martedì 30 maggio 2017

Una mummia di 325000 anni scoperta in Armenia

la mummia di Nor Geghi

Una scoperta sensazionale è stata fatta nel villaggio di Nor Geghi, nella provincia di Kotayk', in Armenia. In questo villaggio si trova nella valle del fiume Hrazdan e secondo i risultati sarebbe stata scoperta una mummia di 325000 anni e accanto ad essa e altri manufatti (Età della Pietra). La scoperta, fatta da ricercatori dell' University of Connecticut in collaborazione con ricercatori armeni, attesterebbe la prova che gli esseri umani, per come li conosciamo oggi, non avrebbero utilizzato la via dall'Armenia nel loro viaggio dall'Africa per diffondere in tutto il mondo. Essi, infatti, partiti dall'Eurasia si sarebbero diffusi su tutto il globo.
Questa scoperta dimostrerebbe, inoltre, la prova dell'alto livello tecnologico posseduto dagli uomini in Armenia. Tali tecnologie permettevano agli antichi abitanti dell'Armenia di muoversi fuori della loro area locale, in questo caso, spostandosi quindi dalla loro area geografica di provenienza al resto del mondo. 
I manufatti sono stati scoperti sotto ampi strati di cenere e lava vulcanica ad una profondità non raggiunta prima. I manufatti vengono inviati nei laboratori di analisi per ulteriori studi e si attendono presto i risultati. 

domenica 28 maggio 2017

Il nostro 28 maggio 2017

28 Maggio 1918 - Festa della Prima Repubblica di Armenia

Oggi giorno solenne per il popolo armeno. Si festeggia la fondazione della Prima Repubblica di Armenia nel 1918 al termine della Prima Guerra Mondiale dopo la vittoriosa battaglia di Sardarapat comandata da un manipolo di valorosi volontari armeni con a capo Tovmas NazarbekyanMovses Silikyan, Drastamat KanayanGaregin NjdehKrikor Amirian, Christophor Araratov, Daniel Pirumyan

Schema generale della battaglia di Avarayr del 451

Secondo l'antico calendario armeno il 27 maggio si ricorda il sacrifico di San Vartan Mamikonian e compagni nel 451 nell'impari battaglia di Avarayr contro l'esercito persiano. Il santo guerriero si batté con tutte le forze e con il sacrificio della vita propria e di quella dei suoi compagni riconsegnò la libertà di culto al popolo armeno.

i partecipanti all'incontro ecumenico "Chi si ricorda del Genocidio Armeno?"

L'evento più importante per gli Armeni di Puglia di questo fine settimana è stato di ritrovare fratelli armeni non conosciuti ma comunque ritrovati, perché gli Armeni di tutto il mondo, quando si rincontrano si abbracciano anche se non si conosco e sono comunque fratelli perché figli della stessa Grande Madre, Hayastan! Siamo la prova vivente che i Genocidi non riescono bene. Dalle epoche più antiche tutti i nemici hanno cercato di annientare il popolo armeno, ma esso è sempre risorto dalle sue ceneri, dimostrando una reattività straordinaria nei confronti delle vicende storiche. 



L'incontro sul #genocidioarmeno dal titolo "Chi si ricorda del Genocidio Armeno" è stata l'occasione propizia per questo incontro organizzato dal Centro Ecumenico Oikos, nella squisita persona di Rossella Schirone, presso la Chiesa San Biagio di Galatina. Vi hanno partecipato don Pietro Mele, direttore dell'ufficio Ecumenico dell'Arcidiocesi di Otranto, papas Yannis Giannoccolo, parroco della Chiesa Greco-Ortodossa di San Nicola di Brindisi. Hanno preso la parola Rupen Timurian, decano della comunità armena di Bari, Kegham J Boloyan del Centro Studi e Ricerche di OrientalisticaCarlo Coppola e Cosma Cafueri del Centro Studi Hrand Nazariantz
Abbiamo quindi conosciuto  con molto piacere la famiglia di Lilit e Edgar Harutyunyan con i loro figli, grazie per la loro partecipazione.

lunedì 22 maggio 2017

Decima edizione del Premio Hrant Dink a Marta Ottaviani

Locandina della 10° edizione del Premio Hrand Dink

Giovedì 25 maggio alle 17.30 negli spazi della Biblioteca Vallicelliana (via della Chiesa Nuova, 18 - Roma), alla presenza dell'Ambasciatrice della  Repubblica di Armenia in Italia S.E. dott. avv. Victoria Bagdassarian, verrà assegnato il “Riconoscimento giornalistico Hrant Dink” alla giornalista Marta Federica  Ottaviani.

Giunto alla sua decima edizione, il riconoscimento è stato istituito dal Consiglio per la Comunità armena del Lazio e vuole essere un "doveroso omaggio ad un uomo che si è battuto per la tolleranza, per il dialogo e perla riconciliazione" e "un momento di riflessione sul tema della libertà di informazione nel mondo."
Nel corso della cerimonia ci sarà una menzione speciale al giornalista ed editore Raffaele Aufiero per il contributo dato alla divulgazione del pensiero di Hrand Dink.
Quanti gradissero intervenire possono confermare la propria partecipazione al seguente indirizzo: email@comunitaarmena.it

giovedì 18 maggio 2017

La Comunità Armena di Bari incontra la 3° D della "Virgilio Marone" di Francavilla Fontana (BR)



Domenica 21 maggio a partire dalle ore 10.00 presso il villaggio Nor Arax, via Amendola 154, a Bari e successivamente alle ore 12.00 presso la Stele Armena posta sul piazzale Cristoforo Colombo del Lungomare (nei pressi dell’Autorità Portuale) la Comunità Armena di Bari in collaborazione con le Associazioni Armenistiche Centro Studi Hrand Nazariantz e Centro Studi e Ricerche di Orientalistica
incontrerà la Classe 3° D della Scuola Secondaria di Primo Grado “Virgilio Marone” di Francavilla Fontana (BR).
Gli alunni saranno accompagnati dalla docente Daniela Di Nunzio e da una rappresentanza dei genitori.
Si sottolinea l’importanza dell’evento quale prima occasione assoluta in cui una scolaresca visiterà il villaggio Armeno e le testimonianze armene della città di Bari.

Polizia di Whastington D.C. condanna le aggressioni turche

Conferenza Stampa di Peter Newsham,
Capo della Polizia di 
Washington D.C.

Con una Conferenza Stampa (visibile al seguente indirizzo https://www.pscp.tv/DCPoliceDept/1zqJVApaRLAGB) il capo della polizia di Washington D.C., Peter Newsham, tenuta insieme al sindaco della città Muriel Bowser, ha voluto condannare apertamente le forze di sicurezza della Turchia che attaccano i manifestanti ieri davanti alla residenza dell'ambasciatore turco. 
Durante la conferenza stampa sono state diffuse ulteriori immagini che riguardano l'aggressione deliberata ai manifestanti il cui carattere puramente pacifico è stato più volte sottolineato. Il capo della polizia metropolitano Peter Newsham ha definito gli attacchi di martedì contro i manifestanti presso la residenza dell'ambasciatore turco a Washington come "brutali" e ha specificato: "Ieri pomeriggio abbiamo assistito a quello che sembrava un brutale attacco ai manifestanti pacifici presso la residenza dell'ambasciatore turco nel blocco del XVI sec. Di St. NW". "Questo è qualcosa che non tolleriemo qui a Washington, D.C. Questa è una città in cui le persone dovrebbero poter venire a protestare pacificamente". 
Newsham ha riconosciuto che potrebbe esserci un "problema di immunità diplomatica" prima di promuovere azioni disciplinari verso coloro che si sono resi responsabili dell'incidente di martedì. 
NBC News aveva riportato in precedenza mercoledì che gli uomini che hanno attaccato i manifestanti sono guardie del corpo del presidente turco Recep Tayyip Erdogan. "Stiamo facendo tutto ciò che è all'interno dei nostri poteri giuridici per tenere le persone responsabili delle loro azioni", ha aggiunto Newsham. 
Il capo della polizia ha confermato che 11 persone e un agente di polizia sono rimaste ferite durante la colluttazione di martedì, a questi scontri sono seguiti 9 ricoveri in ospedali locali. 
Ha aggiunto che le autorità hanno arrestato un uomo di New York e lo hanno accusato di aggressione aggressiva, mentre un uomo di Fairfax, Va., è stato arrestato e accusato di aver aggredito un ufficiale di polizia. 
Una portavoce del Dipartimento di Stato aveva, mercoledì, criticato l'incidente, sostenendo che "la violenza non è mai una risposta adeguata alla libertà di parola". "Stiamo comunicando il nostro disappunto al governo turco nei termini più decisi", ha dichiarato Heather Nauert in una nota. Secondo l'Associated Press, l'agenzia di stampa turca Anadolu martedì aveva riferito che le guardie del corpo di Erdogan ed altri cittadini turchi si erano visti costretti "per disperdere" i manifestanti perché "la polizia locale non aveva ottemperato alle richieste di intervento turche di intervenire". "Quello che abbiamo visto ieri - un attacco violento contro una dimostrazione pacifica - è un affronto ai valori del Distretto dalla Columbia e ai nostri diritti come americani", ha dichiarato D.C. il sindaco Muriel Bower. 
Ha garantito, inoltre, che la Polizia Metropolitana di Washington D.C. del "continuerà a investigare sull'incidente e lavorerà con i partner federali per assicurare alla giustizia i responsabili".

mercoledì 17 maggio 2017

USA: Manifestanti Armeni picchiati fuori dall'Ambasciata Turca



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Ancora una violazione dei protocolli diplomatici dalle ambasciate turche, se nelle scorse settimane avevano inviato la famosa letterina prestampata in un inglese assai complesso a comuni, province e istituzioni italiane che hanno pubblicamente riconosciuto il Genocidio Armeno da parte dell'Impero Ottomano, nelle scorse ore qualcosa di più fisico è stato compiuto da parte della sicurezza del Presidente Erdogan in visita negli USA.
Pur non avendo alcuna giurisdizione al di fuori della propria ambasciata, i supporters del presidente turco si sono lanciati all'inseguimento di manifestanti in territorio statunitense. 
Tale atteggiamento è solo l'ennesima deroga che la comunità internazionale concede al Presidente/Dittatore della Turchia, uno stato sovrano tra i paesi più belli al mondo e che la comunità internazionale sta, colpevolmente, lasciando alla mercé di un ex venditore ambulante senza scrupoli.



La pubblica dimostrazione al di fuori dell'ambasciata turca nel quartiere a Nord Ovest di Washington ha portato a nove persone ferite e due arrestati.
L'allarme è venuto quando il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si è incontrato con il presidente Donald Trump alla Casa Bianca.
L'Associated Press ha detto che gli scontri sono avvenuti tra i sostenitori di Erdogan e alcuni i manifestanti armeni e greci, (tra le minoranze colpite dal Genocidio del 1915), a cui si aggiungono anche curdi e yazidi, attuali nemici del regime di Erdogan.
Il Dipartimento di Polizia Metropolitano ha dichiarato che i due gruppi si sono effettivamente scontrati ma che tali scontri non avrebbero avuto ulteriore prosieguo.
Erdogan si trova ospite presso la Blair House, situato vicino alla Casa Bianca, residenza dei capi di stato in visita ai Presedente statunitensi che viene solo per i Capi di Stato considerati particolarmente importanti.
Il Dipartimento di Stato americano ha rifiutato di commentare la vicenda e lo stesso è accaduto per i funzionari dell'Ambasciata turca. 
Nel frattempo per alcune ore questa mattina sono stati irraggiungibili i siti e gli account di molte associazioni che hanno osato pubblicare la vicenda e riproporre le immagini sui loro siti. #graziepresidenteerdogan !