sabato 25 gennaio 2014

Hrand Nazariantz 1962-2014



Quando i grandi uomini ci lasciano, per lo più tardi, ne iniziamo a sentire la mancanza, il desiderio, profondo come un disagio, necessitante come una preghiera detta da un bambino inconsapevole al suo Creatore.
Qualunque sia il pensiero sull'arte e sulle sue declinazioni, oggi pare indubbio che uomini come Hrand Nazariatz possano toccare il suolo terrestre con estrema rarità. Poeta, letterato e giornalista, esule e profugo, animatore culturale e promotore della venuta in Italia di almeno 500 uomini, donne e bambini di etnia, lingua, religione e cultura armena tra il 1913 e il 1930, Nazariantz ebbe la capacità di attirare su di sè ampi consensensi e atroci dissenzi. Amato, odiato, osannato e vilipeso per i suoi ideali Cristiani e Laici di Pace, Amore, Fraternità e Giustizia per tutta l'Umanità, Nazariantz non è solo l'esempio più fulgido della possibilità di sopravvivere ad un Genocidio quello del popolo Armeno, ma anche possibilità di adattamento abilite e discreto alle necessità del dopo.
Tra coloro che lo conobbero c'è chi lo ricorda come un uomo alto e magro sempre fumante, o con i vestiti impregnati del fumo di sigaretta, i capelli lunghi poco consoni ad un uomo italiano all'epoca, come un vecchio che dispensava insegnamenti ai bambini, e ai giovani che sul finire della sua esistenza lo vollero come maestro, amico e sodale. Altri ne ricordano la voce calda e sensuale, appassionante quando lavorava per Radio Bari, con un leggero accento che dava sul francese. Non era un uomo bello, forse, ma affascinante senza dubbio.
Seiran e Maddlena Sarkisyan sulla Tomba di Hrand Nazariantz
Nacque da ricca famiglia a Costantinopoli in un anno imprecisato tra il 1877 e il 1886. La vulgata contemporanea propende per il 1886, sulla base di alcune dichiarazioni dello stesso Nazariantz che più volte pubblicamente e privatamente alterava la fatidica data, ma è più probabile che fra le tante date quella del 1880 sia la più attendibile per una serie di informazioni incrociate, rivelate sopratutto negli ultimi anni dal confronto di fonti e studi specifici in lingua armena e in lingua italiana. 
Dopo una vita attiva ed operosa morì vecchio, povero e molto malandato nel policlinico di Bari, assistito dalla seconda moglie Maria Lucarelli e dal prof. Arthur Timurian, allora giovane medico.
Vogliamo ricordarlo come sempre con semplicità. Ieri due Armeni e un Italiano si sono recati in preghiera sulla sua tomba al Cimitero di Bari. Oggi e nel prossimi giorni altri accorreranno per augurare alla Sua Anima immortale l'Eterno Riposo e porgere un fiore.
Di qualunque confessione religiosa siate, e anche se non vi è dato il Dono di nessuna Fede, chiediamo a chi legge un pensiero di Pace, Amore e Fratellanza per Hrand Nazariantz, che per lui sia leggera la terra e che continui ad esserlo per tutta l'Eternità.
AMEN


domenica 19 gennaio 2014

Hrant Dink (2007 - 2014) noi non dimentichiamo!!!




Sono trascorsi ormai sette lunghi anni ma quello che è accaduto al direttore della rivista Aghos, sembra successo ieri. Sono trascorsi ben 7 anni. Qualcuno se ne ricorda appena!
"Posso vedere me stesso nell’inquietudine psicologica di una colomba, ma so che in questo paese gli uomini non toccano le colombe. Le colombe conducono la loro vita fin nel cuore della città, tra le folle umane."
Hrant Dink


Hrant Dink credeva nella possibilità, anzi nel dovere, di convivere: armeni e turchi, cristiani e musulmani. Non per questo rinunciava a scrivere del genocidio degli armeni, ed era stato infatti condannato a sei mesi di carcere per «insulto all’identità turca». I suoi articoli, che possiamo leggere qui raccolti, vivono di questa duplice sostanza: il timore della colomba e la fiducia nella possibilità di condividere emozioni, desideri, pensieri: in una parola l’umanità.
 
dal sito http://www.guerini.it/index.php/l-inquietudine-della-colomba.html

domenica 12 gennaio 2014

Bari 11 gennaio 2014 Armeni, Amore, Pace

il Centro Studi Hrand Nazariantz - հետազոտական կենտրոն Հրանտ  intende ringraziare tutti gli intervenuti alla giornata di Pace e Amicizia dell'11 gennaio 2014.
Cosma Cafueri, Rosalia Chiarappa e Carlo Coppola, in particolare ringraziano l'Amico Rupen Timurian per l'affetto mostrato e per il sostegno e il supporto dato alle loro iniziative. 

Ringraziano, inoltre, S.E. l'Ambasciatore della Repubblica di Armenia in Italia dott. Sargis Ghazaryan, per la stima mostrata nei confronti dell'operato del Centro Studi Hrand Nazariantz, si stringono intorno all'Amico Kegham Boloyan nella preghiera per la pace nella martoriata e bella terra di Siria, in cui molti Armeni furono accolti alla fine del Genocidio del 1915.

sabato 11 gennaio 2014

Ultimi preparativi per la Giornata di Pace e Amore con i fratelli Armeni

Tutti pronti per questa giornata di riflessione e di pace assieme ai nostri fratelli e alle nostre sorelle Armeni per un evento che resterà storico: https://www.facebook.com/events/723646380986884


Dolci Armeni di Marine Gasparyan
Oggi non vogliamo prime donne e primi uomini di cui non sentiamo bisogno, Oggi la storia si compirà nel nome del maestro Hrand Nazariantz, per cui gli Armeni arrivarono a Bari.
Oggi non abbiamo bisogno di estremisti. Gli Anticattolici (che ci sono) e gli Anti-Apostolici (se ce ne fossero) restino alle loro case e rispettino la gioia degli altri almeno una volta, dato che non sanno farlo per il resto della loro vita.
Preghiamo per la vera unità dei Cristiani, per la Giustizia e la Pace nel Mondo, ideali di Hrand Nazariantz e di tutti gli uomini e le donne di buona volontà!

L'etica del Popolo Armeno è di PACE e AMORE, NON COMPRENDE né gelosia, né invidia, né cattiveria, né menzogna, né furto delle idee altrui e delle opere altrui, non prevede il tradimento degli amici.
Mettiamo in pratica le parole di Surp Vartan Mamigonian: "Chi credeva che il Cristianesimo fosse per noi un abito, ora saprà che non potrà togliercelo, come il colore della nostra pelle". Sentiamo davvero il Cristianesimo che è in noi e portiamo testimonianza della nostra Fede vera! L'ipocrisia lasciamola agli altri!


Buona Giornata a tutti!

mercoledì 8 gennaio 2014

sabato 11 gennaio 2014 - primo Anniversario dell'Inaugurazione del Khatchkar a Bari



Il Prossimo 11 gennaio 2014, ricorrerà il 1° anniversario della apposizione della stele realizzata dallo scultore arch. Ashot Grigoryan ubicata presso l'Autorità Portuale di Bari che suggella il legame di amicizia della comunità armena con il popolo barese: 

 La Comunità Armena e l'Amministrazione Comunale intendono ricordare l'evento con una breve cerimonia che sarà così articolata:

 - Ore 11.00: momento di raccoglimento presso la stele ubicata sul lungomare Vittorio Veneto; 

- Ore 12.00: premiazione dei volumi "Hrand Nazariantz: Fedele d'Amore" e "Il richiamo del Sangue" presso la sala Consialiare "E. Dalfino" - Palazzo Municipale - C.so Vittorio Emanuele II, n.84

(seguirà rinfresco)