mercoledì 25 gennaio 2017

Elisabetta MOKHTARIANS exhibition "MY PRAYERS IN ARMENIAN"



cosa: Elisabetta  MOKHTARIANS exhibition "MY PRAYERS IN ARMENIAN"

organizzazione:

a cura di Mons. Nareg NAAMO
Rettore del Pontificio Collegio Armeno di Roma 
in collaborazione con Anna Usova, Maestra d'Arte, 
Presidente dell'Unione Cattolica Artisti Italiani - sezione Ladispoli.

dove: Pontificio Collegio Armeno di Roma (Salita di San Nicola da Tolentino 17 - 00187 ROMA)

quando: lunedì 13 febbraio - venerdì 17 febbraio 
dalle 09.00 - 13.00 / 14.00- 18.00
sabato 18 febbraio: 09.00 - 13.00 domenica 19 febbraio: 11.00 -13.00 Inaugurazione: 12 febbraio alle ore 12.20.


La Mostra "MY PRAYERS IN ARMENIAN" ("Le mie preghiere in Armeno") della giovane artista Elisabetta Mokhtarians è organizzata a cura della Chiesa Cattolica Armena di Roma di San Nicola da Tolentino e dal Pontificio Coleggio Armeno. 
Elisabetta Mokhtarians è nata a Roma il 5 dicembre 2006, da una famiglia origine armena. Fin da piccola ha mostrato una grande passione per la pittura. A sei anni ha iniziato a frequentare i corsi d'arte presso "Unione Cattolica Artisti Italiani – UCAI, con la Maestra Anna Usova. 
I quadri di Elisabetta hanno partecipato a varie mostre e concorsi e molti dei suoi lavori sono adesso in diversi paesi del mondo, come ad esempio il dipinto regalato al Centro della ricerca scientifica italiana in Antartide. Altre sue opere sono adesso a Los Angeles (USA), in Siberia, in Antartide ecc. Il 6 novembre 2014, al termine della Messa Solenne nella Chiesa di S. Marta in Vaticano, la piccola Elisabetta ha regalato il suo quadro “Amore” a Papa Francesco, che l'ha accolto con grande gioia. 
Elisabetta Mokhtarians
dona il suo dipinto al Santo Padre Francesco
Nel 2016 Elisabetta Mokhtarians ha poi vinto il primo premio per giovani studenti al Concorso Nazionale Italiano dedicato all’ anno di Giubileo straordinario della Misericordia, annunciato da Papa Francesco. La premiazione si è svolta 22 maggio 2016 presso la Sala Capitolare - del Senato della Repubblica - sita nel convento domenicano di Santa Maria sopra Minerva. 
I dipinti di Elisabetta riflettono il suo spirito armeno, e il grande amore per l'umanità. Sono opere che spingono a rivolgersi direttamente al Signore, a trovare Dio in noi stessi, nei nostri cuori, e a fermare le catastrofi e i disastri che portiamo sul nostro pianeta. 
I dipinti della serie "My prayers in armenian” possono essere definiti quadri – preghiere della giovane artista, fedele alla Chiesa Cattolica Armena. 
Elisabetta Mokhtarians coglie l'occasione per ringraziare tutti quelli che l'hanno aiutata, assistita, supportata in questi suoi primi passi nel mondo artistico, soprattutto il Parroco della Chiesa Armena Cattolica di San Nicola da Tolentino, il Rettore del Pontificio Collegio Armeno, - Mons. Nareg Naamo, il Vicerettore - P. Krikor Badichah, e la Maestra, PRESIDENTE dell'UNIONE Cattolica Artisti Italiani, sezione di Ladispoli - Anna Usova.




ՈՒՑԱՀԱՆԴԵՍ «ԻՄ ԱՂՈԹՔՆԵՐԸ ՀԱՅԵՐԵՆՈՎ»

Է Լ Ի Զ Ա Բ Ե Թ Մ Խ Ի Թ Ա Ր Յ Ա Ն


Ց2017 թ. Փետրվարի 12 – 19



Հայ փոքրիկ նկարչուհի, Էլիզաբեթ Մխիթարյանը ծնվել է Հռոմում, 2006 թվականի դեկտեմբերի 5-ին: Փոքր հասակից Էլիզաբեթը ցուցաբերել է իր սերը դեպի նկարչություն, 6 տարեկանից սկսել է հաճախել արվեստի դասընթացներ՝ կազմակերպված «Իտալացի Նկարիչների Կաթոլիկ Միավորման (Unione Cattolica Artisti Italiani - UCAI)» կողմից, ուսուցիչ Աննա Ուսովայի խմբում:
Մասնակցել է զանազան ցուցահանդեսների և մրցույթների:
Էլիզաբեթի զանազան նկարներ մեկնել են աշխարհի տարբեր կետեր, սկսած Անտարկտիկայի իտալական գիտահետազոտական կենտրոն և վերջացրած Ամերիկայի Միացյալ Նահանգների Լոս – Անջելես քաղաք: 2014 թվականի նոյեմբերի 6-ին փոքրիկ Էլիզաբեթը նվիրում է Հռոմի Պապ Ֆրանցիսկոսին իր «Սեր» գեղանկարը Վատիկանի Սուրբ Մարթայի եկեղեցում հանդիպման ժամանակ: 2016 թվականին Էլիզաբեթ Մխիթարյանը դարձել է Իտալիայի Ազգային Արվեստի մրցույթի առաջին մրցանակի դափնեկիր ուսանող նկարիչների մեջ։
 Իսկ շնորհումն իննամյա նկարչուհին ստացել է Իտալիայի Հանրապետության Սենատում կազմակերպված հանդիսավոր մրցանակաբաշխության ժամանակ սյուն թվականի մայիսի 22-ին։ Էլիզաբեթը շարունակում է ստեղծագործել և սիրով ձեր ուշադրության է ներկայացնում իր նկարները, որ արտացոլում են իր հայ հոգին:
 «Իմ աղոթքները հայերենով ("MY PRAYERS IN ARMENIAN") իր փոքր ցուցահանդեսը կազմակերպվել է Հռոմի Լևոնյան Վարժարանի կողմից, Մեծավոր՝ Գերապայծառ Հայր Նարեկի, Վարդապետ Նաամոյանի գլխավորությամբ, կտևի մեկ շաբաթ, փետրվարի 12-ից մինչև փետրվարի 19: 
Էլիզավեթը խորին շնորհակալություն է հայտնում բոլորին, որ իրեն, հայտնաբերել, աջակցել, օգնել և ոգևորել է իր արվեստի ճանապարհի հենց այս սկսբին:

lunedì 23 gennaio 2017

26 gennaio a Montecitorio una legge per la memoria dei Giusti

Giovedì 26 gennaio alle ore 14.30 presso la Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio si terrà l'atteso incontro dal titolo Dalla memoria della Shoah ai Giusti del nostro tempo. Una legge per ricordare il bene. 
Interverranno
Marina Sereni – Vice Presidente della Camera dei Deputati; 
Noemi Di Segni – Presidente UCEI - Unione Comunità Ebraiche Italiane; 
Victoria Bagdassarian – Ambasciatrice della Repubblica d’Armenia; 
Emanuele Fiano – Deputato, Capogruppo PD Commissione Affari Costituzionali; 
Gabriele Nissim – Presidente Gariwo, la foresta dei Giusti. 

Introduce Milena Santerini - Deputata Democrazia solidale - CD, Presidente Alleanza Parlamentare contro l’intolleranza e il razzismo del Consiglio d’Europa.

Modera 
Antonio Ferrari – Editorialista Corriere della Sera.

Seguiranno gli interventi di:

Emilio Barbarani - già Ambasciatore a Santiago del Cile; 
Stefano Levi Della Torre - Saggista; 
Giorgio Mortara - Vice Presidente UCEI; 
Françoise Kankindi – Presidente Bene Rwanda.


Per partecipare è necessario accreditarsi scrivendo a teresa.marotta@camera.it

Obbligo di giacca per gli uomini

sabato 21 gennaio 2017

La Memoria Condivisa a Venezia

Locandina dell'Evento "La Memoria Condivisa" a Venezia 

Domenica 22 gennaio 2017 alle ore 16.30 presso il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, la scrittrice Antonia Arslan e Gabriele Nissim (presidente di Gariwo - Foresta dei Giusti) parleranno di Memoria Condivisa
Interventi musicali di Claudio Fanton (duduk armeno) e Rouben Vitali (clarinetto klezmer).

Modereranno l'incontro: Paolo Navarro Dina e Nadia Pasqual 

L'evento gode del Patrocinio della Comunità Ebraica di Venezia, dell'Unione Armeni d'Italia e del Centro Studi di Documentazione della Cultura Armena.
Ingresso libero, non serve prenotazione.


La direzione intrapresa da molte istituzioni, da diversi anni a questa parte, è quella di Condividere la Memoria dei fatti Genocidiari del Novecento. 
I due principali Genocidi, quello Armeno e quello Ebraico costituiscono due parti della medesima tragica pagina del Male, in cui Imperi in crisi decidono di costruire l'Unità e la solidità dello Stato, o di ciò che ne resta, attraverso l'annientamento della Principali Minoranze etnico-religiose a cui si imputa il possesso indebito delle risorse statali. 
Così come le cause del Genocidio Armeno vanno cercate nella storia di fine Ottocento dell'Impero Ottomano, egualmente il Genocidio Ebraico si costruisce sulla base della negazione dell' "empatia". L'altro, il diverso è, guarda caso, esponente di una corporazione politico-economico-finanziaria che sottrae energie allo Stato, hegelianamente inteso, come un soggetto vivente. Lo Stato, morente, scalcia e spara i suoi ultimi colpi, quelli più micidiali, perché colpi di ferocia e rabbia, e cerca di espellere da sé quelle parti che esso ritiene colpevoli della crisi ed istiga all'odio, al disconoscimento dell'umanità presente nell'altro. 
Questo ha permesso anche di fare opportuni distinguo, come accadeva per Karl Lüger, sindaco antisemita della Vienna fin de siècle, autore dell'affermazione "Chi è Ebreo lo decido io!"
Allo stesso modo anche le autorità della Sublime Porta, fomentavano il medesimo odio viscerale. Entrambe le potenze facevano appello ad una subdola panflettistica anti-armena da una parte e anti-ebraica dall'altra, che dipingeva la minoranza in oggetto come arrogante, contraria alle "leggi sacre" dello Stato sovrano e nemica di tutto ciò che esso rappresentava storicamente. 
Si faceva, dunque, leva sulla "volontà di sedizione" come caratteristica principale dell'altro, che si opponeva alla "volontà di potenza" e di ordine dello Stato paternalista medesimo. 
Il disordine, che si cercava di dimostrare essere tale in quanto morale oltre che materiale, andava punito con l'annientamento e lo sterminio. Lo Stato era dunque inteso come un sistema che doveva, per logica sistemica, riportare ordine. A tutto questo, dunque, fa appello il progetto di ricerca della Memoria Condivisa che da anni si attua in molte realtà e città italiane e che vede un punto di arrivo molto alto nell'evento veneziano del 22 gennaio 2017.

giovedì 19 gennaio 2017

*Hrant Dink 2017 non dimentichiamo



L'inquietudine della Colomba. Un uomo Turco e profondamente Armeno. Un uomo scomodo come tutti gli uomini di dialogo. Hrant non costruiva una pace vuota di chiacchiere, una pace chiacchierata. Era un uomo di comunicazione. Un giornalista. Un orfano. Hrant Dink è stato ucciso da un clima di odio e di sospetto sul quale il governo dei satrapi sta costruendo una nuova Turchia non più laica, una Turchia neo ottomana e violentissima in cui la società civile è spinta dalle autorità all'odio contro le due principali minoranze storiche: quella Curda e quella Armena verso la quale viene fomentata l'assenza di empatia. Non si riconosce più nell'altro un essere umano ma un oggetto che si può eliminare e che si deve annientare ed espellere per la protezione di una presunta protezione  dello stato. Uno Stato assoluto ed neo-hegeliano che i cui interessi sono superiori a quelli degli esseri umani. Ma se queste fandonie potevano reggere ai primi del Novecento producendo Fascismo, Nazismo, Comunismo e tutti gli estremismi statuali del caso, oggi alla base vi sono solo i giochi della alta finanza non più occulta e della quale si conosco nome e cognomi, indirizzi e paternità. Alcuni di questi la stampa internazionale ci dice che sono scritti nell'inchiesta Panamapapers, i personaggi che vi trovano posto non hanno alcun senso dello Stato, non hanno nessuna Patria se non le loro società irraggiungibili dai controlli fiscali. Per le loro neo-patrie, costoro possono uccidere o scatenare guerre, scrivere libri o condurre e ideare programmi televisivi o film. Questa è gente ignobile che usa e fomenta l'odio degli altri. Per questa gente persone come Hrant Dink (Հրանդ Տինք) nato a Malatya il 15 settembre 1954 e assassinato a Istanbul il 19 gennaio 2007, rappresentano un altissimo grado di pericolosità non sociale, ché non credono nella società, ma personale, perché intralciano i loro affari. È solo questione di affari!

mercoledì 18 gennaio 2017

28 gennaio 2017 a Scandicci si parla di Genocidi



Una meritoria iniziativa sarà presentata presso a Scandicci  sabato 28 gennaio alle ore 17:00 presso la Biblioteca Comunale di via Roma 38/A. 
La soprano armena Agnessa Gyurdzhyan, lo scultore Vighen Avetis, con il sindaco  di Scandicci Sandro Fallani, con l'Istituto Comprensivo Altiero Spinelli, e il Comitato permanente per la Memoria, ricorderanno i genocidi del Ventesimo secolo e quelli più recenti chiedendo a gran voce "Mai più genocidi". 
Sarà l'occasione per ricordare il Genocidio del Popolo Armeno, primo genocidio del Novecento, tracciarne un profilo storico e raccontare in modo comparato le caratteristiche che i genocidi hanno in comune. 

lunedì 16 gennaio 2017

For Armenians of Aleppo «ՀԱԼԷՊԱՀԱՅԵՐ»

copertina dell'evento facebook "Sguardi di pace per Aleppo"

Agli Armeni di Aleppo

versi di Carlo Coppola
Carlo Coppola, Kegham J. Boloyan, Cosma Cafueri

E il turco si scaglia ancora
contro le Nostre Case!
100 anni e uno e due …
Spazza le ossa dei nostri martiri
Sgrana e macella la melagrana rossa
perché effonda altro sangue. 
100 anni e uno e due...
La mezzaluna stellata 
Vuol soverchiare il sacro Ararat. 
100 anni e uno e due…
Fin qui mi ha seguito il pugnale del sultano,
fin sotto le mura di Aleppo,  
nel caravanserraglio mi rincorre il perfido
che prima baciava la mia mano non potendo tagliarla.
100 anni e uno e due…

Mi rincorre lo sgherro, è dietro di me, 
afferra la mia cintola pendente,
un colpo leggiero, riprendo la corsa,
non arriva la voce alla mia gola,
si ferma alla pancia, poi alle gambe. 

Tutto è deserto, la polvere entra nelle scarpe.
Due mucchi di terra 
e tra loro un bimbo che dorme.
Ci sono i suoi genitori sotto quei mucchi,
li ha sepolti egli stesso, a mani nude
e dorme lì accucciato 
per non sentire freddo.

Poco più avanti un altro bambino si attacca alla madre,
ha pochi mesi - l’età di mio figlio -
capelli biondi coprono appena la sua piccola testa.
E’ attaccato alla donna senza un pianto
rantola solo “Zizik”, “Zizik” … 
ma lei con seno proteso non risponde più.

Poco più avanti due bimbe,
scavano con le mani per riparare un’anziana. 
La bimba più grande l’ho riconosciuta 
si chiama Agavni, è la figlia dello scalpellino, 
un cane magro, cui si possono contare tutte le membra, 
le contende un pezzo di farina impastata preso chissà dove. 

E dopo questa visione il Signore mi disse:
«Figlio di uomo, queste ossa potrebbero rivivere?» 
E io risposi:
--- Ossa secche, ascoltate la Parola! io faccio entrare in voi lo spirito e voi rivivrete; 
metterò su di voi dei muscoli, farò nascere su di voi della carne, vi coprirò di pelle, 
metterò in voi lo spirito, e rivivrete.

Ecco su te Aleppo profumata, 
da mille saponi e mille incensi,
si compie la Parola.