domenica 12 febbraio 2017

Turista armeno muore in una Stazione di Polizia Stradale in Svezia

Davit Barseghian, turista armeno morto in Svezia
Era padre di due bambini piccoli e laureato all'Università Statale di Yerevan. Dopo la malattia del padre stava prendendo una piccola vacanza in Svezia, dove da tempo risiedono alcuni amici. 
È ingiusto morire a 32 anni di infarto, mentre i tuoi amici ti stanno portando d'urgenza in ospedale? Ma è accaduto nella democraticissima Svezia, una nazione dallo stato sociale praticante perfetto, ma evidentemente nel quale la polizia stradale preferisce multare e fermare per eccesso di velocità una macchina con a bordo dei ragazzi, e non si degna neppure di comprendere le loro condizioni di salute e se per caso c'è qualche problema.
Nello stato sociale perfetto non c'è posto per l'umanità, meglio ancora se a bordo dell'auto ci sono stranieri e uno di loro vomita. Allora il welfare lascia il posto ad un altro volto niente affatto piacevole, se non tal volta dispoticamente colpevole!
Davit Barseghyan - così si chiamava il ragazzo muore - a Orebro il 6 febbraio 2017, per una tardiva corsa in ospedale. 
Su questa vicenda chiedono chiarimenti le autorità diplomatiche della Repubblica d'Armenia a quelle della Svezia. Ma appare chiaro sin da subito che la polizia Svedese sta provando ad insabbiare, coprire, sminuire, c'è un omicidio a loro carico, un omicidio per omesso soccorso, o anche peggio e pensano che peso possono avere le autorità di un paese come l'Armenia, che loro stessi non sanno neppure dove sia sulla carta geografica?
Così mentre il turista vomita loro affermano di aver contattato gli ospedali, ma evidentemente così non è se non lasciano neppure che gli amici del ragazzo gli si possano avvicinare e così lui muore da solo, mentre la polizia trattiene gli altri. 
L'avvocato Mark Safarian, incaricato dall'Ambasciata Armena in Svezia, ha subito chiesto l'apertura ufficiale di un'indagine, mentre le autorità locali dopo le scuse addotte, stringevano le spalle senza scusarsi. 
Il povero Davit, turista e vittima suo malgrado, sarà forse l'ennesima vittima di un pregiudizio antiarmeno? Per ora questo ci interessa meno. 
Ciò che conta Davit Barseghyan, un ragazzo di 32 anni è morto, lasciando una giovane moglie e due figli piccoli. 
Alla Famiglia Barseghyan e agli amici, le nostre più sentite condoglianze.

sabato 11 febbraio 2017

S. E. Boghos Levon Zekiyan a Meolo il 19 Febbraio 2017



In Occasione del 300° anniversario della Fondazione del Monastero dell'Isola di San Lazzaro degli Armeni, S. E. Mons Boghos Levon Zekeyan, Vescovo degli Armeni Cattolici di Istanbul e di Turchia, il prossimo 19 febbraio 2017 terrà a Meolo (VE), presso Villa Dreina, alle ore 15:30, una pubblica conferenza sul tema La Congregazione Mechitarista e la sua presenza secolare a Venezia e nel Veneto. 
Alle ore 18:00 presso la Parrocchia San Giovanni Battista di Meolo, Sua Eccellenza Zekyan presiederà la Liturgia in Rito Armeno Cattolico. 
In entrambe le occasioni Aram Ipekdjian eseguirà musiche tradizionali armene al Duduk, noto strumento a fiato armeno, appartenente alla famiglia dei legni e classificato tra gli aerofoni labiali. 

giovedì 9 febbraio 2017

In occasione della prima presentazione di "Luciano Landi un editore da riscoprire"

Messaggio di Carlo Coppola, responsabile del Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari, in occasione della prima presentazione del volume "Luciano Landi un editore da riscoprire" di Helenia Piersigilli. Venerdì 10 febbraio 2017. Ore 17:30. Palazzo d'Arnolfo | Museo delle Terre Nuove| San Giovanni Valdarno (AR)


Spettabili Signori,
Non potendo essere presente di persona in questo bel pomeriggio valdarnese per iscritto mi rivolgo a voi, amici di Luciano Landi e sostenitori della sua tenace, ove più testarda, riscoperta da parte della dott.ssa Helenia Piersigilli.
Negli scorsi giorni ho letto appassionatamente lo studio di recentissima pubblicazione che sarà presentato domani pomeriggio e ne sono rimasto colpito. Ne avevo seguito le vicende di ricerca per un breve tratto, due anni fa, quando insegnavo in Toscana, e tanto più ne resto commosso oggi dalla realizzazione. Il rigore scientifico del lavoro mi fa ben sperare nel prosieguo degli studi.
In quanto studioso e figlio spirituale di Hrand Nazariantz, che per una fase della sua vita condivise con il Landi interessi e prospettive, plaudo alla pubblicazione, che riaccende l'interesse su una straordinaria personalità che mi sento di dire - lontano da facili entusiasmi - essere stata tra le figure più interessanti e misconosciute del secondo Novecento letterario Italiano.
Troppo spesso, Noi tutti, siamo stati assuefatti e condotti ad applaudire operatori culturali apparentemente privi di aporie, presuntamente tutti d'un pezzo, e che altrettanto facilmente possiamo ricondurre a categorie letterarie, psicologiche, politiche. Eppure il presente, e la correttezza intellettuale, ci hanno insegnato che le cose non stanno così come la vulgata ce le racconta.
Il Landi, personalità complessa - d'indubbia tempra morale - dalla visione culturale più grande di quanto egli stesso e i suoi contemporanei non compresero, ci insegna a guardare oltre, ad investire il nostro tempo e le nostre risorse non sulle mode culturali e politiche ma sulla qualità dell'Arte e dello Spirito. Luciano Landi fu attento autore e lettore, quindi editore, in "un'epoca di mezzo", come Hrand Nazariantz e tanti altri, e ne pagò lo scotto, non piacendo troppo né ai presunti antichi né ai presunti moderni. Così solo oggi, in un'epoca in cui anche i "moderni" risultano "antichi", spesso noiosi e stantii, talvolta più pedanti e necessitanti d'essere storicizzati, di quanto non lo fossero i loro antecessori, Luciano Landi editore scomodo, e coraggioso, il cui mancato riconoscimento grida vendetta nel canone storico-letterario nazionale, deve essere riscoperto! Egli, operatore culturale, cercò di fare quanto altri, più quotati e noti di lui, fecero poco. Lavorò ad amalgamare scrittori e opere di quella che qualcuno definì "la Nuova Italia", post bellica, per differenziata da quella presuntamente "vecchia", crociana.
A TUTTI palesò rispetto, anche a chi non ne aveva avuto per gli avversari, e anche per questo ecumenismo ante litteram, e questa costruzione di giustizia e di pace culturale, davanti a Luciano Landi la critica letteraria deve togliersi il cappello e promuoverne massicciamente gli studi.
Auspico, dunque, che non alla memoria di Luciano Landi, ma alla sua attualità, anticipatrice e precorritrice dei tempi, siano dedicate istituzioni, piazze, strade, nel Valdarno e ovunque ci sia interesse alla cultura della collaborazione artistica e letteraria. Occorre, infatti, promuovere nuovamente la solidarietà spirituale di cui troppo spesso il "far cultura" dell'oggidì, si rende, colpevolmente, dimentico.
Scusandomi della, forse, eccessiva verbosità, frutto di un fin troppo appassionata sguardo sull'opera del Landi, porgo a tutti il mio personale saluto e quello del Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari, e un particolare affettuoso pensiero agli eredi di Luciano Landi e quanto come Helenia Piersigilli si dedicano al suo studio.

da Bari, 03/02/2017
                                             Carlo Coppola

martedì 7 febbraio 2017

Un volume per ricordare Luciano Landi editore scomodo e amico degliArmeni

di Carlo Coppola

Luciano Landi è stato un editore scomodo, fuori dai circuiti accademici ma con molti amici importanti e al centro di una cultura italiana spesso minoritaria, che per tante e complesse ragioni non ricevette tutta la luce che meritava. 


A farne riscoprire la complessa figura è la studiosa Helenia Piersigilli che abbiamo conosciuto personalmente due anni fa durante le peregrinazioni in Toscana, nel suo volume monografico dal titolo Luciano Landi un editore da riscoprire, pubblicato con il prezioso contributo editoriale dell'Accademia Valdarnese del Poggio.
Personalmente una delle ragioni per cui avevo scelto, due anni fa, la Toscana, quale regione di trasferta per l'insegnamento, era stata quella di poter meglio indagare le "strane" motivazioni che avevano portato il mio maestro Hrand Nazariantz a pubblicare il suo ultimo e poco noto volume Il ritorno dei Poeti proprio a Firenze.
Per caso mi contattò la dott.ssa Piersigilli cercando notizie sul nostro poeta, sembrava un incontro di destini di ricerca. Lei partiva dal Landi, io dal Nazariantz. Più ci confrontavamo, sui tanti argomenti ed aspetti delle due produzioni letterarie, più crescevano i dubbi, le controproposte, e si aprivano talvolta involontari fronti di indagine, come davanti un gioco di scatole cinesi. 
Così dopo un po' di silenzio qualche giorno fa, a sorpresa, mi giunge un pacco dalla Toscana - sono tornato a Bari ormai da sette mesi - lo apro e dalla copertina di un bel volume scorgo l'Ungaretti, strabico, che mi guarda seduto ad un Convivio, come a dirmi "Cosa ci fai ancora lì, vieni a manducar con noi!". Stanno seduti al banchetto del Premio Viareggio ma sembra stiano sull'aia al pranzo della domenica, con tanto di fiasco di vino a centro e figurette pasoliniane di contorno. Al lato della foto un ragazzo smilzo - o a me così pare - inforca un paio di occhiali, giacca e camicia bianca senza cravatta, a fianco una ragazza bruna, lo guarda ammirata. Il ragazzo non l'ho mai visto, e non avrei mai detto fosse l'editore Kursaal, uno di quelli operatori di Cultura a cui dobbiamo una straordinaria stagione della nostra storia letteraria recente. Ebbene no, è proprio lui Luciano Landi, me lo sarei immaginato un pezzo d'uomo tale da gareggiare in statura con il gigante Nazariantz. Lo guardo e mi sovviene un senso di gratitudine per lui, di quelli che si devono ai grandi, agli sfortunati ma monumentali, di cui ci fece esempio l'insuperato Poggio (Bracciolini), uno di quelli le cui gesta mi hanno  spinto e mi continuano a spronare alla ricerca d'ambito storico-letterario. 
Sfoglio il volume elegante e compìto, mi piace l'odore, il progetto grafico, la consistenza della carta e la dedica dell'autrice, tanto più preziosa perché posta in bigliettino racchiuso in bustina color cremisi, delicatissima, nelle prime pagine del volume - io stesso l'avrei più volgarmente spiattellata, spaparanzandola, lì sul colofone. 
Così sfoglio prima tutto il libro, poi leggo tutto d'un fiato. È la seconda sera delle mie nozze, mia moglie e il mio bambino dormono e io nello studio leggo e sfoglio. L'apparato critico è intelligente, snello, niente affatto lezioso, rigoroso ma non pedante. Sarebbe stato facile farne un esercizio accademico, con capriole e salti mortali e prose involute, ma tutto procede come un racconto che non annoia e, invece, appassiona. 
Poi giungo alla fotografia del mio Maestro e allora una lacrima di commozione.
Chiudo il volume e scrivo ad una figlia del prof. Tommaso Fiore - signora Teta, cara prozia di due miei amici - per segnalarle l'esistenza del testo e la pubblicazione dell'epistolario intercorso fra il padre e Luciano Landi. È ormai giorno e telefono alla dott.ssa Piersigilli per ringraziarla del dono indirizzato al Centro Studi Hrand Nazariantz e complimentarmi, commentando e confrontando le ultime novità delle comuni ricerche. 

venerdì 3 febbraio 2017

Festività di San Biagio Armeno 2017 in Casal di Principe



O Glorioso San Biagio, 
Vescovo e Nobile dell'antica città di Sebaste, 
Santo Martire d'Armenia, 
Veglia sui tuoi figli 
ovunque dispersi
che da un confine all'altro del globo terraqueo
invocano, supplichevoli, il Tuo nome.

Ti preghiamo per noi stessi e 
in modo speciale per la Chiesa d'Oriente 
e tutte le Chiese Cristiane Sorelle 
che soffrono persecuzioni materiali
e le ingiurie del relativismo culturale dei nostri tempi.

Proteggi il popolo che in Te confida,
e le schiere di ammalati che attendono 
di essere benedetti dalla tua taumaturgica mano.
Santo amato dal Signore,
alla Tua intercessione, 
di medico e di padre buono,
domandiamo anche Grazie Spirituali:

Fortifica la nostra Fede in Cristo,
Tu che hai mantenuto la fedeltà alla parola data a Lui
fino all'estremo sacrificio di Te stesso
confessando 
che Gesù Cristo 
è vero Dio e vero Uomo, 
e signoreggia su tutto l'Universo.

AMEN

(Intenzioni private di preghiera di Carlo Coppola)


programma del Triduo San Biagio 2017
in Casal di Principe (Caserta)