mercoledì 28 giugno 2017

Un muro turco ai confini con Iran e Armenia

antico ponte sul fiume Akhurian nella città di Anì, attuale confine turco-Armeno

Ennesima vergogna, ora fanno passare gli Armeni anche per terroristi, mentre loro si fanno i colpi di stati da soli e incarcerano tutti i giornalisti che esprimono critiche al regime di Erdogan. Mentre questo avviene, sotto gli occhi di tutto il mondo che tace ancora una volta in posizione antirussa come nel 1915, la Turchia sta installando un sistema di "sicurezza integrato" lungo le frontiere con Iran e Armenia. Il sistema è costituito da muri prefabbricati, torri di guardia, recinzioni metalliche e unità di illuminazione notturna, una cortina in grande stile insomma di quelle che il mondo aveva dimenticato alcuni decenni fa. L'Europa vigliacca approva, l'America palude silente.
La notizia è stata divulgata dall'agenzia di stampa “Anf” secondo la quale il deputato turco Mahmut Tanal ne avrebbe fatto oggetto di una interrogazione parlamentare al suo ministro della Difesa Fikri Isik. Il Ministro ha confermato che, una volta terminate le opere per mettere in sicurezza l’area, avranno inizio i lavori di costruzione di un’infrastruttura di difesa.
La Turchia ha peraltro quasi terminato il muro lungo 700 chilometri al confine con la Siria. Su questa struttura, Isik, sempre in parlamento, aveva affermato che insieme al muro sarà installato "un sistema di sicurezza integrato", dotato di visori, sensori e telecamere.

martedì 6 giugno 2017

Domani 07 giugno 2017 Lectio Magistralis del Ministro Nalbandian


Apprendiamo dall'Ambasciata della Repubblica di Armenia in Italia che prenderà il via domani la visita in Italia di una delegazione del Ministero degli Esteri della Repubblica di Armenia che parteciperà alla prima riunione della commissione intergovernativa Armenia-Italia. 
La missione, guidata dal ministro degli Esteri Edward Nalbandian, durerà sino all’8 giugno e prevede l’organizzazione di un business forum. Nalbandian, inoltre, si recherà presso la sede della Società per l’organizzazione internazionale (Sioi) dove, accolto dal presidente Franco Frattini, già Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Italiana, terrà una lectio magistralis sul tema “La politica estera dell’Armenia”. 
Faranno parte della delegazione, inoltre, il viceministro degli Esteri dott. Karen Nazaryan, diplomatico di lungo corso, già Ambasciatore della Repubblica di Armenia in Iran il viceministro della Cultura, signora architetto Arev Samuelyan, il viceministro dei Trasporti Aram Khachatryan e altri rappresentanti governativi.

sabato 3 giugno 2017

La Turchia sparge fake news contro il Genocidio Armeno

esecuzioni capitali di Armeni durante il Genocidio del 1915






















Il 24 aprile 2016, un aereo acrobatico ha rilasciato alcuni con fumogeni niente affatto criptici nel cielo di Manhattan, al centro New York City. 
L'aereo ha creato le scritte “GR8 ALLY:TURKEY”, “STOP: PYD:PKK:ASALA: DAESH”, “RUSSIA+ARMENIA”, e ancora “# LET HISTORY DECIDE”, e inoltre “101 YEARS OF GENO-LIE” e infine come se ancora non bastasse viene creato un sito web FACTCHECK ARMENIA.COM, di cui abbiamo verificato di persona l'esistenza talmente odioso che andrebbe bloccato dalle autorità di controllo del web. Si è, quindi, trattato di ridicolizzare attraverso il volantinaggio 100 anni di storia e ricerche per promuovere il negazionismo dello sterminio di un milione e mezzo di armeni da parte dell’impero ottomano tra il 1915 e il 1916. Il sito in questione è stato pubblicizzato anche sui risultati di Google per le query di ricerca sul Genocidio Armeno. 
Si tratta dell'ennesima mossa della potente lobby del negazionismo turco, che non viene più animata - o forse non lo è mai stata - da quattro gatti randagi o corvi spennacchiati ma da denari che circolano vorticosamente rimpolpando le casse dei partiti politici di mezzo mondo. Oggi sappiamo che tali partiti politici ricevono soldi non hanno un unico colore, ma di questa rete fanno parte tanto partiti conservatori che progressisti con eccezioni fatta per qualche partito populista che non rientra nelle dinamiche classiche della corruzione avendo strutture spesso anarchiche e difficili da cogliere per chi come l'attuale governance turca punta a banalizzare la politica altrui nel tentativo di attraverso la forza della corruzione o di strutture autoritarie.
La battaglia ideologica si trasferisce sempre più sul web nel tentativo di sfruttare le armi del complottiamo, della menzogna, insomma della propaganda 2.0.