizione dei suoi diritti civili, e contro il mancato rispetto dei diritti umani.
La vicenda che coinvolge Gabriele Del Grande appare assai complessa. La sua liberazione era stata più volte annunciata, così come la sua esplosione dallo stato turco. Così ancora non è tra, per alcuni giorni nel silenzio generale e complice della stampa generalista. Grazie all'intervento di professionisti media appassionati la vicenda è salita agli onori della cronaca.
Questa vicenda assai incresciosa si somma ad altre altrettanto incresciose che nelle ultime settimane coinvolgono quanti si occupano di Turchia. Tra questi:
1) minacce a giornalisti e reporter enti e istituzioni che si occupano della Turchia fuori e dentro i confini dello stato turco.
2) fermo ed espulsione dell'Avv. #BarbaraSpinelli dalla Turchia.
3) lettere minatorie di autorità turche nei confronti di Comuni altre istituzioni italiane che hanno riconosciuto a vario titolo il Genocidio Armeno, come apprendiamo dal sito  www.comunitaarmena.it.
4) a questo si aggiunge la notizia odierna della caduta per cause ancora ignote - ma «A pensar male del prossimo si fa peccato ma si indovina» cit. Pio XI - di un elicottero con a bordo osservatori dell'OSCE.

sabato 15 aprile 2017

Buona Pasqua 2017


- Cristo è risorto dai morti
- Benedetta è la sua Risurrezione
                                                Amen



- Քրիստոս Յարեաւ ի մեռելոց,

-Օրհնյալ է Հարությունը Քրիստոսի


Intenzioni per la Santa Pasqua 2017

6 anni fa la Pasqua del Centro Studi ''Hrand Nazariantz'' nella Chiesa Armena di Uskudar. Un viaggio indimenticabile sulle tracce del maestro Hrand Nazariantz. Domani è Pasqua e la Turchia rischia di ufficializzare una dittatura crudele col benestare della inutile Europa e della Nato! Povera Turchia nelle mani di un dittatore fanatico e spietato, povera Europa nelle mani di farabutti. Tante imprese italiane al servizio del satrapo che si vuol far sultano, del venditore ambulante che s'è fatto Pasha.
Non ci resta che pregare, sperare, implorare che avvenga un Miracolo, che il dittatore perda le sue elezioni autoreferenziali. 
Io ti imploro Cristo Risorgi e ferma questi barbari. 
Abbi pietà del tuo popolo, fa' sì che esso non torni nelle catacombe. 
Fa' o Signore che ciascuno di noi possa vivere con dignità la propria Fede senza prevaricare gli altri e che la politica del falso progresso non calpesti come sempre l'Umanità che tu tanto ami.

martedì 21 marzo 2017

Primo giorno di primavera all'Auditorium di Ladispoli!

riceviamo e volentieri pubblichiamo 


Questa sera presso l'Auditorium 'Massimo Freccia', sulla Strada Statale 1 Via Aurelia, 00055 di Ladispoli (Roma) sarà presentata alle ore 20.00 una serata all'insegna della parità dei diritti tra uomo e donna, dell’integrazione e della condivisione insieme ai Paesi partner - Portogallo, Spagna. Titolo scelto per la manifestazione è We want to be free.
Come annunciano i giornali locali "Parteciperanno alla serata anche i rappresentanti delle comunità locali di Armenia e Perù con presentazione di prodotti artigianali, esibizioni musicali, lettura di favole e danze".
Al termine dello spettacolo sarà offerto un piccolo rinfresco con piatti tipici dei 4 Paesi realizzati dagli stessi studenti.
Vi aspettiamo numerosi!


Լադիսպոլի քաղաքում կազմակերպվել է մի երեկո՝ նվիրված ինչպես տղամարդկանց և կանանց հավասար իրավունքների պահպահմանը, այնպես էլ ինտեգրման և համագոծակցության հաստատմանը Պորտուգալիայի, Իսպանիայի, Պերույի, Հայաստանի, ... քաղաքացիների հետ. ինչպես հայտարարում են իտալական տեղական թերթերը «այս երեկոյին մասնակցելու են նաև Հայաստանի և Պերուի համայնքի տեղային ներկայացուցիչները, որոնք ելույթ կգան թե արհեստների, երաժշտական կատարումներով, թե պատմությունների ընթերցանությմբ կամ պարով: Ներկայացման վերջում կառաջարկվի թեթև հյուրասիրություն ՝ չորս երկրների բնորոշ ուտեստների, պատրաստված ուսանողների կողմից: »

sabato 18 marzo 2017

22 marzo 2017 incontro con "Noi che l'Arte"

Locandina dell'evento "Armenia, Turchia, Islam:
lo specchio obliquo dell'Europa"
Mercoledì prossimo 22 marzo 2017 alle ore 18:30 presso lo studio di Scultura del maestro Anna Maria Di Terlizzi, Via Emanuele De Deo, 64 – Bari (nei pressi della Chiesa di San Pasquale) Cosma Cafueri, Carlo Coppola, Kegham J. Boloyan con da Massimo Diodati 
dialogheranno sul tema "Armenia, Turchia, Islam: lo specchio obliquo dell'Europa". 
In queste ultime settimane di tensione diplomatica tra Turchia ed Europa appare più che mai necessario dialogare e far conoscere al pubblico un punto di vista storico, socio-politico, che suggerisca l'analisi della situazione attuale. I mass media, spesso per vocazione e statuto troppo generalisti, tendono a semplificare dando definizioni o facili ed epidermiche spiegazioni dei fatti, qualche volta anche colpevolmente al soldo di ben noti attori della politica internazionale. Credo che occasioni come questa, offerte da Massimo Diodati - presidente dell'associazione Noi che l'Arte - possano servire a dipanare un po' di confusione, senza pretesa di svelare chissà quali trucchi e segreti ma semplicemente raccontando la storia dei fatti del passato per trarne le premesse per la lettura del presente. E' quanto affermato da Carlo Coppola responsabile del Centro Studi Hrand Nazariantz
All'evento prenderanno parte il prof. Kegham J. Boloyan arabista dell'Università del Salento e il prof. Cosma Cafueri direttore culturale del Centro Studi Hrand Nazariantz, Carlo Coppola, Massimo Diodati presidente dell'associazione Noi che l'arte, organizzatrice dell'evento. Darà il suo saluto la padrona di casa il maestro Anna Maria Di Terlizzi.

mercoledì 8 marzo 2017

Auguri di Buon Compleanno a Sua Santità Aram I


Oggi 08 marzo 2017 
il Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari
si Onora di Formulare i più Fervidi Auguri a 


Sua Santità 

Aram I 


in occasione dell'augusta ricorrenza del Suo 

 70° Genetliaco

Sua Santità Aram I  
© 
Carlo Coppola 2015

Sua Santità di cui, in tutto il mondo cristiano, orientale quanto occidentale, è nota l'efficace eloquenza è nato a Beirut l'08 marzo del 1947 con il nome di Pedros Keshisian. 
Ordinato Prete nel 1968, è stato consacrato Vescovo nel 1980 ed eletto alla Santa guida del Catholicossato Armeno di Cilicia nel 1995, quando il suo predecessore Sua Santità Karekin II di Cilicia, di Santa e Venerata Memoria, fu eletto col nome di Karekin I quale Catholicos Patriarca di Tutti gli Armeni. 
In occasione di questa felice ricorrenza il Centro Studi Hrand Nazariantz si unisce alla gioia dei fratelli armeni di Cilicia e di tutta la Chiesa Apostolica Armena.

lunedì 6 marzo 2017

Armenia, Turchia, Islam: Lo specchio Obliquo dell'Europa


Il 26 febbraio 2017, alle ore 18,00, si è svolto - come da programma - presso "Il Centro Studi il Salotto delle Arti" in via Dante Alighieri 138 a Triggiano l'atteso incontro dal titolo "Armenia, Turchia, Islam: Lo specchio Obliquo dell'Europa". Cosma Cafueri e Carlo Coppola del Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari hanno raccontato ai presenti alcuni aspetti del complesso tema. Splendida padrona di casa la prof.ssa Annamaria Giannelli organizzatrice della sera ha deliziato il pubblico presente con esecuzioni pianistiche tratte da autori armeni.



venerdì 3 marzo 2017

Mostra fotografica: Musica e Danze armene a Bari


Sabato 11 Marzo 2017 dalle ore 18:30 presso il Centro Studi e Ricerche di Orientalistica, in via Sagarriga Visconti 20, a Bari sarà presentata la
        Mostra fotografica: Musica e Danze armene
Introduce: Kegham J. Boloyan, intervengono: Eranuhi Saroyan - Rupen Timurian - Anna Vitale - Carlo Coppola - Donatella Maiellaro - Cosma Cafueri - Seiran Sarkisyan

Nel corso delle manifestazione sarà presentato il programma degli incontri delle Associazioni Armene di Bari per i prossimi mesi.

domenica 12 febbraio 2017

Turista armeno muore in una Stazione di Polizia Stradale in Svezia

Davit Barseghian, turista armeno morto in Svezia
Era padre di due bambini piccoli e laureato all'Università Statale di Yerevan. Dopo la malattia del padre stava prendendo una piccola vacanza in Svezia, dove da tempo risiedono alcuni amici. 
È ingiusto morire a 32 anni di infarto, mentre i tuoi amici ti stanno portando d'urgenza in ospedale? Ma è accaduto nella democraticissima Svezia, una nazione dallo stato sociale praticante perfetto, ma evidentemente nel quale la polizia stradale preferisce multare e fermare per eccesso di velocità una macchina con a bordo dei ragazzi, e non si degna neppure di comprendere le loro condizioni di salute e se per caso c'è qualche problema.
Nello stato sociale perfetto non c'è posto per l'umanità, meglio ancora se a bordo dell'auto ci sono stranieri e uno di loro vomita. Allora il welfare lascia il posto ad un altro volto niente affatto piacevole, se non tal volta dispoticamente colpevole!
Davit Barseghyan - così si chiamava il ragazzo muore - a Orebro il 6 febbraio 2017, per una tardiva corsa in ospedale. 
Su questa vicenda chiedono chiarimenti le autorità diplomatiche della Repubblica d'Armenia a quelle della Svezia. Ma appare chiaro sin da subito che la polizia Svedese sta provando ad insabbiare, coprire, sminuire, c'è un omicidio a loro carico, un omicidio per omesso soccorso, o anche peggio e pensano che peso possono avere le autorità di un paese come l'Armenia, che loro stessi non sanno neppure dove sia sulla carta geografica?
Così mentre il turista vomita loro affermano di aver contattato gli ospedali, ma evidentemente così non è se non lasciano neppure che gli amici del ragazzo gli si possano avvicinare e così lui muore da solo, mentre la polizia trattiene gli altri. 
L'avvocato Mark Safarian, incaricato dall'Ambasciata Armena in Svezia, ha subito chiesto l'apertura ufficiale di un'indagine, mentre le autorità locali dopo le scuse addotte, stringevano le spalle senza scusarsi. 
Il povero Davit, turista e vittima suo malgrado, sarà forse l'ennesima vittima di un pregiudizio antiarmeno? Per ora questo ci interessa meno. 
Ciò che conta Davit Barseghyan, un ragazzo di 32 anni è morto, lasciando una giovane moglie e due figli piccoli. 
Alla Famiglia Barseghyan e agli amici, le nostre più sentite condoglianze.

sabato 11 febbraio 2017

S. E. Boghos Levon Zekiyan a Meolo il 19 Febbraio 2017



In Occasione del 300° anniversario della Fondazione del Monastero dell'Isola di San Lazzaro degli Armeni, S. E. Mons Boghos Levon Zekeyan, Vescovo degli Armeni Cattolici di Istanbul e di Turchia, il prossimo 19 febbraio 2017 terrà a Meolo (VE), presso Villa Dreina, alle ore 15:30, una pubblica conferenza sul tema La Congregazione Mechitarista e la sua presenza secolare a Venezia e nel Veneto. 
Alle ore 18:00 presso la Parrocchia San Giovanni Battista di Meolo, Sua Eccellenza Zekyan presiederà la Liturgia in Rito Armeno Cattolico. 
In entrambe le occasioni Aram Ipekdjian eseguirà musiche tradizionali armene al Duduk, noto strumento a fiato armeno, appartenente alla famiglia dei legni e classificato tra gli aerofoni labiali. 

giovedì 9 febbraio 2017

In occasione della prima presentazione di "Luciano Landi un editore da riscoprire"

Messaggio di Carlo Coppola, responsabile del Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari, in occasione della prima presentazione del volume "Luciano Landi un editore da riscoprire" di Helenia Piersigilli. Venerdì 10 febbraio 2017. Ore 17:30. Palazzo d'Arnolfo | Museo delle Terre Nuove| San Giovanni Valdarno (AR)


Spettabili Signori,
Non potendo essere presente di persona in questo bel pomeriggio valdarnese per iscritto mi rivolgo a voi, amici di Luciano Landi e sostenitori della sua tenace, ove più testarda, riscoperta da parte della dott.ssa Helenia Piersigilli.
Negli scorsi giorni ho letto appassionatamente lo studio di recentissima pubblicazione che sarà presentato domani pomeriggio e ne sono rimasto colpito. Ne avevo seguito le vicende di ricerca per un breve tratto, due anni fa, quando insegnavo in Toscana, e tanto più ne resto commosso oggi dalla realizzazione. Il rigore scientifico del lavoro mi fa ben sperare nel prosieguo degli studi.
In quanto studioso e figlio spirituale di Hrand Nazariantz, che per una fase della sua vita condivise con il Landi interessi e prospettive, plaudo alla pubblicazione, che riaccende l'interesse su una straordinaria personalità che mi sento di dire - lontano da facili entusiasmi - essere stata tra le figure più interessanti e misconosciute del secondo Novecento letterario Italiano.
Troppo spesso, Noi tutti, siamo stati assuefatti e condotti ad applaudire operatori culturali apparentemente privi di aporie, presuntamente tutti d'un pezzo, e che altrettanto facilmente possiamo ricondurre a categorie letterarie, psicologiche, politiche. Eppure il presente, e la correttezza intellettuale, ci hanno insegnato che le cose non stanno così come la vulgata ce le racconta.
Il Landi, personalità complessa - d'indubbia tempra morale - dalla visione culturale più grande di quanto egli stesso e i suoi contemporanei non compresero, ci insegna a guardare oltre, ad investire il nostro tempo e le nostre risorse non sulle mode culturali e politiche ma sulla qualità dell'Arte e dello Spirito. Luciano Landi fu attento autore e lettore, quindi editore, in "un'epoca di mezzo", come Hrand Nazariantz e tanti altri, e ne pagò lo scotto, non piacendo troppo né ai presunti antichi né ai presunti moderni. Così solo oggi, in un'epoca in cui anche i "moderni" risultano "antichi", spesso noiosi e stantii, talvolta più pedanti e necessitanti d'essere storicizzati, di quanto non lo fossero i loro antecessori, Luciano Landi editore scomodo, e coraggioso, il cui mancato riconoscimento grida vendetta nel canone storico-letterario nazionale, deve essere riscoperto! Egli, operatore culturale, cercò di fare quanto altri, più quotati e noti di lui, fecero poco. Lavorò ad amalgamare scrittori e opere di quella che qualcuno definì "la Nuova Italia", post bellica, per differenziata da quella presuntamente "vecchia", crociana.
A TUTTI palesò rispetto, anche a chi non ne aveva avuto per gli avversari, e anche per questo ecumenismo ante litteram, e questa costruzione di giustizia e di pace culturale, davanti a Luciano Landi la critica letteraria deve togliersi il cappello e promuoverne massicciamente gli studi.
Auspico, dunque, che non alla memoria di Luciano Landi, ma alla sua attualità, anticipatrice e precorritrice dei tempi, siano dedicate istituzioni, piazze, strade, nel Valdarno e ovunque ci sia interesse alla cultura della collaborazione artistica e letteraria. Occorre, infatti, promuovere nuovamente la solidarietà spirituale di cui troppo spesso il "far cultura" dell'oggidì, si rende, colpevolmente, dimentico.
Scusandomi della, forse, eccessiva verbosità, frutto di un fin troppo appassionata sguardo sull'opera del Landi, porgo a tutti il mio personale saluto e quello del Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari, e un particolare affettuoso pensiero agli eredi di Luciano Landi e quanto come Helenia Piersigilli si dedicano al suo studio.

da Bari, 03/02/2017
                                             Carlo Coppola

martedì 7 febbraio 2017

Un volume per ricordare Luciano Landi editore scomodo e amico degliArmeni

di Carlo Coppola

Luciano Landi è stato un editore scomodo, fuori dai circuiti accademici ma con molti amici importanti e al centro di una cultura italiana spesso minoritaria, che per tante e complesse ragioni non ricevette tutta la luce che meritava. 


A farne riscoprire la complessa figura è la studiosa Helenia Piersigilli che abbiamo conosciuto personalmente due anni fa durante le peregrinazioni in Toscana, nel suo volume monografico dal titolo Luciano Landi un editore da riscoprire, pubblicato con il prezioso contributo editoriale dell'Accademia Valdarnese del Poggio.
Personalmente una delle ragioni per cui avevo scelto, due anni fa, la Toscana, quale regione di trasferta per l'insegnamento, era stata quella di poter meglio indagare le "strane" motivazioni che avevano portato il mio maestro Hrand Nazariantz a pubblicare il suo ultimo e poco noto volume Il ritorno dei Poeti proprio a Firenze.
Per caso mi contattò la dott.ssa Piersigilli cercando notizie sul nostro poeta, sembrava un incontro di destini di ricerca. Lei partiva dal Landi, io dal Nazariantz. Più ci confrontavamo, sui tanti argomenti ed aspetti delle due produzioni letterarie, più crescevano i dubbi, le controproposte, e si aprivano talvolta involontari fronti di indagine, come davanti un gioco di scatole cinesi. 
Così dopo un po' di silenzio qualche giorno fa, a sorpresa, mi giunge un pacco dalla Toscana - sono tornato a Bari ormai da sette mesi - lo apro e dalla copertina di un bel volume scorgo l'Ungaretti, strabico, che mi guarda seduto ad un Convivio, come a dirmi "Cosa ci fai ancora lì, vieni a manducar con noi!". Stanno seduti al banchetto del Premio Viareggio ma sembra stiano sull'aia al pranzo della domenica, con tanto di fiasco di vino a centro e figurette pasoliniane di contorno. Al lato della foto un ragazzo smilzo - o a me così pare - inforca un paio di occhiali, giacca e camicia bianca senza cravatta, a fianco una ragazza bruna, lo guarda ammirata. Il ragazzo non l'ho mai visto, e non avrei mai detto fosse l'editore Kursaal, uno di quelli operatori di Cultura a cui dobbiamo una straordinaria stagione della nostra storia letteraria recente. Ebbene no, è proprio lui Luciano Landi, me lo sarei immaginato un pezzo d'uomo tale da gareggiare in statura con il gigante Nazariantz. Lo guardo e mi sovviene un senso di gratitudine per lui, di quelli che si devono ai grandi, agli sfortunati ma monumentali, di cui ci fece esempio l'insuperato Poggio (Bracciolini), uno di quelli le cui gesta mi hanno  spinto e mi continuano a spronare alla ricerca d'ambito storico-letterario. 
Sfoglio il volume elegante e compìto, mi piace l'odore, il progetto grafico, la consistenza della carta e la dedica dell'autrice, tanto più preziosa perché posta in bigliettino racchiuso in bustina color cremisi, delicatissima, nelle prime pagine del volume - io stesso l'avrei più volgarmente spiattellata, spaparanzandola, lì sul colofone. 
Così sfoglio prima tutto il libro, poi leggo tutto d'un fiato. È la seconda sera delle mie nozze, mia moglie e il mio bambino dormono e io nello studio leggo e sfoglio. L'apparato critico è intelligente, snello, niente affatto lezioso, rigoroso ma non pedante. Sarebbe stato facile farne un esercizio accademico, con capriole e salti mortali e prose involute, ma tutto procede come un racconto che non annoia e, invece, appassiona. 
Poi giungo alla fotografia del mio Maestro e allora una lacrima di commozione.
Chiudo il volume e scrivo ad una figlia del prof. Tommaso Fiore - signora Teta, cara prozia di due miei amici - per segnalarle l'esistenza del testo e la pubblicazione dell'epistolario intercorso fra il padre e Luciano Landi. È ormai giorno e telefono alla dott.ssa Piersigilli per ringraziarla del dono indirizzato al Centro Studi Hrand Nazariantz e complimentarmi, commentando e confrontando le ultime novità delle comuni ricerche. 

venerdì 3 febbraio 2017

Festività di San Biagio Armeno 2017 in Casal di Principe



O Glorioso San Biagio, 
Vescovo e Nobile dell'antica città di Sebaste, 
Santo Martire d'Armenia, 
Veglia sui tuoi figli 
ovunque dispersi
che da un confine all'altro del globo terraqueo
invocano, supplichevoli, il Tuo nome.

Ti preghiamo per noi stessi e 
in modo speciale per la Chiesa d'Oriente 
e tutte le Chiese Cristiane Sorelle 
che soffrono persecuzioni materiali
e le ingiurie del relativismo culturale dei nostri tempi.

Proteggi il popolo che in Te confida,
e le schiere di ammalati che attendono 
di essere benedetti dalla tua taumaturgica mano.
Santo amato dal Signore,
alla Tua intercessione, 
di medico e di padre buono,
domandiamo anche Grazie Spirituali:

Fortifica la nostra Fede in Cristo,
Tu che hai mantenuto la fedeltà alla parola data a Lui
fino all'estremo sacrificio di Te stesso
confessando 
che Gesù Cristo 
è vero Dio e vero Uomo, 
e signoreggia su tutto l'Universo.

AMEN

(Intenzioni private di preghiera di Carlo Coppola)


programma del Triduo San Biagio 2017
in Casal di Principe (Caserta)

mercoledì 25 gennaio 2017

Elisabetta MOKHTARIANS exhibition "MY PRAYERS IN ARMENIAN"



cosa: Elisabetta  MOKHTARIANS exhibition "MY PRAYERS IN ARMENIAN"

organizzazione:

a cura di Mons. Nareg NAAMO
Rettore del Pontificio Collegio Armeno di Roma 
in collaborazione con Anna Usova, Maestra d'Arte, 
Presidente dell'Unione Cattolica Artisti Italiani - sezione Ladispoli.

dove: Pontificio Collegio Armeno di Roma (Salita di San Nicola da Tolentino 17 - 00187 ROMA)

quando: lunedì 13 febbraio - venerdì 17 febbraio 
dalle 09.00 - 13.00 / 14.00- 18.00
sabato 18 febbraio: 09.00 - 13.00 domenica 19 febbraio: 11.00 -13.00 Inaugurazione: 12 febbraio alle ore 12.20.


La Mostra "MY PRAYERS IN ARMENIAN" ("Le mie preghiere in Armeno") della giovane artista Elisabetta Mokhtarians è organizzata a cura della Chiesa Cattolica Armena di Roma di San Nicola da Tolentino e dal Pontificio Coleggio Armeno. 
Elisabetta Mokhtarians è nata a Roma il 5 dicembre 2006, da una famiglia origine armena. Fin da piccola ha mostrato una grande passione per la pittura. A sei anni ha iniziato a frequentare i corsi d'arte presso "Unione Cattolica Artisti Italiani – UCAI, con la Maestra Anna Usova. 
I quadri di Elisabetta hanno partecipato a varie mostre e concorsi e molti dei suoi lavori sono adesso in diversi paesi del mondo, come ad esempio il dipinto regalato al Centro della ricerca scientifica italiana in Antartide. Altre sue opere sono adesso a Los Angeles (USA), in Siberia, in Antartide ecc. Il 6 novembre 2014, al termine della Messa Solenne nella Chiesa di S. Marta in Vaticano, la piccola Elisabetta ha regalato il suo quadro “Amore” a Papa Francesco, che l'ha accolto con grande gioia. 
Elisabetta Mokhtarians
dona il suo dipinto al Santo Padre Francesco
Nel 2016 Elisabetta Mokhtarians ha poi vinto il primo premio per giovani studenti al Concorso Nazionale Italiano dedicato all’ anno di Giubileo straordinario della Misericordia, annunciato da Papa Francesco. La premiazione si è svolta 22 maggio 2016 presso la Sala Capitolare - del Senato della Repubblica - sita nel convento domenicano di Santa Maria sopra Minerva. 
I dipinti di Elisabetta riflettono il suo spirito armeno, e il grande amore per l'umanità. Sono opere che spingono a rivolgersi direttamente al Signore, a trovare Dio in noi stessi, nei nostri cuori, e a fermare le catastrofi e i disastri che portiamo sul nostro pianeta. 
I dipinti della serie "My prayers in armenian” possono essere definiti quadri – preghiere della giovane artista, fedele alla Chiesa Cattolica Armena. 
Elisabetta Mokhtarians coglie l'occasione per ringraziare tutti quelli che l'hanno aiutata, assistita, supportata in questi suoi primi passi nel mondo artistico, soprattutto il Parroco della Chiesa Armena Cattolica di San Nicola da Tolentino, il Rettore del Pontificio Collegio Armeno, - Mons. Nareg Naamo, il Vicerettore - P. Krikor Badichah, e la Maestra, PRESIDENTE dell'UNIONE Cattolica Artisti Italiani, sezione di Ladispoli - Anna Usova.




ՈՒՑԱՀԱՆԴԵՍ «ԻՄ ԱՂՈԹՔՆԵՐԸ ՀԱՅԵՐԵՆՈՎ»

Է Լ Ի Զ Ա Բ Ե Թ Մ Խ Ի Թ Ա Ր Յ Ա Ն


Ց2017 թ. Փետրվարի 12 – 19



Հայ փոքրիկ նկարչուհի, Էլիզաբեթ Մխիթարյանը ծնվել է Հռոմում, 2006 թվականի դեկտեմբերի 5-ին: Փոքր հասակից Էլիզաբեթը ցուցաբերել է իր սերը դեպի նկարչություն, 6 տարեկանից սկսել է հաճախել արվեստի դասընթացներ՝ կազմակերպված «Իտալացի Նկարիչների Կաթոլիկ Միավորման (Unione Cattolica Artisti Italiani - UCAI)» կողմից, ուսուցիչ Աննա Ուսովայի խմբում:
Մասնակցել է զանազան ցուցահանդեսների և մրցույթների:
Էլիզաբեթի զանազան նկարներ մեկնել են աշխարհի տարբեր կետեր, սկսած Անտարկտիկայի իտալական գիտահետազոտական կենտրոն և վերջացրած Ամերիկայի Միացյալ Նահանգների Լոս – Անջելես քաղաք: 2014 թվականի նոյեմբերի 6-ին փոքրիկ Էլիզաբեթը նվիրում է Հռոմի Պապ Ֆրանցիսկոսին իր «Սեր» գեղանկարը Վատիկանի Սուրբ Մարթայի եկեղեցում հանդիպման ժամանակ: 2016 թվականին Էլիզաբեթ Մխիթարյանը դարձել է Իտալիայի Ազգային Արվեստի մրցույթի առաջին մրցանակի դափնեկիր ուսանող նկարիչների մեջ։
 Իսկ շնորհումն իննամյա նկարչուհին ստացել է Իտալիայի Հանրապետության Սենատում կազմակերպված հանդիսավոր մրցանակաբաշխության ժամանակ սյուն թվականի մայիսի 22-ին։ Էլիզաբեթը շարունակում է ստեղծագործել և սիրով ձեր ուշադրության է ներկայացնում իր նկարները, որ արտացոլում են իր հայ հոգին:
 «Իմ աղոթքները հայերենով ("MY PRAYERS IN ARMENIAN") իր փոքր ցուցահանդեսը կազմակերպվել է Հռոմի Լևոնյան Վարժարանի կողմից, Մեծավոր՝ Գերապայծառ Հայր Նարեկի, Վարդապետ Նաամոյանի գլխավորությամբ, կտևի մեկ շաբաթ, փետրվարի 12-ից մինչև փետրվարի 19: 
Էլիզավեթը խորին շնորհակալություն է հայտնում բոլորին, որ իրեն, հայտնաբերել, աջակցել, օգնել և ոգևորել է իր արվեստի ճանապարհի հենց այս սկսբին:

lunedì 23 gennaio 2017

26 gennaio a Montecitorio una legge per la memoria dei Giusti

Giovedì 26 gennaio alle ore 14.30 presso la Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio si terrà l'atteso incontro dal titolo Dalla memoria della Shoah ai Giusti del nostro tempo. Una legge per ricordare il bene. 
Interverranno
Marina Sereni – Vice Presidente della Camera dei Deputati; 
Noemi Di Segni – Presidente UCEI - Unione Comunità Ebraiche Italiane; 
Victoria Bagdassarian – Ambasciatrice della Repubblica d’Armenia; 
Emanuele Fiano – Deputato, Capogruppo PD Commissione Affari Costituzionali; 
Gabriele Nissim – Presidente Gariwo, la foresta dei Giusti. 

Introduce Milena Santerini - Deputata Democrazia solidale - CD, Presidente Alleanza Parlamentare contro l’intolleranza e il razzismo del Consiglio d’Europa.

Modera 
Antonio Ferrari – Editorialista Corriere della Sera.

Seguiranno gli interventi di:

Emilio Barbarani - già Ambasciatore a Santiago del Cile; 
Stefano Levi Della Torre - Saggista; 
Giorgio Mortara - Vice Presidente UCEI; 
Françoise Kankindi – Presidente Bene Rwanda.


Per partecipare è necessario accreditarsi scrivendo a teresa.marotta@camera.it

Obbligo di giacca per gli uomini

sabato 21 gennaio 2017

La Memoria Condivisa a Venezia

Locandina dell'Evento "La Memoria Condivisa" a Venezia 

Domenica 22 gennaio 2017 alle ore 16.30 presso il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, la scrittrice Antonia Arslan e Gabriele Nissim (presidente di Gariwo - Foresta dei Giusti) parleranno di Memoria Condivisa
Interventi musicali di Claudio Fanton (duduk armeno) e Rouben Vitali (clarinetto klezmer).

Modereranno l'incontro: Paolo Navarro Dina e Nadia Pasqual 

L'evento gode del Patrocinio della Comunità Ebraica di Venezia, dell'Unione Armeni d'Italia e del Centro Studi di Documentazione della Cultura Armena.
Ingresso libero, non serve prenotazione.


La direzione intrapresa da molte istituzioni, da diversi anni a questa parte, è quella di Condividere la Memoria dei fatti Genocidiari del Novecento. 
I due principali Genocidi, quello Armeno e quello Ebraico costituiscono due parti della medesima tragica pagina del Male, in cui Imperi in crisi decidono di costruire l'Unità e la solidità dello Stato, o di ciò che ne resta, attraverso l'annientamento della Principali Minoranze etnico-religiose a cui si imputa il possesso indebito delle risorse statali. 
Così come le cause del Genocidio Armeno vanno cercate nella storia di fine Ottocento dell'Impero Ottomano, egualmente il Genocidio Ebraico si costruisce sulla base della negazione dell' "empatia". L'altro, il diverso è, guarda caso, esponente di una corporazione politico-economico-finanziaria che sottrae energie allo Stato, hegelianamente inteso, come un soggetto vivente. Lo Stato, morente, scalcia e spara i suoi ultimi colpi, quelli più micidiali, perché colpi di ferocia e rabbia, e cerca di espellere da sé quelle parti che esso ritiene colpevoli della crisi ed istiga all'odio, al disconoscimento dell'umanità presente nell'altro. 
Questo ha permesso anche di fare opportuni distinguo, come accadeva per Karl Lüger, sindaco antisemita della Vienna fin de siècle, autore dell'affermazione "Chi è Ebreo lo decido io!"
Allo stesso modo anche le autorità della Sublime Porta, fomentavano il medesimo odio viscerale. Entrambe le potenze facevano appello ad una subdola panflettistica anti-armena da una parte e anti-ebraica dall'altra, che dipingeva la minoranza in oggetto come arrogante, contraria alle "leggi sacre" dello Stato sovrano e nemica di tutto ciò che esso rappresentava storicamente. 
Si faceva, dunque, leva sulla "volontà di sedizione" come caratteristica principale dell'altro, che si opponeva alla "volontà di potenza" e di ordine dello Stato paternalista medesimo. 
Il disordine, che si cercava di dimostrare essere tale in quanto morale oltre che materiale, andava punito con l'annientamento e lo sterminio. Lo Stato era dunque inteso come un sistema che doveva, per logica sistemica, riportare ordine. A tutto questo, dunque, fa appello il progetto di ricerca della Memoria Condivisa che da anni si attua in molte realtà e città italiane e che vede un punto di arrivo molto alto nell'evento veneziano del 22 gennaio 2017.

giovedì 19 gennaio 2017

*Hrant Dink 2017 non dimentichiamo



L'inquietudine della Colomba. Un uomo Turco e profondamente Armeno. Un uomo scomodo come tutti gli uomini di dialogo. Hrant non costruiva una pace vuota di chiacchiere, una pace chiacchierata. Era un uomo di comunicazione. Un giornalista. Un orfano. Hrant Dink è stato ucciso da un clima di odio e di sospetto sul quale il governo dei satrapi sta costruendo una nuova Turchia non più laica, una Turchia neo ottomana e violentissima in cui la società civile è spinta dalle autorità all'odio contro le due principali minoranze storiche: quella Curda e quella Armena verso la quale viene fomentata l'assenza di empatia. Non si riconosce più nell'altro un essere umano ma un oggetto che si può eliminare e che si deve annientare ed espellere per la protezione di una presunta protezione  dello stato. Uno Stato assoluto ed neo-hegeliano che i cui interessi sono superiori a quelli degli esseri umani. Ma se queste fandonie potevano reggere ai primi del Novecento producendo Fascismo, Nazismo, Comunismo e tutti gli estremismi statuali del caso, oggi alla base vi sono solo i giochi della alta finanza non più occulta e della quale si conosco nome e cognomi, indirizzi e paternità. Alcuni di questi la stampa internazionale ci dice che sono scritti nell'inchiesta Panamapapers, i personaggi che vi trovano posto non hanno alcun senso dello Stato, non hanno nessuna Patria se non le loro società irraggiungibili dai controlli fiscali. Per le loro neo-patrie, costoro possono uccidere o scatenare guerre, scrivere libri o condurre e ideare programmi televisivi o film. Questa è gente ignobile che usa e fomenta l'odio degli altri. Per questa gente persone come Hrant Dink (Հրանդ Տինք) nato a Malatya il 15 settembre 1954 e assassinato a Istanbul il 19 gennaio 2007, rappresentano un altissimo grado di pericolosità non sociale, ché non credono nella società, ma personale, perché intralciano i loro affari. È solo questione di affari!